Ticino

Oggi, 20:452017-02-21 20:45:56
Paolo Ascierto @laRegione

'La lotta alla corruzione? È anche una questione di cultura'. Parla il pg della Confederazione Lauber

Come si combatte la corruzione nell'Amministrazione pubblica? È sceso in Ticino in un momento delicato...

Come si combatte la corruzione nell'Amministrazione pubblica? È sceso in Ticino in un momento delicato il procuratore generale della Confederazione Michael Lauber. Il Cantone è infatti scosso dallo scandalo dei permessi facili, che vede tra gli imputati anche un dipendente dell'Ufficio della migrazione accusato di aver preso mazzette in cambio di agevolazioni per ottenere documenti di soggiorno. E allora stasera, al termine dell'evento 'Il crimine organizzato in Svizzera' tenutosi s Lugano sotto l'egida del Dipartimento istituzioni di Norman Gobbi, Lauber non ha potuto sottrarsi alla domanda: come si combatte la corruzione nell'Amministrazione pubblica?  «Per combattere la corruzione – ha risposto il magistrato – esistono molteplici approcci. A livello federale, per esempio, tutti possono annunciare eventuali sospetti a un servizio. Servizio che poi analizza le segnalazioni ed eventualmente le inoltra alla Procura federale». Più in generale però, ha specificato Lauber, «si tratta di una questione di cultura e di valori che devono essere avvertiti come propri. E ciò riguarda tutti i livelli: da quello nazionale a quello cantonale, dalle attività pubbliche a quelle private».

Nel corso della serata il pg della Confederazione ha poi voluto rassicurare i presenti: contro Gennaro Pulice, pentito di mafia italiano che ha detto di aver 'comprato' un permesso di soggiorno in Ticino, a Berna «è stata aperta un'inchiesta» per ricliclaggio. Ma «per ora non è emerso – ha confermato il magistrato – nessun legame con l'inchiesta cantonale (condotta dal sostituto procuratore generale Antonio Perugini, ndr)» che vede coinvolto pure l'Ufficio migrazione. E le infiltrazioni della ’Ndragheta e delle altre mafie in Svizzera? «Non c'è un'inflitrazione sistematica. Né in Ticino, né altrove», ha assicurato Lauber. Pur trattandosi di «casi puntuali» (una ventina in tutto), occorre tuttavia rimanere «vigili». Non da ultimo perché i mezzi attualmente a disposizione dell'autorità inquirente non sono sufficienti, «se vogliamo andare lontano» nella lotta al crimine organizzato.

Oggi, 17:142017-02-21 17:14:46
Aldo Bertagni @laRegione

Paolo Beltraminelli: ‘Gli italiani hanno capito... ’

Il clima in questi casi, si sa, è sempre disteso e collaborativo. Lo vuole l’etichetta. E però questa volta c’era più d’un motivo per complicare anche il...


Il clima in questi casi, si sa, è sempre disteso e collaborativo. Lo vuole l’etichetta. E però questa volta c’era più d’un motivo per complicare anche il paludato cerimoniale diplomatico. Perché diciamo la verità: negli ultimi tempi i rapporti fra Canton Ticino e Italia si sono, come dire, un pelino incrinati. Dunque una visita particolarmente attesa quella di Paolo Beltraminelli, presidente del Consiglio di Stato, lunedì e ieri a Roma per alcuni incontri da tempo in agenda con rappresentanti dei ministeri italiani degli esteri e delle finanze. Sul tavolo, l’accordo bilaterale italo-svizzero sulla doppia imposizione che attende solo la firma. E che per “colpa” del Ticino, non si smuove. «Credo proprio che si potrà trovare una soluzione. La via è tracciata, seppur in quadro complesso» ci dice Beltraminelli al telefono dopo aver incontrato Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli affari Esteri e Vieri Ceriani, capo negoziatore per gli affari fiscali. «La nostra visita è stata opportuna anche per ribadire che i rapporti italo-svizzeri, ma anche fra Canton Ticino e Italia, sono di reciproca amicizia. A questo proposito posso dire che il “malinteso comunicativo” [l’uscita di Norman Gobbi su corruzione e italiani, ndr] è rientrato. Non c’è stata nessuna polemica perché hanno compreso perfettamente l’errore» precisa subito il presidente di governo. Dopodiché si è entrati in materia, come si dice, sui rapporti fra Italia e Svizzera. Gli italiani, fra l’altro, sono interessati anche all’applicazione elvetica dell’articolo costituzionale 121a sugli stranieri. C’è l’ostacolo casellario giudiziale richiesto in Ticino ai frontalieri che l’Italia contesta. «Resta un tema. Su questo punto – aggiunge Beltraminelli – ho precisato che ci vuole un po’ di pazienza, perché il tutto s’inserisce nella ricerca di un equilibrio anche dopo la votazione popolare cantonale “Prima i nostri” che va in una certa direzione. Del resto abbiamo aperto un contenzioso anche con il resto della Svizzera, vedi i ricorsi della ComCo sulla legge degli artigiani. Ho fatto presente che il governo ticinese deve tener conto del parere del popolo e non può permettersi di farsi sconfessare due o tre volte». Come dire, si lavora per una soluzione ma «ci vuole pazienza e mi è parso di capire che anche gli italiani, tutto sommato, non hanno fretta di firmare». Beltraminelli ha ottenuto anche una promessa da Ceriani sull’accesso delle banche elvetiche ai servizi finanziari italiani. «Un punto importante per noi».

