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Alpinisti avvelenati sull’Everest per truffare le assicurazioni

Operazioni di soccorso aereo forzate e documenti medici contraffatti: gli 11 coinvolti sono riusciti a intascare in tutto 20 milioni di dollari

Alpinisti sull’Everest
(Keystone)
3 aprile 2026
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In seguito a un’indagine della polizia nepalese, alcune guide del monte Everest sono state accusate di aver somministrato droghe ad alpinisti stranieri. L’obiettivo? Costringerli a ricorrere a operazioni di soccorso aereo forzate per truffare le compagnie assicurative e intascare in tutto 20 milioni di dollari.

La frode, che avrebbe coinvolto 4’800 alpinisti tra il 2022 e il 2025, ha portato all’arresto di 11 persone, coinvolte in 300 casi di presunti falsi salvataggi. Gli investigatori nepalesi rivelano che la rete criminale comprende più soggetti nell’universo del trekking, tra cui sherpa, agenzie di viaggio, operatori di elicotteri e dirigenti ospedalieri.

KeystoneSelfie in vetta

Le guide architettavano emergenze mediche aggiungendo al cibo dei turisti grandi quantità di lievito in polvere tali da provocare disturbi gastrici generalmente associati al mal di montagna. A quel punto gli alpinisti lamentavano nausea, vertigini o dolori muscolari e prontamente gli autori della truffa consigliavano di accettare costosi trasferimenti d’emergenza in elicottero.

A questo punto, facendo leva su falsi registri di volo e documenti medici contraffatti, i registi della frode confezionavano richieste di risarcimento alle assicurazioni.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni