Ticino

Ieri, 14:262017-03-22 14:26:29
@laRegione

L'Mps: 'Beltraminelli e Gobbi, dimettetevi!'

L'Mps chiede le dimissioni dei consiglieri di Stato Norman Gobbi e Paolo Beltraminelli. In una nota, il movimento del deputato Matteo Pronzini sostiene che “la misura ci...

L'Mps chiede le dimissioni dei consiglieri di Stato Norman Gobbi e Paolo Beltraminelli. In una nota, il movimento del deputato Matteo Pronzini sostiene che “la misura ci sembra esser colma”, invitando i due 'ministri' a farsi da parte.

“Non passa giorno senza che i ministri Gobbi e Beltraminelli, interessati alle vicende che hanno preso avvio dal caso di corruzione in materia di permessi, debbano ammettere delle mezze-verità che, in modo più o meno evidente, smentiscono quello che hanno già ammesso il giorno precedente – si legge nel comunicato dell'Mps –. Si tratta di un atteggiamento che, al di là di una presunta mancanza di trasparenza, mostra tuttavia un totale disprezzo per i cittadini e le cittadine di questo cantone”.

“Siamo in presenza di comportamenti che sono censurabili non solo dal punto di vista politico, ma anche da quello etico: basti pensare alle dichiarazioni apertamente xenofobe del ministro Gobbi a proposito della nazionalità di una delle persone coinvolte nella vicenda dei permessi”.

Le dimissioni dei consiglieri di Stato, conclude il movimento, “contribuirebbero, forse, a ridare un minimo di credibilità a delle istituzioni alle quali ne è rimasta ben poca”.

Ieri, 12:002017-03-22 12:00:12
@laRegione

Il Ps: 'Parsimonia anche nella riduzione dei ricavi dello Stato'

Occorre parsimonia anche nel ritoccare i ricavi che può incassare lo Stato. Questo principio – valido per quanto concerne le spese – è invocato...

Occorre parsimonia anche nel ritoccare i ricavi che può incassare lo Stato. Questo principio – valido per quanto concerne le spese – è invocato oggi dal Partito socialista, che inoltra un'iniziativa parlamentare generica a firma del suo capogruppo in parlamento Ivo Durisch.

La legge “presenta una lacuna importante” che “non favorisce l'applicazione corretta del principio di parsimonia per tutte le operazioni che comportano un uso di risorse finanziarie dell'ente pubblico: uscite ed entrate”. Per questo motivo, l'iniziativa chiede di esplicitare l'applicazione del principio della parsimonia anche alla voce ricavi, “in particolare quando un'operazione finanziaria proposta provoca una riduzione dei ricavi”.

In passato – a mente dei socialisti – è mancata la “verifica” della necessità di certe politiche. Alleggerendo le imposte tramite sgravi fiscali, ad esempio, “non sempre le conseguenze sono state adeguatamente quantificate. Queste stime non sono sempre state eseguite con la dovuta prudenza, un criterio a cui deve attenersi la gestione finanziaria”. I minori ricavi, sovente “non quantificabili” in sede di preventivo, generano poi nel tempo la necessità di tagli su altre prestazioni necessarie. “Non sarebbe accettabile – scrive Durisch – premiare del 'non utile' e nel contempo dover tagliare e/o rinunciare sul/al 'necessario”.

Ieri, 07:422017-03-22 07:42:00
Paolo Ascierto @laRegione

Gobbi: 'Sapevo che c'era un reclutatore dell'Isis, ma non chi fosse né dove lavorasse'

«Sapevo che sul territorio agiva un presunto reclutatore dell’Isis. Punto. Chi fosse, che cosa facesse e dove operasse o...