Oggi, 14:062017-02-21 14:06:10
Andrea Manna @laRegione

Permessi 'corrotti', la Gestione istituisce una Sottocommissione e chiede di congelare la riorganizzazione dell'Ufficio migrazione

Permessi 'corrotti', annessi e connessi: anche il parlamento vuole...

Permessi 'corrotti', annessi e connessi: anche il parlamento vuole vederci chiaro sulla  vicenda che sta investendo l’Ufficio cantonale della migrazione. Nell'ambito dell'esercizio dell'alta vigilanza, la Commissione della gestione ha così istituito stamattina una Sottocommissione, denominata 'Permessi'. Come ha appena spiegato il presidente della Gestione Walter Gianora (Plr) nel corso di una conferenza stampa, è composta dei capigruppo e da Franco Denti in rappresentanza dei Verdi e «si avvarrà di esperti esterni (all'Amministrazione ndr.)  indipendenti di comprovata competenza nazionale». Esperti ancora da individuare. Intende inoltre «avvalersi  dell'ausilio del Controllo cantonale delle finanze in maniera esclusiva». La sottocommissione terrà la sua prima riunione subito dopo le vacanze di Carnevale. Ma non è tutto. La Gestione, ha aggiunto Gianora,  manifesta «perplessità» sulla scelta dei periti (l'ex giurista dell'Esecutivo cantonale Guido Corti e Pierluigi Pasi, avvocato, già pm federale e in precedenza collaboratore del precedente direttore del Dipartimento istituzioni Luigi Pedrazzini)  indicati la scorsa settimana dal governo per l'esecuzione dell'annunciato audit sull'Ufficio della migrazione: auspica quindi «figure garanti  di una maggiore indipendenza e lontane dall'Amministrazione e da schieramenti politici». La Gestione, attraverso la propria sottocommissione, si riserva inoltre «di estendere  le verifiche ad altri settori sensibili dell'Amministrazione e di valutare le modalità di controllo all'interno della stessa». Infine, chiede di «congelare» la riorganizzazione della Sezione della popolazione, e dunque anche dell'Ufficio della migrazione, che secondo gli intendimenti del Dipartimento istituzioni dovrebbe partire agli inizi del prossimo aprile. E questo, a detta della commissione parlamentare , «al fine di poter tener conto delle risultanze delle verifiche che verranno espletate». Gianora: «L'obiettivo della Sottocommissione è di fare chiarezza nel minor tempo possibile, ma ovviamente questo dipenderà anche da ciò che mergerà dalle nostre verifiche». Sulle richieste della Gestione prenderà posizione domani il Consiglio di Stato, nel corso della sua riunione settimanale al cui ordine del giorno era già previsto il tema audit.

Oggi, 12:002017-02-21 12:00:25
Paolo Ascierto @laRegione

I radar saranno segnalati su “canali istituzionali”

In Ticino i radar mobili verranno segnalati. Perlomeno sulle strade comunali e cantonali. Ma come? Tramite “canali di informazione istituzionali: gli utenti...

