Christine Lagarde sottolinea l'importanza di non restare indietro rispetto agli USA nell'adozione dell'intelligenza artificiale
Con l'intelligenza artificiale (IA) l'Europa dovrà prepararsi a "grandi cambiamenti" su due fronti: la produttività, a cui potrebbe dare una spinta tra lo 0,3% e l'1,5% all'anno nei prossimi dieci anni, e il lavoro, per il quale l'IA non necessariamente rappresenterà "un'apocalisse". Lo ha detto la presidente della Banca centrale europea (Bce) Christine Lagarde aprendo la conferenza sul tema organizzata dall'istituto.
Secondo l'ex ministra francese l'Europa non può restare indietro agli USA come è successo per la rivoluzione digitale di internet. Le stime sulla produttività, ha spiegato, possono andare da +0,3% a +1,5% ma molto dipende se l'Ue riuscirà o meno a migliorare la diffusione dell'IA.
Per quanto riguarda l'impatto sui lavoratori, la presidente non vede allarmi: secondo stime Bce sono "altamente esposte" alla nuova tecnologia il 23%-29% della forza lavoro. "Questo non è necessariamente una apocalisse lavorativa", ha sostenuto. Uno dei problemi è investire: tra il 2018 e il 2023, le società europee hanno investito 33 miliardi in IA contro gli oltre 120 degli USA. Un altro ostacolo da rimuovere è la difficoltà nell'approvvigionamento di energia dell'Ue: i limiti attuali possono ridurre la diffusione dei centri dati necessari alla nuova tecnologia.