Economia

Settimana da dimenticare per la Borsa svizzera

La peggiore da metà dicembre, sulla scia delle turbolenze internazionali legate al settore bancario

Più giù che su
(Keystone)
10 marzo 2023
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La Borsa svizzera chiude una settimana tutta da dimenticare con una seduta molto negativa, la peggiore da metà dicembre, sulla scia delle turbolenze internazionali legate al settore bancario. L’indice dei valori guida Smi ha terminato a 10’765,26 punti, in flessione dell’1,68% rispetto a giovedì, mentre il listino allargato Spi ha perso l’1,58% a 13’989,47 punti.

Tutte le piazze finanziarie mondiali hanno reagito con parecchio nervosismo alle difficoltà che sta vivendo la banca americana Silicon Valley Bank, il cui titolo è crollato sulla scia dei timori di un fallimento. Le paure sono rafforzate dalla messa in liquidazione di un altro istituto, Silvergate Bank, società legata alle criptovalute.

Queste vicende arrivano in un momento delicato per i mercati, che si aspettano nel corrente mese ulteriori aumenti dei tassi d’interesse e soprattutto temono che gli interventi delle banche centrali dovranno in futuro essere ancora più incisivi per venire a capo dell’inflazione. Per determinare le future mosse della Federal Reserve americana erano quindi attesi con ansia gli ultimi dati sul mercato del lavoro americano: quando poi sono giunti, nel pomeriggio - l’economia statunitense ha creato più posti di quanto previsto e la disoccupazione è al 3,6% - non hanno però mosso in modo soverchio i corsi.

Sul fronte interno hanno così sofferto soprattutto i bancari Credit Suisse (-4,84% a 2,50 franchi), che in giornata ha toccato un nuovo minimo a 2,46 franchi, e Ubs (-4,53% a 19,18 franchi), sulla scia delle turbolenze create dall’americana Svb. Ancora più marcato, nello stesso comparto finanziario, è stato l’arretramento di Partners Group (-6,21% 815,00 franchi).

Seppur in misura minore, l’ondata di vendite ha interessato anche i valori maggiormente sensibili alla congiuntura quali Abb (-2,61% a 30,97 franchi), Holcim (-1,60% a 57,92 franchi) e Sika (-2,27% a 254,20 franchi). Hanno per contro funto almeno in parte da argine contro i flutti ribassisti i pesi massimi Nestlé (-0,19% a 105,46 franchi) e Roche (-0,17% a 263,650 franchi), mentre Novartis (-1,18% a 74,62 franchi) è stata trascinata dalla corrente generale.

Nel mercato allargato Mikron (+0,88% a 11,50 franchi), Mobilezone (-11,24% a 15,32 franchi) e U-blox (+11,50% a 126,00 franchi) hanno informato sull’andamento degli affari, mentre Bachem (-6,86% a 85,60 franchi) ha subito l’impatto di un aumento di capitale.

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