In Ticino i radar mobili verranno segnalati. Perlomeno sulle strade comunali e cantonali. Ma come? Tramite “canali di informazione istituzionali: gli utenti della strada – spiega il Consiglio di Stato in un comunicato stampa odierno – saranno  a conoscenza che in una determinata regione del Cantone sono previsti rilevamenti della velocità, senza ricevere tuttavia indicazioni precise sull’ubicazione degli apparecchi e gli orari di attività”. In tal modo si vuole evitare di annullare l'efficacia dei controlli. Quello del governo è una sorta di compromesso rispetto a quanto deciso dal Gran Consiglio. Gran Consiglio che chiedeva infatti di segnalare la presenza dei 'flash' un centinaio di metri prima. “Per quanto riguarda invece l’autostrada A2 – continua la nota –, l’Ufficio federale delle strade ha categoricamente respinto l’idea di annunciare in anticipo i controlli sui tratti di sua competenza”.

Oggi, 09:482017-02-21 09:48:44
@laRegione

Netto aumento dei pernottamenti in Ticino nel 2016, recuperato buona parte del calo del 2015

I pernottamenti sono risultati in leggero calo nel 2016 in Svizzera, in diminuzione più sensibile nei Grigioni, ma...

I pernottamenti sono risultati in leggero calo nel 2016 in Svizzera, in diminuzione più sensibile nei Grigioni, ma in netto aumento in Ticino, con un +4,6% che compensa in parte il -5,7% registrato nel 2015.

In termini assoluti nel nostro cantone sono stati registrati 100 mila pernottamenti supplementari, un dato che va comunque rapportato al -133 mila dell’anno precedente, quando era stato segnato -5,7%. Stando ai dati pubblicati in mattinata dall'Osservatorio del turismo (O-Tur) i mesi che hanno fatto la differenza in termini percentuali rispetto al 2015 sono soprattutto marzo (+18,8%), luglio e agosto (oltre il +9%) e ottobre (+9,7%). Bene anche maggio e settembre. Ad aver inciso maggiormente sull'aumento numerico dei pernottamenti sono i mesi estivi, con luglio e agosto che fanno segnare complessivamente un più 60mila, ovvero il 60% dell'intero incremento annuale (vedi allegato).

Bene tutte le regioni, tranne il Mendrisiotto

Tutte le regioni ticinesi hanno goduto dell'aumento, tranne il Mendrisiotto. A sud del Ticino il calo è stato del 5,5% rispetto al 2015, con poco più di 109mila presenze. Bene invece Bellinzona e Alto Ticino (171'293, +3.1%), la regione Lago Maggiore e Valli (1'067'886, +7.9%) e il Luganese (931'478, +2.6%). Sulle rive del Ceresio la stagione è stata particolarmente positiva visto che l'aumento è stato constatato anche rispetto al confronto pluriennale.

Calo in Svizzera, tonfo per i Grigioni

A livello nazionale sono state registrate 35,5 milioni di notti, con una flessione dello 0,3% rispetto all’anno precedente, dovuta al marcato calo degli stranieri (-1,5%) che non è stato interamente compensato dagli indigeni (+1,2%).

Stando ai dati diffusi oggi dall’Ufficio federale di statistica (Ust) ancora più doloroso è stato l’arretramento nei Grigioni (-1,9% a 4,6 milioni), mentre il Ticino si dimostra la regione più dinamica, con un +4,6% a 2,3 milioni.

Oggi, 07:002017-02-21 07:00:00
Andrea Manna @laRegione

Permessi e ponteggi, il 42enne è già noto alla giustizia

Non è la prima volta che il titolare della M+M Ponteggi di Camorino, ditta ora in liquidazione, sbatte contro il muro della giustizia. Il 42enne cittadino...

Non è la prima volta che il titolare della M+M Ponteggi di Camorino, ditta ora in liquidazione, sbatte contro il muro della giustizia. Il 42enne cittadino kosovaro residente nel Bellinzonese – finito la scorsa settimana in manette nell’ambito dell’inchiesta sul traffico di documenti taroccati (passaporti, permessi di dimora...) alimentato da mazzette – ha già subìto condanne tramite decreti d’accusa, non solo in Ticino, in relazione all’impiego irregolare di manodopera.