«Sapevo che sul territorio agiva un presunto reclutatore dell’Isis. Punto. Chi fosse, che cosa facesse e dove operasse o lavorasse, evidentemente non mi era noto. Punto». Il direttore del Dipartimento istituzioni (Di) Norman Gobbi scioglie il dilemma: sapeva o non sapeva del caso Argo 1, l’agenzia di sicurezza che impiegava un presunto reclutatore dello Stato islamico e che, nonostante ciò e nonostante il suo titolare sia sotto inchiesta, ha ricevuto 3,4 milioni di mandati diretti dal Cantone? Gobbi sapeva che l’ombra jihadista stava per stagliarsi sul Ticino, ma non conosceva le generalità dell’uomo sotto la lente dell’intelligence e attualmente il carcere: «I dettagli – dice infatti il capo delle Istituzioni alla ‘Regione’ – non erano di mia competenza. Inoltre il rischio di mandare all’aria una simile operazione era alto. È in ogni caso fantapolitica credere che fossi a conoscenza del caso e avessi taciuto per far scoppiare la bomba in mano a Paolo Beltraminelli (è infatti il Dipartimento sanità e socialità di Paolo Beltraminelli ad aver dato il mandato diretto alla Argo 1, ndr)». E chi ha avvisato Gobbi dell’esistenza del presunto reclutatore? «Nell’ambito di analisi generali e dei confronti che ho con il capo dei Servizi d’informazione della Confederazione – risponde il direttore del Di – l’informazione mi è stata data: che c’era un presunto reclutatore e che erano in corso delle verifiche. Niente sulle sue generalità. L’inchiesta sull’Argo 1 è stata aperta solo in seguito». E perché non ha comunicato l’informazione ai colleghi di governo? «Quell’informazione era di mia competenza, come direttore di dipartimento». Eppure non c’era il segreto istruttorio, dato che l’inchiesta non era ancora aperta. «Ma si trattava di sicurezza dello Stato. Ci sarà un motivo se li chiamano servizi segreti...». D’accordo. Ultima domanda: perché lunedì ha preferito non rilasciare dichiarazioni sulla questione? Così facendo, non si fomentano i dubbi? «Bisognerebbe porre la domanda a chi ha fomentato questa faccenda. In realtà – conclude Gobbi – è opportuno fare un po’ di chiarezza e di ordine: negli scorsi giorni sono state formulate alcune illazioni. Per questo motivo invito tutti, anche i parlamentari, a prendere distanza da conclusioni affrettate. Lasciamo lavorare gli inquirenti. Poi ci sarà tempo per ritornare sul caso».  

Ieri, 06:202017-03-22 06:20:00
Chiara Scapozza @laRegione

Un indotto da 213 milioni l'anno sul territorio: 'Rsi, parte [rilevante] del tuo mondo'

Un indotto complessivo di 213 milioni di franchi per un totale di 1’600 posti di lavoro. È quanto genera all’anno la...

Un indotto complessivo di 213 milioni di franchi per un totale di 1’600 posti di lavoro. È quanto genera all’anno la Radiotelevisione svizzera (Rsi) nella Svizzera italiana secondo lo studio dell’istituto di ricerca Bak di Basilea presentato ieri alla stampa. Due cifre, quelle citate in entrata, che aggiungono significato al mandato di servizio pubblico attribuito alla Srg Ssr, oggi al centro del dibattito politico poiché il popolo sarà chiamato ad esprimersi sull’iniziativa che chiede l’abolizione del canone. «Un dibattito talvolta anche acido – commenta il direttore della Rsi Maurizio Canetta introducendo i risultati del BakBasel –. Da qualche tempo abbiamo iniziato un cammino di trasparenza, pubblicando cifre e dati, rispondendo alle domande del pubblico. Oggi si aggiunge questo...

Ieri, 06:182017-03-22 06:18:00
Simonetta Caratti @laRegione

La Ses congela la nuova tassa per rustici fuori zona

La nuova tassa di 264 franchi per residenze ‘fuori zona’ ha sollevato talmente tante critiche, che la Società elettrica sopracenerina (Ses) ha deciso di '...

