09.12.2021 - 19:07
Aggiornamento: 19:30

Inchiesta Rsi, l’Atg: ‘Generalizzazione perlomeno imprudente’

L’Associazione giornalisti stigmatizza i toni usati dentro e fuori l’azienda, forieri di gravi sospetti fugati da una ‘quota molto bassa’ di violazioni

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‘A bocce ferme’ (Keystone)

“39 testimonianze raccolte, 18 inchieste effettivamente aperte, zero episodi di mobbing, bossing o di molestie sessuali. E cinque casi legati a conflitti sul lavoro e a violazione della personalità. Il tutto in una azienda con quasi 1’100 posti di lavoro e decine di collaboratori esterni”. L’Associazione ticinese dei giornalisti (Atg) interviene a margine della conferenza stampa che ha presentato i risultati dell’inchiesta sulle presunte molestie alla Rsi. Lo fa citando l’avvocato Nora Jardini Croci Torti, una delle due specialiste esterne che hanno gestito l’indagine, quando parla di “quota molto bassa”. A questo proposito – premettendo che “forse non tutte le persone vittime di situazioni spiacevoli all’interno della Rsi negli ultimi 10 o 15 anni hanno voluto esprimersi o trovato coraggio per farlo” – Atg/Impressum saluta con soddisfazione “la volontà dell’azienda di voler migliorare la propria cultura aziendale per ovviare alle lacune emerse e per migliorare sempre più la gestione dei conflitti”. Atg si esprime “a bocce ferme”, modalità scelta per rispetto dell’indagine in corso, e ‘bacchetta’ chi per i toni usati “anche dentro l’azienda, ha fatto nascere gravi sospetti e dubbi, ancor prima di conoscere i risultati”, toni che hanno portato “diversi organi di stampa, in Svizzera e persino in Italia, a parlare di situazioni scandalose”. Trattasi, per l’Atg, di “generalizzazione perlomeno imprudente (…) anche da parte del sindacato interno”.

L’Atg chiude il comunicato sollecitando “i vertici dell’azienda a continuare il cammino verso una cultura aziendale sempre più rispettosa e capace di valorizzare ogni singolo dipendente. Tenendo conto in particolare dell’apporto essenziale dato dal settore giornalistico, e questo nei settori dell’informazione, della cultura e dello sport. La cultura aziendale e il rispetto di ogni collaboratore – compresi coloro che lavorano con contratti interinali – rappresentano un elemento fondamentale per l’immagine della Rsi, confrontata con diverse ardue sfide, a cominciare da quella della digitalizzazione. E con all’orizzonte la probabile iniziativa Udc che mira a dimezzare il canone radiotelevisivo”.

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