C’è di più. L’uomo ha pure qualche ‘pendenza’ nel Canton Zurigo, dove è stato di recente dietro le sbarre per reati contro l’incolumità delle persone. È stato poi posto in libertà provvisoria. Il procedimento avviato dalle autorità giudiziarie d’oltre Gottardo verrà ora trattato con ogni probabilità dal Ministero pubblico ticinese. Confermando l’arresto ordinato mercoledì dal sostituto procuratore generale Antonio Perugini, che coordina la vasta indagine sui ‘ permessi corrotti’, il giudice dei provvedimenti coercitivi ha fissato a tre mesi la durata di detenzione preventiva del 42enne. A due mesi e mezzo invece quella del 32enne indicato quale direttore dell’impresa di ponteggi: come il titolare, è cittadino kosovaro e pure lui vive nel Bellinzonese. Entrambi erano stati bloccati nel blitz condotto la mattina del 14 febbraio dagli agenti della Polcantonale del Commissariato di Bellinzona e dai colleghi della Gendarmeria.

Nella ditta di Camorino, dove allo stesso numero civico ha sede un’altra Sagl attiva nel settore dei ponteggi (questa non in liquidazione) e anch’essa sotto la lente degli inquirenti, ha lavorato in passato il 25enne coinvolto nella prima ondata di arresti. Quella che tra martedì 7 e il giorno seguente ha travolto pure l’Ufficio cantonale della migrazione, con il fermo di un funzionario 28enne e della sua compagna, coetanea, alle dipendenze del medesimo ufficio fino al 2015, quando è stata licenziata per motivi disciplinari, non attinenti agli episodi oggetto delle indagini in corso. Al 25enne, il presunto corruttore cittadino svizzero di origini kosovare, era riconducibile la Aliu Big Team: dietro a questa impresa di costruzione bellinzonese, di fatto mai operativa, avrebbe gestito fra il 2015 e il 2016 il giro illecito di permessi, alcuni dei quali destinati a stranieri poi impiegati dalla ditta di Camorino. A carico dei vertici della M+M Ponteggi il sost pg Perugini ipotizza una serie di reati: tratta di esseri umani, usura, falsità in certificati, incitazione aggravata all’entrata, alla partenza e al soggiorno illegale di persone.

Oggi, 06:002017-02-21 06:00:00
@laRegione

Lo Stato si mette a dieta

Questa volta si fa sul serio. Dopo anni di ragionamenti più o meno generici sulla revisione dei compiti dello Stato, il governo ha deciso di prendere il toro per le corna e cambiare davvero....

Questa volta si fa sul serio. Dopo anni di ragionamenti più o meno generici sulla revisione dei compiti dello Stato, il governo ha deciso di prendere il toro per le corna e cambiare davvero. Come? Rivedendo i principi che regolano la gestione dei servizi pubblici. La destra lo chiede da sempre, ma sino a ieri non si era andati oltre a vaghe promesse. Ebbene, il Consiglio ha deciso di svoltare. Quattro paginette – è la nota a protocollo della seduta di mercoledì 8 febbraio scorso – dove in breve e chiara sintesi si descrive la “rivoluzione copernicana” dell’Amministrazione cantonale. Per ora sono solo indicazioni, tutte da verificare. Ma il dado è tratto. È qui infatti che si parla di “effettuare una prima valutazione sulla possibilità di introdurre una gestione per obiettivi” nei...

Ieri, 23:012017-02-20 23:01:15
@laRegione

Referendum 9 febbraio, Giovani socialisti con Stojanovic

La Gioventù socialista Ticino (Giso) ha deciso di sostenere il referendum sulla legge d’applicazione all’iniziativa “Contro l’immigrazione di massa”...