La nuova tassa di 264 franchi per residenze ‘fuori zona’ ha sollevato talmente tante critiche, che la Società elettrica sopracenerina (Ses) ha deciso di 'congelarla' per studiare meglio il dossier con la ElCom. In una lettera inviata di recente ai Comuni, la Ses spiega che la nuova tassa annua di 264 franchi è posticipata a data da definire. Vediamo perché. Scrive la Ses ai Comuni: "Alla luce delle reazioni che questa tassa ha suscitato nell’opinione pubblica e a livello politico, informiamo che nei giorni scorsi ci siamo nuovamente premurati di sollecitare la Commissione federale dell’Energia (ElCom), affinché prenda al più presto posizione in merito alle modalità di applicazione della nuova tassa e alle categorie di clienti che possono eventualmente essere esentate dalla stessa. (...) in considerazione di un imminente chiarimento sul tema in questione, abbiamo deciso di posticipare la fatturazione della tassa a data da definire". Battuta d’arresto dunque per la nuova tassa che avrebbe colpito 2’500 abbonati su 80'000 per incassare 650’000 franchi invocando il principio della causalità. Ora che succede? «Stiamo facendo chiarezza e raccogliendo informazioni con ElCom che ci spiegherà se e come adattare o cambiare la tassa. La decisione finale spetta al Cda della Ses», ci spiega l’ingegner Pier Angelo Ceschi, membro di direzione alla Ses. 

21.3.2017, 20:232017-03-21 20:23:56
Andrea Manna @laRegione

Argo 1 e informative, Galusero: ancora molti i lati oscuri

Per il deputato del Plr Giorgio Galusero – già autore dell’interpellanza sul politicamente scottante mandato diretto alla Argo 1 per la sorveglianza dei...

Per il deputato del Plr Giorgio Galusero – già autore dell’interpellanza sul politicamente scottante mandato diretto alla Argo 1 per la sorveglianza dei centri d’accoglienza per richiedenti l’asilo, alla quale lunedì 13 marzo il capo del Dss Paolo Beltraminelli ha risposto in Gran Consiglio – «ci sono ancora molti lati oscuri nella vicenda che coinvolge la ditta di sicurezza di Cadenazzo». E questo, aggiunge Galusero, «alla luce di quanto pubblicato domenica dal ‘Caffè’ e stamattina dalla ‘Regione’. Mi chiedo, e penso che se lo chiedano in tanti, cosa esattamente contenesse l’informativa dell’Intelligence e dunque cosa sapesse realmente il direttore del Dipartimento istituzioni. Mi dispiace, ma qui sono ancora diversi gli interrogativi che attendono una risposta».

21.3.2017, 18:542017-03-21 18:54:39
Chiara Scapozza @laRegione

Indotto complessivo di 213 mil...

Indotto complessivo di 213 milioni di franchi per un totale di 1’600 posti di lavoro. È questo l'impatto economico della Rsi sul territorio della Svizzera italiana secondo lo studio dell'istituto BakBasel.

Indotto complessivo di 213 milioni di franchi per un totale di 1’600 posti di lavoro. È questo l'impatto economico della Rsi sul territorio della Svizzera italiana secondo lo studio dell'istituto BakBasel.

21.3.2017, 17:162017-03-21 17:16:09
@laRegione

È tempo di allergie

Lo starnuto fa primavera. Sono tornati i pollini, come può confermare il 20 per cento circa della popolazione svizzera afflitto da naso e occhi che prudono. Gli allergeni non si trovano però solo...

Lo starnuto fa primavera. Sono tornati i pollini, come può confermare il 20 per cento circa della popolazione svizzera afflitto da naso e occhi che prudono. Gli allergeni non si trovano però solo all’esterno: all’interno ci pensano acari, muffe e compagnia bella a creare fastidi. Che fare? Domani, 23 marzo, in occasione della Giornata nazionale delle allergie, ‘aha! Centro allergie Svizzera’ fornirà informazioni e consigli in sette stazioni svizzere. Il sole e le temperature miti, si ricoda in una nota, hanno dato il via alla diffusione dei pollini di nocciolo e ontano, a cui si stanno aggiungendo quelli di frassino e della fortemente allergenica betulla. In Svizzera la stagione dei pollini è incominciata, provocando a una persona su cinque sintomi come naso che cola, raffiche di starnuti e occhi che lacrimano e prudono. Chi cerca riparo tra le mura domestiche è esposto anche lì a tutta una serie di sostanze e particelle che possono provocare allergie. “È un problema serio, considerato che trascorriamo il 90 per cento del nostro tempo all’interno - in casa, in ufficio, a scuola, in palestra”, spiega nel comunicato Georg Schäppi, direttore di ‘aha! Centro allergie Svizzera’. La Fondazione si sta adoperando per favorire un buon clima all’interno dei locali abitati. In occasione della ‘Giornata nazionale’ chi passerà domani dalle stazioni Ffs di Basilea, Berna, Ginevra, Locarno, Losanna, Lucerna e Zurigo riceverà un opuscolo con informazioni importanti sulle allergie e consigli per una migliore qualità dell’aria all’interno dei locali. Negli ultimi decenni le malattie allergiche sono diventate sempre più frequenti. All’interno dei locali, oltre ai pollini impigliati negli abiti e nei capelli, anche gli acari provocano naso congestionato e occhi gonfi, come ben sa il 5-8 per cento dei bambini e degli adulti che in Svizzera reagisce a questi minuscoli ragnetti che vivono nei nostri letti. Senza contare l’effetto delle muffe sul respiro di molte persone. In questi casi, la soluzione è soprattutto una: acquistare rivestimenti antiacaro per i materassi, spolverare con cura, eliminare al più presto ogni traccia di muffa e arieggiare regolarmente due o tre volte al giorno.

