Lo chiede una mozione del consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri inoltrata al Consiglio federale. ‘I margini ci sono’

I prezzi del carburante e dell’olio combustibile continuano a salire e schiacciano il potere d’acquisto dei cittadini. Senza dimenticare le conseguenze per tutta l’economia, che rischiano a loro volta di ribaltarsi anch’esse sulla popolazione. Ecco perché, secondo il consigliere nazionale Lorenzo Quadri, il Consiglio federale deve intervenire temporaneamente finché i prezzi dei prodotti petroliferi restano così elevati. La mozione di Quadri – che segue un atto parlamentare sullo stesso tema presentato dal coordinatore della Lega Daniele Piccaluga – chiede di sospendere la riscossione di almeno una parte dell’imposta sugli oli minerali destinata alle casse generali della Confederazione, dell’Iva come pure una quota della tassa sul CO₂ gravante sull’olio da riscaldamento, così da ridurre il rincaro a carico di consumatori, artigiani e imprese.
D’altra parte la situazione, scrive Quadri, è lì da vedere: la benzina 95, che a fine febbraio 2026 costava in media 1,67 franchi al litro, il 17 settembre era arrivata a 2,10 franchi. Il diesel ha raggiunto addirittura il prezzo record di 2,41 franchi al litro. “Il carico fiscale sui carburanti è pesante – afferma la mozione – l’imposta sugli oli minerali genera circa 4,4 miliardi di franchi all’anno. Per i carburanti, il 40% del relativo gettito confluisce nelle casse generali della Confederazione, mentre il resto è destinato a compiti legati ai trasporti e al finanziamento del Fostra. Sulla parte non vincolata delle entrate, la Confederazione ha margine di manovra. Del resto, gli sconti sul carburante vengono praticati da numerosi governi europei, compresi quelli di Paesi a noi confinanti. Il che mette in ulteriore difficoltà i distributori svizzeri della fascia di confine”. Lo stesso discorso, secondo il consigliere nazionale, vale anche per la tassa sul CO₂ sull’olio da riscaldamento, attualmente pari a 120 franchi per tonnellata di CO₂, corrispondenti a circa 32 centesimi per litro di olio combustibile. “In una situazione eccezionale come quella attuale – sostiene Quadri – la Confederazione deve poter rinunciare temporaneamente a una parte delle entrate derivanti dagli elevati balzelli che gravano il carburante e l’olio combustibile, restituendo così un po’ di ossigeno a chi deve utilizzare l’automobile per lavorare, alle imprese e ai cittadini”. La proposta presentata a livello cantonale da Piccaluga, invece, chiede al Consiglio di Stato di agire principalmente su leve fiscali, aumentando ad esempio la possibilità di deduzione delle spese professionali.