Comer apre a una deposizione su Howard Lutnick per i rapporti con Jeffrey Epstein; in UK Starmer ottiene sostegno dopo lo scandalo Mandelson
Il presidente della commissione di sorveglianza della Camera, il repubblicano James Comer, non esclude la possibilità di convocare il segretario al Commercio Howard Lutnick per una deposizione sui suoi rapporti con Jeffrey Epstein. L'apertura di Comer a sentire Lutnick arriva mentre il segretario al Commercio è sotto pressione bipartisan affinché si dimetta per i legami con il pedofilo.
Lutnick ha sempre ammesso di aver conosciuto Epstein, raccontando però di aver interrotto i rapporti nel 2005 dopo che l'ex finanziere aveva mostrato a lui e a sua moglie la sala massaggi nella sua abitazione a New York. I documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia mostrano però una realtà diversa e contatti più stretti e duraturi di quanto ammesso da Lutnick.
Nel frattempo, sembra alleggerirsi, nell'immediato, la pressione su Keir Starmer, indebolito pesantemente dai contraccolpi dello scandalo della nomina ad ambasciatore negli USA di Peter Mandelson: ex chiacchieratissima eminenza grigia del New Labour di Tony Blair travolto dal crescendo di rivelazioni sui suoi già noti legami col defunto finanziere pedofilo americano Jeffrey Epstein.
Durante l'incontro è risuonato persino qualche applauso, udito dall'esterno; Starmer, a quanto si è appreso, ha provato a contenere le contestazioni per la gestione dello scandalo Epstein-Mandelson promettendo un rinnovamento non solo dello staff di Downing Street, dopo le dimissioni del suo capo di gabinetto Morgan McSweeney e del suo capo della comunicazione Tim Allan, ma anche della linea fin troppo ondivaga e moderata rimproverata al governo. Parole che per ora potrebbero aver allontanato lo spettro di una rivolta di massa contro la sua leadership, già minata da mesi di sondaggi disastrosi: almeno fino ai prossimi appuntamenti elettorali destinati a culminare a maggio in una vasta tornata di consultazioni amministrative ad altissimo rischio.
La ministra delle Telecomunicazioni, Lisa Nandy, una fedelissima del premier, a margine del meeting si è detta fiduciosa che stasera Sir Keir abbia recuperato "il pieno sostegno del partito", dopo aver ammesso "l'errore" compiuto con la designazione di Mandelson e chiesto scusa. Tutti i ministri principali e vari esponenti nazionali di spicco del Labour hanno a loro volta riesumato la propria fedeltà nel premier: inclusi potenziali rivali alla sua leadership come l'attuale ministro della Sanità, Wes Streeting (della destra interna), o l'ex numero 2 del partito Angela Rayner (della corrente di centro-sinistra). Non senza prendere le distanze - se non altro pubblicamente - dal minaccioso appello alle dimissioni di Starmer fatto oggi stesso dal leader dei laburisti scozzesi Anas Sarwar.