21.3.2017, 11:512017-03-21 11:51:25
@laRegione

Caso Argo 1, scarcerato il titolare dell'agenzia di sicurezza

Ha lasciato il Farera il 34enne titolare della Argo 1, l'agenzia di sicurezza finita al centro di uno scandalo poiché impiegava un presunto...

Ha lasciato il Farera il 34enne titolare della Argo 1, l'agenzia di sicurezza finita al centro di uno scandalo poiché impiegava un presunto reclutatore dell'Isis e poiché aveva ricevuto mandati diretti per quasi tre milioni e mezzo dal Cantone. È il sito della Rsi a riferire della scarcerazione.

Il 34enne cittaino svizzero ed ex marito di Anna Oxa, lo ricordiamo, è accusato di usura, sequestro di persona e atti di violenza nei confronti dei richiedenti l'asilo che sorvegliava con la sua ditta su incarico del Cantone.

20.3.2017, 15:542017-03-20 15:54:46
Christian Lovaldi

Un anno e qualche mese al Gay Pride della Svizzera italiana: 'c'è ancora da fare per sconfiggere i pregiudizi'

Scritte omofobe sui manifesti della campagna “Love Life” a Lugano. Bellinzona che potrebbe...

Scritte omofobe sui manifesti della campagna “Love Life” a Lugano. Bellinzona che potrebbe diventare la prossima incoronata tra la rete delle città arcobaleno. Il progetto concreto di una grande Pride nazionale del 2018 nella Svizzera italiana. Il tema dell’integrazione e dei diritti delle persone Lgbt (acronimo che sta per  lesbiche, gay, bisessuali e trans)  è più forte che mai anche alle nostre latitudini. Sembra però esserci ancora molto da fare.

 Il Ticino: ‘friendly’ ma non troppo

«Da una parte viviamo in un momento storico in cui alle persone Lgbt  sono concessi più diritti rispetto al passato; abbiamo l’unione domestica registrata e il cambio giuridico di genere per le persone transessuali. Dall’altra, però, pregiudizi e stereotipi sono ancora riscontrabili nella popolazione ticinese, sia in contesti scolastici che lavorativi e resta ancora molto da fare per garantire piena uguaglianza alle persone di questa comunità – racconta Marco Coppola, operatore sociale presso l’associazione Zonaprotetta –. Molti ragazzi, e anche adulti, vengono da noi in cerca di un sostegno concreto, qualcuno con cui confidarsi. E noi siamo qui proprio per questo: offrire un sostegno concreto a chi ne abbisogna. Zonaprotetta è un’associazione nata come Aiuto Aids Ticino che offre la possibilità di discutere dei piccoli e grandi dubbi inerenti la salute sessuale, ottenere informazioni sulle malattie sessualmente trasmissibili e la contraccezione. È uno spazio aperto a tutti».

