Le incertezze sulla tenuta delle riserve della Banca centrale e sui termini dell'accordo con il Fondo monetario internazionale sommate a quelle legate al futuro del commercio globale per le guerra delle tariffe avviata dal governo Usa di Donald Trump hanno inciso pesantemente ieri nell'andamento delle principali variabili finanziarie in Argentina.
La Borsa di Buenos Aires ha ceduto l'1,70%, mentre i titoli delle principali società argentine quotate a Wall Street hanno lasciato sul terreno in media il 5% del loro valore.
Parallelamente i titoli di Stato hanno segnato cali generalizzati con punte del -3,9% provocando un rialzo di oltre il 7% dell'indice di rischio paese (lo spread con i titoli della Fed misurato da Jp Morgan) fino a 867 punti base.
In tale contesto è proseguito anche oggi il drenaggio di riserve della Banca Centrale che ha venduto altri 143 milioni di dollari sul mercato dei cambi provocando un ulteriore calo dello stock a 25,052 miliardi, valore minimo in oltre 15 mesi.