La Gioventù socialista Ticino (Giso) ha deciso di sostenere il referendum sulla legge d’applicazione all’iniziativa “Contro l’immigrazione di massa” lanciato da Nenad Stojanovic. E non solo: mercoledì sera chiederà anche al Comitato cantonale del Ps di prendere posizione su un'eventuale raccolta firme.
Ricordiamo che l’iniziativa popolare federale 'Contro l’immigrazione di massa', si legge in una nota diramata in serata, è stata accettata dal popolo svizzero con poco meno di ventimila voti di scarto: lo 0.4% dei votanti ha fatto la differenza.Orbene, una decisione presa dalla maggioranza va  rispettata e attuata in onore del nostro sistema democratico. Le camere federali si sono però ritrovate di fronte alla parziale inconciliabilità di due principi, entrambi voluti dal popolo: il testo esplicito dell’iniziativa e gli accordi bilaterali. Da qui una la legge d’applicazione che non ha accontentato pienamente tutti. Perciò la Giso sostiene il referendum nell’intento di dare al popolo l’opportunità di esprimersi in via definitiva ed evitando che il Paese resti nuovamente in stallo di fronte alle minacce dell’Udc, che, ironia della sorte, non appoggia il referendum.

Ieri, 10:322017-02-20 10:32:13
Chiara Scapozza @laRegione

Stage estivi in Ticino per studenti oltre San Gottardo: più di 50 posti già disponibili

Stai studiando in un'università o in un politecnico oltre San Gottardo e non hai ancora programmi per l'estate? Il...

Stai studiando in un'università o in un politecnico oltre San Gottardo e non hai ancora programmi per l'estate? Il Cantone ti viene incontro, proponendo una nuova piattaforma che offre stage formativi nelle aziende ticinesi o nell'amministrazione cantonale. Attualmente sono pubblicati i bandi per oltre 50 posti (remunerati), a tempo pieno o parziale, per periodi da uno a tre mesi.

La misura s'inserisce tra quelle previste dal Tavolo di lavoro sull'economia ticinese. Stefano Rizzi, direttore della Divisione economia: "È importante dare la possibilità ai giovani di creare dei contatti in Ticino. Sono i professionisti del futuro". Christian Vitta, direttore del Dfe: "Sono profili qualificati di cui il tessuto economico ticinese ha bisogno: miriamo ad avere aziende innovative che richiedono competenze e preparazione".

Info su www.ti.ch/estage.

Ieri, 09:252017-02-20 09:25:57
@laRegione

Beltraminelli a Roma per incontri al Ministero degli esteri e a quello delle finanze

Oggi e domani il Presidente del Consiglio di Stato Paolo Beltraminelli sarà a Roma per “incontri istituzionali” presso il...

Oggi e domani il Presidente del Consiglio di Stato Paolo Beltraminelli sarà a Roma per “incontri istituzionali” presso il Ministero italiano degli affari esteri e presso quello delle finanze. Beltraminelli sarà accompagnato dal Delegato per le relazioni esterne Francesco Quattrini.

"La visita del Presidente del Consiglio di Stato – si legge in un comunicato del governo – era prevista da mesi e permetterà di discutere vari temi di politica bilaterale e transfrontaliera di interesse per il Ticino. Sono previsti, in particolare, un incontro alla Farnesina con il Sottosegretario agli affari esteri Benedetto della Vedova, come anche uno al Ministero delle finanze con il capo negoziatore per le questioni fiscali Vieri Ceriani".

"A margine degli incontri bilaterali – si legge ancora nella nota –, il Presidente del Consiglio di Stato incontrerà il Segretario generale dell’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci) e visiterà l’Istituto svizzero di Roma e la Guardia svizzera pontificia".

Ieri, 07:102017-02-20 07:10:00
Paolo Ascierto @laRegione

Visti dal Kosovo per la Svizzera: 'Spetta ai cantoni controllare'

Arriva fino a Pristina il comunicato stampa che mercoledì ha confermato le voci che si rincorrevano da giorni: lo scandalo dei permessi falsi è...

Arriva fino a Pristina il comunicato stampa che mercoledì ha confermato le voci che si rincorrevano da giorni: lo scandalo dei permessi falsi è legato a doppio filo con il Kosovo. Ed ecco che parole come “tratta di esseri umani”, “ripetuta usura” e “incitazione aggravata” all’entrata e al soggiorno illegale finiscono con l’agitare il fantasma della criminalità organizzata balcanica, una delle piaghe che affligge Pristina. «Sul caso in questione – dice alla ‘Regione’ l’ambasciatore di Svizzera in Kosovo Jean-Hubert Lebet – non sono in grado di esprimermi». Ma poco male: l’incontro con l’ambasciatore, che avviene in un ufficio messo a disposizione dal contingente della Swisscoy, permette di capire come ci si muove sull’asse Kosovo-Svizzera. Asse che si snoda lungo due certezze. La prima:...