Per quanto riguarda l’evoluzione del panorama ticinese, «la situazione è senz’altro migliorata e le nuove generazioni sono più aperte. La maggiore informazione e l’impegno di associazioni quali Zonaprotetta e Imbarco Immediato hanno giocato un ruolo chiave in questo miglioramento. Per un’azione più efficace, comunque, è necessario un intervento complessivo che includa le istituzioni e la politica e intensifichi la campagna di sensibilizzazione su questo tema all’interno del nostro territorio, condannando gli episodi di omo- e transfobia in modo più esplicito e puntando di più sull’informazione e il dialogo all’interno delle scuole».

'Il resto della Svizzera più avanti'

Paragonando la scena gay e trans ticinese col resto della Svizzera, Coppola non ha dubbi: «la Svizzera interna è più avanti su questo aspetto. Le maggiori dimensioni demografiche predispongono già i grandi centri urbani all’incontro e al dialogo con il diverso, e c’è molta più consapevolezza di questa realtà, che è pure più sentita data la maggiore presenza di luoghi d’incontro ed eventi dedicati. Molte persone con un diverso orientamento sessuale, o una diversa identità di genere, si spostano anche perché in Ticino si sentono in qualche modo limitati».

A proposito di consapevolezza ed eventi dedicati alla realtà omo e trans ticinese, Coppola parla di un grande progetto in serbo per il Ticino: «Per il 2018 è prevista la prima parata del Gay Pride. L’ideazione e l’organizzazione dell’evento prevede la collaborazione, oltre che di Zonaprotetta e Imbarco Immediato, anche di Network, un’associazione per dirigenti omosessuali. La parata rappresenta una vera e propria scommessa per il grande cambiamento sociale e culturale che apporterà: si tratta di un passo avanti per la comunità Lgbt ticinese. Sarà un classico Pride come quelli presenti in altre città Svizzere. È una marcia per i diritti e per l’uguaglianza».

Le difficoltà della comunità gay e trans ticinese

Guardando ai numeri – precisa Mattia Modini, coordinatore dell’associazione di gay e lesbiche locali Imbarco Immediato che da oltre 10 anni si occupa dell’organizzazione di eventi culturali e sociali in tutto il Ticino – la realtà ticinese non sembra tra le più idilliache. «Da un sondaggio sull’omofobia rivolto alle persone Lgbt è emerso che il 32% degli interpellati ha affermato di già essere stato vittima di comportamenti omofobici e il 60% ritiene che in Ticino le persone omosessuali siano discriminate. Secondo il 48,5 dei partecipanti, fra gli ambienti in cui si riscontrano comportamenti omofobici/discriminatori vi sono le scuole; per il 50,5% lo stesso accade nei locali pubblici».

Insomma, commenta Modini: «Nella Svizzera italiana sono ancora presenti forme di pregiudizio e di omofobia. Nelle scuole è molto frequente il bullismo omofobo, cioè l’attacco nei confronti di chi viene considerato “diverso” messo in atto dal gruppo o dal singolo che ritiene di essere dalla parte “giusta”. Chi è vittima di bullismo in quanto nero, arabo, ebreo, disabile, può trovare nella propria comunità o nella propria famiglia supporto e aiuto. I giovani con un orientamento sessuale diverso spesso sono isolati e non hanno nessuno a cui rivolgersi, magari perché non hanno ancora accettato il proprio modo di essere, perché non conoscono altre persone “come loro” o perché in famiglia l’omosessualità non è tollerata. Questo può portare a depressione e in alcuni casi anche al suicidio, che per i giovani Lgbt è 5 volte maggiore rispetto ai coetanei eterosessuali».  

I miglioramenti ci sono

Un miglioramento delle condizioni di vita, però, c’è stato: «Negli ultimi anni si sono fatti dei progressi, anche legislativi, e le giovani generazioni sono più tolleranti e sensibili», ribadisce Modini. E, nonostante i pregiudizi e il bullismo, nella realtà ticinese vi vivono persone Lgbt che affrontano la loro omosessualità in modo aperto, naturale e con la stessa dose di felicità di tutti gli altri. Si amano, si uniscono, costruiscono famiglie». Il dialogo sull’argomento c’è, ma «si dovrebbe fare di più, non spetta solo a noi associazioni Lgbt il ruolo di sensibilizzazione, ma anche alle Istituzioni e alla scuola. Evidentemente parlare tra i banchi di omosessualità è difficile, e tuttavia è necessario: non si tratta di parlare di sessualità, ma di diritti fondamentali degli individui».

