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20.10.2021 - 14:200
Aggiornamento : 17:39

CS e pedinamenti, Finma rileva gravi violazioni di legge

L’Autorità di vigilanza chiude l’indagine. Sono emerse ‘notevoli carenze’ a livello di gestione. Adottate misure nei confronti di cinque persone

a cura de laRegione

Zurigo – L’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (Finma) constata gravi violazioni della legge nel modo di procedere di Credit Suisse nell’ambito vicenda dei pedinamenti. I top manager si sono persino avvalsi di strumenti esterni per poter agire in modo più discreto. La Finma ha adottato misure nei confronti di cinque persone.

Dall’indagine è emerso che l’istituto, nel periodo tra il 2016 e il 2019, aveva pianificato sette pedinamenti, gran parte dei quali sono stati poi effettuati, riferisce la Finma in un comunicato odierno. Nel mirino figuravano membri della direzione in Svizzera e altri ex collaboratori, nonché soggetti terzi all’estero.

‘Notevoli carenze’ gestionali

Le modalità di pianificazione e svolgimento dell’attività di pedinamento hanno messo in luce “notevoli carenze” a livello di buon governo di impresa. Nelle direttive di Credit Suisse l’attività di pedinamento non era di per sé espressamente vietata, ma nemmeno disciplinata in modo specifico. Erano assenti corrispondenti processi di gestione dei rischi e pertanto l’integrazione nel sistema di controllo interno. Nella maggior parte dei casi sono state prese decisioni in merito ai pedinamenti in modo informale e senza una motivazione plausibile. Inoltre i pedinamenti o i relativi retroscena sono stati occultati. In contrasto con le direttive interne alla banca sono stati impiegati servizi di messaggistica esterni e si è fatto ricorso a prestazioni di terzi. Inoltre, sono state emesse in modo grossolano e saldate fatture per le spese sostenute. In un caso, una fattura è stata modificata a posteriori per occultare le spese relative a un pedinamento.

‘Fino al livello della direzione’

Nei processi descritti, il servizio di sicurezza della banca risultava pesantemente coinvolto, prosegue la Finma. In seno alla banca predominavano visioni divergenti e anche le informazioni sulla reale attività di pedinamento erano discordanti. È stato possibile accertare l’esistenza di informazioni e decisioni sulla pianificazione o sullo svolgimento di singoli pedinamenti fino al livello della direzione. Per esempio, vari membri della direzione di allora erano al corrente della pianificazione di un pedinamento di un dipendente in Asia nell’agosto 2019.

Le modalità con cui si sono svolti i pedinamenti, che sono stati tenuti segreti e parzialmente occultati, “comprovano l’inadeguatezza della cultura imprenditoriale in parti della gestione operativa di allora in seno a Credit Suisse”, scrive la Finma. Inoltre, singoli membri della direzione di quel tempo si sono in parte avvalsi di mezzi di comunicazione esterni alla banca affinché le informazioni non potessero più essere integralmente ricostruite. Ciò risultava in contrasto con le direttive interne e con la condotta esemplare che i dirigenti sono chiamati a tenere.

Reputazione intaccata

I rischi di reputazione si sono poi materializzati: la divulgazione di informazioni su determinati pedinamenti ha avuto un grande impatto mediatico a livello nazionale e internazionale, sollevando un’ondata di critiche nei confronti della società. Per lungo tempo Credit Suisse, nel quadro dell’elaborazione interna dei processi, non è stata in grado di determinare l’entità complessiva dell’attività di pedinamento: le dichiarazioni formulate pubblicamente e dinanzi alla Finma si sono pertanto rivelate in parte incomplete, se non addirittura inesatte.

L’Autorità di vigilanza ha constatato carenze organizzative sul piano delle direttive, della condotta di alcuni membri della direzione, della documentazione, dell’elaborazione di eventi rilevanti ai fini del rischio e della comunicazione interna. La banca ha svolto vari pedinamenti comportanti considerevoli rischi di reputazione senza che tale attività fosse minimamente integrata in processi decisionali conformi e documentati e in un ambiente di controllo adeguato. “Pertanto di fatto Credit Suisse non disponeva, nel relativo ambito di sicurezza, di un’organizzazione adeguata secondo la Legge sulle banche”, proseguono i controllori bernesi.

Ordinate misure supplementari

Credit Suisse ha già adottato varie misure organizzative e operative negli ambiti della sicurezza e dei mezzi di comunicazione. La Finma considera i provvedimenti adeguati, ma ha ordinato l’adozione di misure supplementari. La banca si impegna pertanto a elaborare un nuovo sistema interno affinché la direzione possa informare il Consiglio di amministrazione o uno dei suoi comitati in via continuativa in merito a temi importanti in materia di governo d’impresa. Inoltre, eventuali pedinamenti saranno d’ora in poi soggetti ad approvazione a un livello gerarchico superiore (Ceo e presidente del Consiglio di amministrazione), affinché le responsabilità possano essere attribuite in modo chiaro, efficiente e documentato.

Procedimenti nei confronti di tre persone

La Finma ha ammonito per iscritto due persone e avviato procedimenti nei confronti di altre tre persone, fa sapere l’autorità senza fare nomi. Durante questi procedimenti saranno esaminati in maniera approfondita lo stato delle conoscenze, il comportamento, inclusa la politica di informazione nei confronti della stessa Finma, e la responsabilità individuale di tali soggetti in relazione con le constatate violazioni della legge compiute dalla banca.

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