A marzo 2025, in Italia, si stima una flessione congiunturale contenuta delle esportazioni (-1,0%) e una sostanziale stazionarietà delle importazioni (+0,2%). Lo rileva l'Istituto italiano di statistica (Istat), spiegando che "la diminuzione su base mensile dell'export è dovuta alla riduzione delle vendite verso l'area Ue (-5,0%), mentre le esportazioni verso l'area extra Ue crescono del 3,3%". A marzo 2025 l'export cresce su base annua del 5,8% in termini monetari e dell'1,9% in volume.
Il saldo commerciale a marzo 2025 è pari a +3'657 milioni di euro (era +4'296 milioni nello stesso mese del 2024). Lo rileva l'Istat diffondendo il dato sul commercio estero a marzo. Il deficit energetico si attesta a -3'894 milioni, da -3'807 milioni dell'anno prima. L'avanzo nell'interscambio di prodotti non energetici si riduce da 8.102 milioni di marzo 2024 a 7'551 milioni di marzo 2025.
Nel primo trimestre 2025, osserva l'Istat, la dinamica tendenziale dell'export è positiva (+3,2%; +3,9% al netto dell'energia). Nello stesso periodo, l'avanzo commerciale è pari a 7,8 miliardi di euro (era a 12,8 miliardi nel primo trimestre 2024).
I Paesi che forniscono i contributi maggiori alla crescita dell'export italiano su base annua a marzo (+5,8%) sono Stati Uniti (+41,2%), Stati Opec (+25,0%) e Francia (+4,2%). All'opposto, Turchia (-30,1%) e Cina (-8,3%) forniscono i contributi negativi più ampi, precisa l'Istat.
"L'export cresce su base annua, sostenuto soprattutto dalle maggiori vendite di prodotti farmaceutici e mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (tra cui mezzi di navigazione marittima)", commenta l'Istat, aggiungendo che "questi due settori spiegano la crescita tendenziale dell'export verso gli Stati Uniti (+41,2%); al netto di questi comparti, l'export verso gli Stati Uniti flette del 4,1%".
L'aumento su base annua dell'import (+7,6%) "è trainato in particolare dai maggiori acquisti di prodotti farmaceutici dalla Cina".