ULTIME NOTIZIE Culture
Società
3 ore

Gli italiani? Un terzo della vita lo passano online

Trent’anni (su una speranza media di 82 anni) vengono spesi in rete. Lo indica un’indagine del servizio virtuale NordVpn
Spettacoli
3 ore

Sanremo da Giorgia ai Cugini di campagna (avete letto bene)

Oxa, Mengoni, Grignani, Paola e Chiara, Elodie, Madame, Articolo 31, Ultimo. Amadeus annuncia i primi 22: presto altri 6 nomi da Sanremo Giovani.
la recensione
4 ore

Silvio Orlando torna bambino a Parigi-Belleville

L’attore e regista ha portato lo spettacolo tratto dal romanzo di Émile Ajar sul palco del Teatro di Locarno, sabato 3 dicembre. In replica domenica 4.
Libri
4 ore

‘L’autunno in cui tornarono i lupi’, storie di uomini e animali

Mario Ferraguti entra nelle teste di entrambi e dipana pensieri reconditi, elabora cause ed effetti, svela un legame arcaico e complesso.
Società
23 ore

A New York la palma di città più cara al mondo

La Grande Mela soffia il primato (durato un anno) a Tel Aviv, che scivola sul terzo gradino del podio, preceduta anche da Singapore
Società
1 gior

A come... abbronzatissimi. Anzi no: lo dice Tik Tok

Allarme per incidenza record di cancro alla pelle in Australia, e il social network censura sfide e video... roventi
Microcosmi/Microcinema
1 gior

Il cinema, la Valle, la Finlandia

Storie di architettura al Cine-Teatro Blenio, dove s’incontrano Giampiero Cima, Alvar Aalto e Aki Kaurismaki
Spettacoli
1 gior

Per i Guns N’ Roses solo rose, niente pistole

La popolare band fa causa a un negozio di armi online reo, a suo dire, di averne plagiato il nome
Musica
1 gior

Glastonbury per l’addio di Elton John in Gran Bretagna

Sir Elton ha scelto la kermesse estiva come ultima tappa britannica del suo Farewell Yellow Brick Road
Culture
1 gior

‘Orizzonti filosofici’, è la volta di Eugenio Lecaldano

Martedì 6 dicembre alle 20 al Centro Leoni a Riazzino, il noto filosofo italiano tratterà la concezione dell’identità personale secondo David Hume
Culture
1 gior

Addio a Vittorio Barino

Regista di teatro e di televisione, legato tanto al dialetto quanto alla lingua italiana, è morto all’età di 87 anni. Il ricordo di Flavio Sala
Spettacoli
2 gior

Lugano applaude Umberto Tozzi, una canzone è per sempre

Tutte le strade portano sempre a ‘Gloria’, alla quale il ‘Gloria Forever Tour’ è dedicato: canti di gruppo e, alla fine, Palacongressi in piedi
Culture
2 gior

‘Musica come cura’, ultimo appuntamento

‘Musica e coesione sociale’ è il titolo dell’incontro conclusivo, lunedì 5 dicembre alle 18 al Campus Est dell’Usi a Lugano
01.06.2021 - 18:52

Le convergenze della Facoltà di comunicazione, cultura e società

Incontro aperto alla popolazione per il progetto culturale su cui lavorerà l'Usi nei prossimi due anni. Intervista alla vicedecana Sara Greco

di Ivo Silvestro
le-convergenze-della-facolta-di-comunicazione-cultura-e-societa
Ti-Press

‘Convergenza e distanza’ è un progetto culturale della Facoltà di comunicazione, cultura e società dell’Usi. «È un esperimento» ci spiega la vicedecana Sara Greco, intervistata in vista della presentazione di questa iniziativa che avrà luogo lunedì 7 giugno alle 17.30 al Campus Est Lugano (iscrizione obbligatoria su www.com.usi.ch/iscrizione-progettoculturale). «Non una conferenza tradizionale, ma una sorta di seminario itinerante: avremo otto postazioni e dopo un’introduzione comune i partecipanti saranno invitati a fare il giro dei banchetti dove potranno seguire brevi presentazioni».

Da dove arriva il progetto ‘Convergenza e distanza’? «Come decanato abbiamo lanciato l’idea di un progetto ad ampio spettro – per questo abbiamo un tema così grande come convergenza e distanza – che potesse essere interpretato dai diversi punti di vista disciplinari che compongono la nostra facoltà, dove si va dalla letteratura alla comunicazione fino al marketing e ad altre discipline che a volte troviamo sotto economica». Un primo anno di lavoro «dal basso, seguendo il principio che l’identità non si impone ma si deve vedere nascere, quindi sondaggi interni, grandi discussioni per capire su cosa volevamo davvero lavorare. E adesso, divisi in gruppi più piccoli, stiamo approcciando da diverse prospettive il tema convergenze e distanze che ci terrà occupati per il periodo 2020-2022».

Dai media alla giustizia riparativa

Convergenza e distanza è tema non solo grande, ma anche un po’ vago: l’idea è, a grandi linee, riflettere sui processi di avvicinamento di cose prima distanti e separate. Un “concetto ombrello” che copre molte cose diverse; vediamo quindi alcuni di questi otto gruppi di lavoro che troviamo descritti, con già alcuni materiali a disposizione, su www.com.usi.ch/progettoculturale.

Una prima convergenza riguarda i media: il riferimento immediato è alla sovrapposizione tra media diversi avvenuta nel corso del tempo con l’esempio principe dello smartphone che oggi sostituisce dispositivi quali macchine fotografiche, lettori musicali, giochi (ridefinendo le relative pratiche sociali). C’è poi la più generale convergenza tra persone e tecnologie: l’interazione uomo-macchina e il grande tema degli aspetti etici dell’intelligenza artificiale. Abbiamo poi un gruppo sul contagio delle idee, sui miti che attraversano epoche e culture, sulla convergenza e la distanza tra le persone come conseguenza delle migrazioni e anche un gruppo che studia il rapporto tra persone e storie, con particolare riferimento alla risoluzione dei conflitti e alla giustizia riparativa che non mira alla punizione del colpevole ma alla risoluzione del torto subito.

Un cantiere aperto

«L’idea – riassume Greco – è far vedere “in atto” il lavoro della facoltà, perché questo non è un progetto compiuto, ma appena iniziato. Non si tratta quindi di presentare alla popolazione un risultato, ma di coinvolgere le persone in un tema ancora aperto». 

Non un progetto di ricerca, quindi, ma un piattaforma per portare nella società la ricerca in corso alla facoltà? «Sì: iniziamo con i temi della facoltà, ma l’idea è aprirsi alle altre facoltà dell’Usi e qualche contatto c’è già. Soprattutto, vogliamo coinvolgere altri attori sociali che a vario titolo collaboreranno con noi, aprirci al territorio».

Alla presentazione del 7 giugno chi vi aspettate che possa arrivare? «Ci aspettiamo essenzialmente delle persone curiose che hanno voglia di vedere, in una serata non dico di intrattenimento ma comunque leggera, come l’università riflette su alcuni temi anche molto distanti tra loro». E magari essere coinvolti in questo lavoro? «Lo sviluppo futuro sarà gestito dai singoli gruppi che con varie attività rimarranno in contatto con gli interessati. Essendo gruppi molto liberi, se qualcuno vuole contribuire, anche con semplici suggerimenti, è il benvenuto: come detto il lavoro finora è stato interno, ma la nostra idea è aprirci, collaborando con diverse istituzioni culturali».

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved