Arte

Versante sud del Colosseo riqualificato con nuovo camminamento in travertino

Il Parco archeologico del Colosseo, su progetto dello studio di Stefano Boeri, ha valorizzato gli ambulacri meridionali lasciando a vista le fondazioni tra i fornici LXIV e LXXI

17 marzo 2026
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A Roma, il Colosseo è da secoli un monumento a metà, con il fronte meridionale - costruito su un terreno alluvionale più instabile - crollato già a partire dal periodo tra il VI e il VII secolo dopo Cristo. Da oggi questa parte dell'anfiteatro Flavio ha una nuova vita, con l'intervento di valorizzazione e riqualificazione degli ambulacri meridionali, realizzato dal Parco archeologico del Colosseo (che ha curato anche la direzione tecnica e scientifica) su progetto dello studio dell'architetto e urbanista Stefano Boeri.

In origine il settore, composto di pilastri e volte, raggiungeva i 50 metri di altezza, come il versante nord. Nei secoli, però, è progressivamente caduto. Ora, sul camminamento antico è stata posata una nuova pavimentazione in travertino delle cave di Tivoli, comune della città metropolitana di Roma.

Dove c'erano le due file di pilastri che sostenevano le volte, sono stati collocati degli elementi che rievocano la sequenza degli ambulacri, mentre tra i fornici LXIV e LXXI è stato scelto di lasciare a vista la fondazione, in un'area archeologica che racconta le modalità costruttive del monumento.

"Il senso", ha spiegato all'agenzia di stampa italiana Ansa il celebre architetto Boeri, "è quello di ridare a tutti la possibilità di percepire qual era l'estensione vera del Colosseo sul lato sud e le sue proporzioni". Quanto alle critiche, "la polemica e il dibattito sono una cosa bellissima perché se ci sono vuol dire che si è fatto un intervento importante e la città risponde in modo attivo".

Il progetto e il cantiere, finanziati con fondi di compensazione delle opere della metropolitana C e realizzati dal Parco, si sono conclusi a febbraio. "Gli scavi archeologici hanno permesso di riportare alla luce un settore dimenticato da quindici secoli, consentendo di approfondire diversi aspetti della costruzione e del funzionamento del Colosseo", ha spiegato all'Ansa Alfonsina Russo, capo dipartimento per la valorizzazione culturale. E l'odierno direttore del Parco, Simone Quilici, ha ricordato che "tutto il lavoro è reversibile", perché pensato "così da poter essere eventualmente rimosso senza danneggiare le strutture antiche".