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18.06.2021 - 10:540

Venduto all'asta il carcere San Donnino di Como

La struttura è dismessa da quasi trent'anni. In futuro i suoi spazi potrebbero essere destinati all'arte e al turismo.

È destinato a nuova vita il carcere San Donnino di Como, venduto ieri all'asta. Ad aggiudicarselo è stata la Veryta Hub, una società di consulenza aziendale attiva dal 2016 in via Manzoni a Como. Appare verosimile l'ipotesi che la società lariana abbia partecipato all'asta per conto di un'agenzia immobiliare. Un milione e 177 mila euro l'ultimo rilancio che ha determinato l'assegnazione in questa fase che, come precisa il Demanio, è provvisoria per consentire le verifiche normative sulla Veryta Hub. Senza intoppi l'assegnazione definitiva avverrà all'inizio di settembre. Il prezzo a base d'asta era stato fissato a 1 milione e 45 mila euro. Quanto basta per capire come al compendio San Donnino fossero interessati almeno due concorrenti, anche perché nelle precedenti due aste il prezzo era di 1,6 milioni e 1,3 milioni di euro. Già ci si interrogo su cosa sarà dell'ex carcere che nel cuore di Como si estende su 2'555 metri quadrati. Per ora non è dato sapere. Il Demanio, nel fornire la notizia dell'esito positivo dell'asta, ha riferito che la società che si è aggiudicata lo stabile intende destinarlo a spazi per l'arte. Una soluzione più volte evocata nel dibattito culturale comasco. Il Comune in passato ha mostrato interesse per l'ex carcere. Un interesse però frenato dai costi di ristrutturazione. Orientativamente si parla di una dozzina di milioni di euro. Un investimento che sembra supportare l'ipotesi di una destinazione turistica. L'idea è di trasformare in un residence di lusso l’ex carcere costruito dagli austriaci a metà dell’800 in via Giovio. È dal 1985, anno in cui è stato costruito il carcere Bassone, che San Donnino non è un più un penitenziario. La sua leggenda nera legata alle carcerazioni e le torture subite dai patrioti durante il Risorgimento, e degli antifascisti nel Ventennio, è però dura a morire. Una storia incisa, come fosse un libro, sui muri delle celle dove ormai da più di quarant'anni nessuno mette più piede. Una volta dismesso San Donnino passò all’Intendenza della Finanza che poi a metà degli anni ’90 abbandonò definitivamente la struttura. 

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