Estero

Mosca attacca gli Usa, "non strangolino Cuba"

9 febbraio 2026
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Tensione lungo l'asse Mosca-Washington e toni da Guerra fredda attorno all'eterna crisi di Cuba, sfinita da una gravissima emergenza energetica e alle prese, già da tempo, con una delle peggiori recessioni economiche della sua storia.

Giorni dopo la minaccia di Trump di imporre dazi a chi esporta greggio all'Avana, Mosca ha difeso il suo alleato storico nella regione criticando duramente gli Stati Uniti. Nel frattempo sull'isola la popolazione è ormai allo stremo: il governo ha deciso il razionamento della corrente e manca il combustibile persino per gli aerei.

"Quelle che noi chiamiamo tecniche di soffocamento, usate dagli Stati Uniti, hanno inflitto molteplici difficoltà" a Cuba, ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. "Stiamo negoziando con i nostri amici cubani per trovare possibili soluzioni a questi problemi, almeno per dare l'aiuto che possiamo", ha aggiunto. Una reazione a quanto accadde il 29 gennaio, quando il presidente americano Donald Trump firmò un provvedimento con cui minacciava di imporre tariffe doganali ai Paesi che avessero continuato a inviare greggio all'Avana. Una mazzata per Cuba, che aveva ha tra l'altro già perso il suo principale fornitore, il Venezuela, dopo l'intervento militare Usa del 3 gennaio che portò all'arresto di Nicolás Maduro e della moglie Cilia Flores.

La situazione è talmente grave che il governo cubano ha dovuto informare le compagnie aeree internazionali che, a partire da oggi, il Paese resterà un mese senza carburante per l'aviazione: un ennesimo colpo durissimo al settore del turismo, una delle principali fonti di reddito della nazione caraibica, che però, già nel 2024, aveva accolto appena 2,2 milioni di visitatori internazionali, registrando il dato più basso degli ultimi due decenni.

L'annuncio arriva all'indomani della decisione del regime castrista al potere di chiudere vari hotel e concentrare i turisti stranieri in poche strutture per cercare di risparmiare carburante il più possibile. Una decisione che ha colpito soprattutto i canadesi, tra i più assidui frequentatori delle spiagge cubane, soprattutto nei resort di Varadero e Cayo Coco, grazie ai frequenti collegamenti diretti settimanali.

Giovedì scorso il presidente Miguel Díaz-Canel aveva annunciato misure "restrittive" come il razionamento dell'elettricità e della benzina, incentivi al telelavoro per i pubblici dipendenti e riduzione delle lezioni in presenza nelle università. Il tutto mentre tra la gente crescono malcontento e frustrazione per i costanti blackout e per l'assenza di prospettive chiare all'orizzonte.

Una mano tesa è nel frattempo giunta dal Messico, che nelle ultime ore ha annunciato di aver inviato oltre 814 tonnellate di aiuti alimentari a Cuba a bordo di due navi della sua Marina, con arrivo previsto entro i prossimi quattro giorni. Gli aiuti includono latte liquido e in polvere, prodotti a base di carne, biscotti, fagioli, riso e articoli per l'igiene personale. La presidente progressista Claudia Sheinbaum è tornata a criticare il pugno duro di Trump, affermando che "un popolo non dovrebbe mai essere colpito". Gesto molto apprezzato dal governo dell'Avana: "Grazie, Messico. Per la solidarietà, l'affetto, l'abbraccio sempre caloroso verso Cuba", ha scritto su X il presidente Díaz-Canel.