Ieri, 06:002017-02-20 06:00:00
Cristina Ferrari @laRegione

Più carta e costi per le nuove targhe. Un garagista: 'Anziché informatizzare, in Ticino andiamo indietro'

Cantone più caro e più burocratizzato. Dopo l’aumento delle tasse di circolazione – di cui...

Cantone più caro e più burocratizzato. Dopo l’aumento delle tasse di circolazione – di cui neppure l’Upsa (l’Unione professionale svizzera dell’automobile) era stata informata e che ha, dunque, sollevato diversi malumori, e qualche ricorso – in Ticino si torna a far parlare di Camorino. Questa volta perché, con il primo marzo, entreranno in vigore le nuove pratiche relative al Servizio immatricolazioni: nuovi formulari, maggiore burocratizzazione e fotocopiatrici... più intasate. Così sale la protesta... «Non ha idea del tempo che andremo a perdere essendo costretti a riempire centinaia di formulari. Possibile che con il resto dei Cantoni non abbiamo alcun problema e con il nostro c’è sempre una novità che ci complica la vita –, ci espone le sue rimostranze un garagista di Lugano –. E...

18.2.2017, 12:382017-02-18 12:38:54
Paolo Ascierto @laRegione

Tutto il Kosovo in mezzo chilometro: Mitrovica

Mezzo chilometro. A Mitrovica basta mezzo chilometro per toccare con mano le tensioni che si vivono quotidianamente in Kosovo – la più giovane nazione europea che ieri...

Mezzo chilometro. A Mitrovica basta mezzo chilometro per toccare con mano le tensioni che si vivono quotidianamente in Kosovo – la più giovane nazione europea che ieri ha festeggiato l’indipendenza – e più in generale nei Balcani. È tutto lì in quei cinquecento metri di strada sconnessa e perennemente da ‘lavori in corso’. Cinquecento metri che collegano la parte nord e la parte sud della città attraverso il ponte Austerlitz. Collegano la maggioranza kosovo-albanese di religione musulmana alla minoranza cristiano ortodossa composta dai kosovo-serbi. Collegano due zone che, complici le conseguenze della guerra e una crisi da disoccupazione al sessanta per cento, sono oramai due mondi separati. E allora ecco che di qua dal ponte, mentre gli scattiamo una fotografia, un ragazzino non perde l’occasione per farsi ritrarre mimando l’aquila con le due mani, simbolo della grande Albania. Al di là dell’Austerlitz invece un gruppo di giovani, sempre mentre scattiamo una foto, ci urla “Serbia, Serbia”. E non manca chi ci saluta con le tre dita, a richiamare quel fronte nazionalista che ritiene il Kosovo una provincia di Belgrado. Le bandiere? Al di qua rosse e albanesi, al di là serbe e tricolori. I monumenti? Al di qua di eroi indipendentisti, al di là di uno zar che con il dito indica la strada da conquistare. C’è spazio pure per Donald Trump “amico della Serbia”, oltre che della Russia.