Nelle Valli, tra gossip e chiusure. Ma 'dipende anche da come ci si pone'

Sensibilizzazione importante a tutte le latitudini del cantone, anche e soprattutto là dove il tema suscita ancora molta confusione. «Come si può immaginare, nelle valli la mentalità è più chiusa rispetto ai nuclei cittadini – ci racconta Daniele, un cuoco italiano gay 26enne originario del Milanese trasferitosi a Campo Blenio – È un piccolo comune di 185 abitanti, e di conseguenza si sa tutto di tutti e il “gossip” è all’ordine del giorno. Ci sono ancora molti pregiudizi legati alla tematica Lgbt, ma è anche vero che molto dipende da come la persona si pone di fronte agli altri. Personalmente non ho mai avuto grossi problemi e sono ben integrato con i miei colleghi al lavoro, forse anche grazie al fatto che ho una personalità molto aperta. Le città sono comunque più predisposte all’interazione in generale, per questo preferisco uscire a Bellinzona per fare una serata in compagnia».

20.3.2017, 12:422017-03-20 12:42:10
@laRegione

A Monza da Papa Francesco con Tilo

Papa Francesco sarà sabato 25 a Monza per una visita pastorale. Per permettere ai fedeli residenti in Ticino di recarsi nella cittadina brianzola senza code e senza lo stress del...

Papa Francesco sarà sabato 25 a Monza per una visita pastorale. Per permettere ai fedeli residenti in Ticino di recarsi nella cittadina brianzola senza code e senza lo stress del posteggio, Tilo ha previsto il rinforzo di tutti i collegamenti Ticino - Milano e ritorno. Tutti i treni Tilo, inoltre, fermeranno eccezionalmente anche alla stazione di Lissone-Muggiò, principale punto di accesso all’evento per i viaggiatori provenienti da nord. Per i gruppi di viaggiatori dalla Svizzera, speiga Tilo in una nota, vale la normale procedura di riservazione annunciandosi ai punti vendita Ffs. In Lombardia Trenord ha predisposto un importante piano di potenziamento del servizio per rispondere alla domanda di mobilità dei gruppi di fedeli, con l’istituzione di diverse offerte speciali per l'occasione. Maggiori informazioni sul sito web di Trenord.

 


20.3.2017, 11:192017-03-20 11:19:57
@laRegione

Uniti contro le scelte di Norman Gobbi

Comitato unitario per una nuova politica migratoria svizzera. È stato costituito lo scorso 16 marzo a Bellinzona dai rappresentanti di enti, partiti e sindacati, con l'obiettivo...

Comitato unitario per una nuova politica migratoria svizzera. È stato costituito lo scorso 16 marzo a Bellinzona dai rappresentanti di enti, partiti e sindacati, con l'obiettivo di creare “un fronte unitario di opposizione alle politiche del Dipartimento delle Istituzioni e per promuovere una nuova politica migratoria in Svizzera” come si legge in una nota che ne annuncia la costituzione. In particolare, il neocomitato critica le misure volute dal dipartimento diretto da Norman Gobbi che hanno ridotto l'accesso ai permessi di dimora e domicilio, come all'indennità disoccupazione, creando al contempo nuovi obblighi (casellario giudiziale). Una politica, si aggiunge, “di stampo xenofobo e interpretazioni restrittive delle leggi”.

20.3.2017, 09:052017-03-20 09:05:02
Luca Berti @laRegione

Eurocity stracolmo, treno 'dirottato' sulla vecchia linea del Gottardo.  Le Ffs: 'Non ci attendevamo così tanti turisti'

Persone sedute per terra e un ritardo di quasi 45 minuti. È stato un viaggio...

Persone sedute per terra e un ritardo di quasi 45 minuti. È stato un viaggio travagliato quello che è toccato ieri ai passeggeri  dell'Eurocity 10 partito alle 20:13 da Bellinzona e che avrebbe dovuto arrivare ad Arth-Goldau alle 21:09 dopo aver sfrecciato nel nuovo tunnel di base. 

