L'Istituto Ref prevede un aumento del Pil dello 0,7% nel 2026, con occupazione in espansione nonostante la frenata economica
La chiusura del periodo di politiche ultraespansive riporta la crescita italiana sul trend di crescita a ritmi ridotti, inferiori all'1%, prevalente prima della pandemia. Lo afferma l'Istituto di ricerche Ref, che nell'ultima congiuntura calcola una crescita del Pil dello 0,6% quest'anno e dello 0,7% nel 2026 e nel 2027.
"Dal punto di vista degli indicatori congiunturali, ad inizio anno si erano manifestati alcuni segnali di recupero nell'industria, legati alla stabilizzazione del ciclo dell'auto, e all'anticipo di esportazioni verso gli Usa da parte di alcune imprese, con l'obiettivo di precedere l'introduzione dei dazi. Il quadro però - sottolinea il Ref - si è nuovamente deteriorato nei mesi primaverili perché è cambiato il tono della domanda internazionale".
Il rapporto sottolinea inoltre che la frenata dell'economia non ha impedito negli ultimi tre anni una sostenuta espansione dell'occupazione. In prospettiva però "la dinamica della domanda di lavoro dovrebbe frenare, anche perché andiamo incontro ad una fase in cui mordono i vincoli all'espansione dell'offerta legati ai cambiamenti demografici".