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Requisiti di finanziamento e costi poco accessibili per i giovanissimi
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04.06.2021 - 21:560

I giovani desiderano una casa di proprietà

Il 77% della fascia di età tra i 16 e i 25 anni ha questa ambizione che rischia di rimanere un sogno a causa degli elevati requisiti di finanziamento

Il modo di abitare dei giovani non rappresenta una questione di grande rilevanza per il settore immobiliare né per i giovani stessi. Un calo generalizzato della fiducia, periodi prolungati di formazione e canoni di affitto elevati nelle aree urbane privilegiate dai giovani inducono una grande maggioranza di persone tra i 16 e i 25 anni a scegliere di non abbandonare il nido familiare. Secondo gli economisti di Credit Suisse, il mercato immobiliare dovrebbe tuttavia interessarsi ai giovani, nonostante i budget limitati e i frequenti traslochi, poiché intercettano prima di ogni altro gruppo i trend e i cambiamenti sul fronte della domanda a lungo termine. Si stanno diffondendo nuovi modelli abitativi, come il co-living e i micro appartamenti. Il 77% dei giovani vede il proprio futuro in un’abitazione di proprietà, che considera uno degli obiettivi da realizzare nella vita. Un desiderio, tuttavia, che per una quota sempre maggiore di giovani è destinato a rimanere un sogno nel cassetto. Solo il 5% di tutti i giovani adulti che non vivono più a casa dai genitori, vive in un’abitazione di proprietà (dato del 2019). A titolo di confronto, il tasso di proprietà abitativa è attestato in Svizzera al 36,4%, tra i più bassi al mondo. A ogni modo questa elevata propensione dei giovani verso la casa di proprietà è un dato particolarmente importante. Secondo gli economisti di Credit Suisse, per la maggior parte di loro questo traguardo rimarrà irraggiungibile. Già oggi gli elevati requisiti di finanziamento e il considerevole aumento dei prezzi stanno provocando un calo del tasso di proprietà abitativa, in particolare tra chi ha meno di 50 anni. Per le generazioni Y e Z, quelli più giovani, l’abitazione di proprietà rimarrà perciò spesso un miraggio.

Esistono pochissimi studi o rapporti che si occupano approfonditamente del gruppo target dei giovani per quanto riguarda il settore immobiliare. Mentre alle forme abitative nella terza età si dedicano molti articoli e libri, colpisce come il tema dell’abitare in gioventù sia scarsamente trattato. I giovani stessi parlano altrettanto raramente di questo tema nei sondaggi in cui sono coinvolti. Anche in questo ambito emerge una differenza rispetto al passato, quando la penuria di alloggi innescava le proteste dei giovani.

Le questioni che preoccupano i giovani d'oggi sono la previdenza per la vecchiaia o il cambiamento climatico. I giovani – si legge ancora nello studio – sono inoltre il gruppo sociale che sta pagando il conto più pesante della pandemia. “Fortemente limitati nel tempo libero, spesso alle prese con le lezioni a distanza e privati delle loro migliori possibilità di reddito, i giovani sono stati messi a dura prova dalla crisi del coronavirus. Dalla crisi finanziaria alla crisi del debito e dell’euro fino al cambiamento climatico e alla recente crisi del coronavirus: la gioventù d’oggi è segnata dalle difficoltà, che hanno provocato una perdita di fiducia nella vita rispetto alle generazioni precedenti. Non deve quindi sorprendere che i giovani oggi lascino la casa dei genitori in età più avanzata rispetto a prima”, si afferma.

Fuori casa solo dopo i 25 anni

Oggi i giovani abbandonano il nido familiare perlopiù dopo i 25 anni. Un'importante spiegazione di questo fenomeno risiede nel prolungamento del periodo di formazione. Ad esempio, la quota di maturità è passata dal 26 al 41% tra il 2000 e il 2018. Di conseguenza, l'ingresso nel mondo del lavoro è posticipato, così come lo è la creazione di una famiglia. La cosiddetta post-adolescenza, che è la fase (non delimitabile con precisione) tra la giovinezza e l'età adulta, viene ritardata a causa di tutti questi fattori - in parte anche fino a trent'anni. Le conseguenti entrate limitate, così come l'elevata propensione al trasloco, fanno dei giovani un target non ambito per chi ha un appartamento da offrire.

Quando finalmente lasciano la casa dei genitori, i giovani privilegiano le aree urbane - se non direttamente il centro, almeno i comuni dell'agglomerato. In base a quanto rilevato dagli economisti di Credit Suisse, la maggioranza si trasferisce con il proprio partner, più di un quarto va a vivere da solo e circa un sesto dei giovani opta per la coabitazione. Quest'ultimo modello abitativo gode di crescente popolarità e, rispetto al 2011, risulta notevolmente più diffuso in tutte le fasce d'età - in particolare a partire dai 25 anni, quando la maggioranza lascia la casa dei genitori. I giovani intorno ai 30 anni scelgono sempre più di andare a vivere con il partner (61%). Segue l’alternativa di abitare da soli (20%). I budget limitati e gli elevati canoni locativi nelle zone centrali privilegiate dai giovani rendono tuttavia difficoltosa la ricerca di un alloggio. Per non rinunciare comunque ad abitare in centro, una soluzione è quella di accontentarsi di superfici ridotte. Qui entrano in gioco i nuovi modelli abitativi.

Piacciono micro appartamenti e coabitazioni

Negli ultimi anni nuovi modelli abitativi si sono affermati come nicchie e vengono osservati con interesse dagli investitori che sono alla ricerca di alternative. Tra questi vi sono le case dello studente, i micro appartamenti e, di recente, la coabitazione. Queste tre forme abitative hanno in comune il contesto urbano e l'utilizzo efficiente dello spazio abitativo limitato. Gli alloggi offerti rimangono così finanziariamente accessibili per i singoli occupanti grazie al fabbisogno ridotto di superfici, e gli investitori sono più propensi a rivolgere maggiore attenzione a questo segmento. Gli studenti costituiscono un gruppo in forte crescita sul fronte della domanda, motivo per cui si investe sempre più in case dello studente. I micro appartamenti, che ad esempio con sistemi di arredo mobili offrono un'elevata funzionalità degli spazi, piacciono non solo ai giovani. L'ultima tendenza del co-living combina micro appartamenti privati con aree in comune.

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