Invece il convoglio è arrivato oltr'Alpe alle 21.52 visto che ha dovuto imboccare le rampe della vecchia linea del San Gottardo. La causa? Troppi passeggeri a bordo. Così tanti che alcuni – piuttosto di rimanere in piedi – si sono seduti sul pavimento dei corridoi oppure si sono collocati in prossimità dei giunti tra le carrozze. Ovviamente sono saltate tutte le coincidenze verso Lucerna e Basilea così come verso la Romandia. Chi proseguiva la corsa in quelle direzioni ha quindi dovuto trovare rapidamente un'alternativa, visto l'orario tardo e il rischio di perdere gli ultimi treni della serata.

Afflusso inaspettato di turisti di ritorno dal Ticino

«Non ci attendavamo così tanti turisti in un periodo generalmente meno gettonato», spiega Roberta Trevisan, portavoce delle Ffs, confermando quanto successo. «È la prima volta che succede dal Ticino verso Zurigo. Era successo dalla Svizzera interna verso sud. Stiamo anche noi prendendo le misure del nuovo traforo e delle nuove dinamiche che si vengono a creare».

Far deviare il convoglio sulle vecchie rampe del Gottardo per questioni di sicurezza, aggiunge Trevisan, «è una decisione che prende il personale del treno» sulla base di linee guida precise. In particolare, quando le vetture sono sovraffollate si evita di percorrere i 57 chilometri del tunnel di base.

'Reintrodotto' il treno delle 19.10

Che le Ffs stiano ancora valutando gli influssi del nuovo tunnel e dei nuovi orari sul proprio traffico è evidente anche dalla reintroduzione provvisoria del treno delle 19.10 verso Basilea. A metà dicembre il cambiamento dell'orario del collegamento aveva causato non pochi problemi agli studenti ticinesi che si recano oltre Gottardo e che sfruttano l'abbonamento "Binario 7", valido dopo le 19.

La combinazione del nuovo orario e della formula particolare del titolo di trasporto aveva fatto che si registrassero carrozze stracolme nei treni della prima serata. Un problema, come detto, risolto dalle Ffs introducendo un collegamento alle 19.10. 

Ieri però anche questo secondo collegamento non ha permesso di risolvere la questione a causa, appunto, dell'afflusso inaspettato di turisti.

20.3.2017, 07:422017-03-20 07:42:07
@laRegione

Una domenica estiva

Temperature estive domenica in Canton Ticino, con 25 gradi registrati per la prima volta quest'anno grazie a una massa d'aria mite, il vento caldo del nord e sole. Il picco è stato misurato nel...

Temperature estive domenica in Canton Ticino, con 25 gradi registrati per la prima volta quest'anno grazie a una massa d'aria mite, il vento caldo del nord e sole. Il picco è stato misurato nel pomeriggio nel Piano di Magadino, ha indicato Srf Meteo, servizio di meteorologia della televisione svizzero-tedesca. Questa prima giornata “estiva” dell'anno non è comunque una prima assoluta: già nel 2000 si registrarono 25 gradi il 9 marzo.

20.3.2017, 06:402017-03-20 06:40:00
Aldo Bertagni @laRegione

‘Un recinto contro la precarietà’

Serve un paletto contro la precarietà nel mondo del lavoro. Lo chiedono le cifre riferite al numero delle agenzie interinali di collocamento che “mostrano una preoccupante...

Serve un paletto contro la precarietà nel mondo del lavoro. Lo chiedono le cifre riferite al numero delle agenzie interinali di collocamento che “mostrano una preoccupante esplosione”. Come si fa? Vincolando l’assegnazione delle commesse pubbliche anche all’assunzione di personale residente in corso d’opera, sempre, beninteso, se necessario. È l’emendamento alla legge in questione – la cui revisione è stata rinviata ad aprile – presentato dai deputati e sindacalisti Giorgio Fonio e Lorenzo Jelmini a nome dell’intero gruppo Ppd.
In particolare, il testo chiede un’aggiunta all’articolo 24 che regola il “subappalto” che così recita: “L’offerente ha l’obbligo di rivolgersi agli Urc [Uffici regionali di collocamento, ndr] nel caso di una necessità ulteriore di manodopera. Solo dopo che...