Economia

Banca nazionale, secondo le stime sarebbe in perdita

L'istituto presenterà i conti solo la settimana prossima (martedì), ma gli esperti di Ubs già tratteggiano i contorni della situazione

(Keystone )
26 ottobre 2023
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La Banca nazionale svizzera (Bns) dovrebbe aver subito una consistente perdita nel terzo trimestre: stando agli economisti di Ubs il rosso dovrebbe situarsi fra 5 e 10 miliardi di franchi. Concretamente questo significa che l'anno prossimo i Cantoni e la Confederazione non si vedranno distribuire utili.

L'istituto guidato da Thomas Jordan presenterà i conti solo la settimana prossima (martedì), ma gli esperti di Ubs già tratteggiano i contorni della situazione, sulla base dell'andamento dei mercati finanziari. Considerati i profitti realizzati nei primi sei mesi, vale a dire 14 miliardi, l'utile dopo tre trimestri della Bns scenderà sotto i 10 miliardi, precisamente a un valore compreso fra 4 e 9 miliardi.

Per poter effettuare nel 2024 una distribuzione agli enti pubblici la Bns deve però prima ripianare una perdita di bilancio di circa 40 miliardi di franchi. A ciò si aggiungono gli accantonamenti per le riserve monetarie. Per un versamento minimo l'istituto dovrebbe quindi conseguire un guadagno (prima degli accantonamenti) di 45-50 miliardi di franchi, mentre per un'elargizione massima il profitto dovrebbe attestarsi a 85-90 miliardi di franchi.

Volendo prendere in considerazione una distribuzione nel 2024 la Bns dovrebbe quindi generare un utile di almeno 40 miliardi di franchi nell'ultimo trimestre di quest'anno. "Con un potenziale di utile annuo stimato tra i 10 e i 15 miliardi di franchi ciò sembra estremamente improbabile, soprattutto perché nel quarto trimestre è proseguita la tendenza al ribasso dei prezzi delle obbligazioni e delle azioni, che, insieme al rafforzamento del franco, sta ulteriormente appesantendo il risultato della Banca nazionale", si legge in un'analisi di Ubs.

Ciò significa che nel 2024, come quest'anno, con ogni probabilità non ci sarà alcuna distribuzione alla Confederazione e ai Cantoni. Niente "manna federale" insomma per quei cantoni che – come il Ticino – sono alle prese con difficoltà finanziarie.

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