Tra tutte queste contraddizioni si muove il maggiore ticinese della Swisscoy Karim Giugni. «Bisogna essere sensibili e prestare attenzione pure ai dettagli», ci dice quando lo incontriamo a Mitrovica. Salutare un kosovo-albanese in serbo croato o viceversa equivarrebbe – sportivamente e metaforicamente parlando – a regalare a un tifoso dell’Hc Lugano una sciarpa biancoblù. E Giugni e i suoi uomini (e donne) non possono permettersi simili scivoloni: il loro compito è quello di tastare il polso del Paese. Per farlo, hanno bisogno che i kosovari con i quali si confrontano si fidino di loro. Quello che incontriamo giovedì alla prima curva del ‘tour’ della città nel quale accompagniamo il ticinese, evidentemente si fida. Si fida e confida al maggiore che nel pomeriggio ci sarà una manifestazione: «Siamo stufi – racconta l’uomo – dell’inquinamento dell’aria. Le fabbriche vanno costruite fuori città». Giugni registra l’informazione e, sebbene sa che a Mitrovica una sola scintilla può dar vita a un incendio, non pare troppo turbato. D’altronde ci sono situazioni ben più esplosive. Su tutte: degli scavi a pochi passi dal ponte con i quali si vuole confermare o smentire l’esistenza di una fossa comune. Fossa comune che alla fine – si scoprirà in serata – non c’è. Ma il fatto che attorno al ponte nel corso della giornata si siano contate centinaia e centinaia di persone intente a osservare gli scavi dimostra che il tema è caldo, oltre al fatto che qui sono davvero in pochi ad avere un lavoro. Tra gli osservatori dello scavo poi ce n’è uno particolarmente interessato: l’imam della zona. Occhi azzurri, completo gessato, camicia a righe e cravatta grigia, lo incontriamo in una pasticceria: è una delle persone attraverso le quali i soldati svizzeri tastano il polso al Paese. «Come sta la famiglia?», chiede l’imam a Giugni. Poi il discorso, domanda dopo domanda, diventa sempre più delicato. L’apice lo si raggiunge quando si parla della ricostruzione della moschea nella zona dove si scava per appurare o meno la presenza della fossa comune. Una ricostruzione inevitabile per il religioso. Soprattutto perché di là dal ponte la chiesa cristiana che era stata bruciata è già risorta dalle sue ceneri. «A Mitrovica – chiosa Giugni – tutto è doppio». «A Mitrovica – dice un altro ticinese, l’ufficiale specialista Lorenzo Gottardi – è tutto in opposizione». A Nord una chiesa? A sud una moschea. A sud un eroe albanese? A nord Trump. Due mondi in mezzo chilometro.

18.2.2017, 06:302017-02-18 06:30:00
Andrea Manna @laRegione

Ditte di ponteggi e controlli: scatta l'interrogazione

“Quanti controlli sono stati effettuati dall’autorità cantonale nelle ditte di ponteggi in questi ultimi cinque anni?”. Lo chiede, con un'interrogazione al...

“Quanti controlli sono stati effettuati dall’autorità cantonale nelle ditte di ponteggi in questi ultimi cinque anni?”. Lo chiede, con un'interrogazione al Consiglio di Stato, il deputato del Plr Giorgio Galusero dopo l’arresto del titolare e del direttore/socio di una ditta di ponteggi di Camorino, entrambi cittadini kosovari residenti nel Bellinzonese, scattato nei giorni scorsi nell’ambito dell’inchiesta del sostituto procuratore generale Antonio Perugini sul giro di permessi di dimora falsi rilasciati dietro bustarelle. Un duplice arresto – ai due vengono contestati diversi reati, fra cui la tratta di esseri umani, l’usura e la falsità in certificati – che ripropone il tema dei controlli nei cantieri. Da qui l’atto parlamentare di Galusero. “La ditta di ponteggi i cui vertici (...

18.2.2017, 06:102017-02-18 06:10:00
Aldo Bertagni @laRegione

Igor Righini: ‘Venti ispettori subito’

C’è l’inchiesta penale, con ben undici persone indagate per un giro di permessi irregolari ottenuti grazie a bustarelle, e poi c’è un problema più ampio di regole non...

C’è l’inchiesta penale, con ben undici persone indagate per un giro di permessi irregolari ottenuti grazie a bustarelle, e poi c’è un problema più ampio di regole non rispettate. Per non dire ignorate. E la politica che fugge, elude il nocciolo della questione: il ruolo dello Stato nel libero mercato. Igor Righini, presidente del Ps, evita le personalizzazioni della vicenda che sta tenendo banco in questi giorni e va al sodo. «Si sta molto discutendo, in questi giorni, su quale sia il metodo migliore, tecnicamente parlando, per evitare situazioni come quella denunciata all’Ufficio della migrazione. Al contempo però si dimentica la questione politica che va ben oltre la procedura amministrativa» commenta il presidente socialista. Che chiede di portare subito a 20 il numero degli...