Al Jewish Museum la mostra 'Paul Klee: Other Possible Worlds' presenta oltre cento opere, curata da Mason Klein, e indaga esilio, malattia e temi spirituali fino al 26 luglio
Gli altri mondi possibili secondo Paul Klee, ossia le sue opere finali, vanno in mostra a New York. "Paul Klee: Other Possible Worlds", al Jewish Museum da venerdì fino al 26 luglio, esplora il potere creativo del pittore tedesco nato in Svizzera nell'ultimo decennio della sua vita.
È la prima volta che un museo americano presenta opere realizzate in un periodo piuttosto inquieto per l'artista a causa sia dell'esilio dalla Germania nazista sia di una rara malattia autoimmune, la sclerodermia, che lo tormentò negli ultimi anni della sua vita. Morì nel 1940 a 61 anni.
"Other Possible Worlds", curata da Mason Klein e organizzata dal Jewish Museum in collaborazione con il Centro Paul Klee e il Kunstmuseum di Berna, ripercorre gli anni in cui Klee si distaccò dal Bauhaus per evolversi in uno stile con forme più essenziali, spesso riducendo la realtà a linee semplici o campiture di colore, per riflettere una visione astratta e interiore. Le opere in mostra, oltre cento tra dipinti e disegni, risentono anche del clima politico oppressivo di quegli anni e riflettono una forte tendenza verso temi spirituali e un'analisi profonda sul senso dell'esistenza. In mostra anche la sua iconica "Angelus Novus", acquerello che raffigura un angelo dall'aspetto ambiguo e sgranato, con occhi sbarrati e ali spiegate.
"Paul Klee: Other Possible Worlds" - ha spiegato James S. Snyder, direttore del Jewish Museum - propone una ricontestualizzazione critica della pratica dell'artista, illustrando il modo in cui Klee è andato in direzione di una creazione innovativa come risposta agli orrori degli anni '30. Il pittore è riconosciuto da molti per il suo approccio estremamente originale verso l'astrazione, ma a pochi sono note le sue descrizioni grafiche, spesso metaforiche, dell'ascesa del fascismo in quel periodo.
Nato a Münchenbuchsee (BE) nel 1879, Klee iniziò il suo percorso artistico da adolescente con la musica, suonando il violino; poi passò alle arti visive per scegliere la pittura come forma di espressione, diventando un esponente di spicco dell'astrattismo. Dopo aver insegnato per circa un decennio alla scuola del Bauhaus a Weimar, passò all'Accademia di Belle Arti di Düsseldorf, felice di potersi liberare dagli impegni accademici per concentrarsi sulla pittura. Ma dopo soli due anni, con l'ascesa di Hitler, le sue opere furono considerate sovversive e "degenerate", Klee fu licenziato dall'accademia e costretto all'esilio forzato in Svizzera. Fu in questo periodo che prese le distanze dalla pittura cromatica.
La mostra a New York è divisa in sei sezioni tematiche, tra queste "Verso un punto di vista più alto" che esplora la satira politica giovanile e le sperimentazioni al Bauhaus, "Disegni sulla rivoluzione nazionalsocialista" che ritrae la violenza nazista, in mostra per la prima volta negli USA come corpo unico, "Decadenza e Morte" con dipinti che raffigurano frutta o boccioli appassiti, simbolo della critica di Klee all'ideologia della "superiorità ariana". L'ultima sezione, "Anno Bisestile", è incentrata sulle opere finali, caratterizzate da schemi cromatici semplici e immagini simboliche legate a morte, moralità e destino.