Ticino

Claudio Zali resta al suo posto: ‘Non anticipo le dimissioni, invito tutti al rispetto della presunzione d'innocenza’

Il direttore del Dt non raccoglie l'invito del governo e dei partiti, e resta in sella fino al 30 settembre. In una nota, afferma: ‘Un procedimento senza denunciante, senza una vittima in cui l'accusato nega ogni addebito’

In attesa del Consiglio di Stato
(Ti-Press)
2 settembre 2026
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“Rimango al mio posto fino alla data da me stabilita ed invito tutti, anche i miei colleghi, al rispetto reale, e non solo a parole, della presunzione di innocenza sancita dalla Costituzione federale”. Claudio Zali non molla, e alla fine della riunione del Consiglio di Stato – e prima della conferenza stampa in cui verranno comunicate le decisioni prese, prevista alle 15 – annuncia di rimanere fermo al suo posto: “L’evocato ulteriore passo indietro dal mio ruolo di Consigliere di Stato verrebbe inevitabilmente letto da molti come un’ammissione di responsabilità in realtà inesistenti”.

In una nota diffusa alla stampa invocando il diritto di risposta, firmata avv. Claudio Zali e inviata dall'indirizzo mail della direzione del Dipartimento del territorio, il consigliere di Stato leghista conferma “in primo luogo” che il procedimento penale per reati contro l'integrità sessuale c'è. Ma che “esso è stato avviato a seguito di una mendace segnalazione della 52enne tragicamente annegata a Melide lo scorso 18 agosto, la quale, animata da profondo risentimento nei miei confronti, aveva già commesso in mio danno il reato di registrazione clandestina di conversazioni, con ciò che ne era seguito. Va poi sottolineato come in questa fattispecie, risalente a parecchi anni fa, essa non abbia segnalato supposti reati commessi nei suoi confronti, ma bensì di una terza persona”.

E il punto centrale della vicenda, per Zali, “risiede proprio nel fatto che la persona indicata come vittima, sentita per ore dagli inquirenti alla presenza del proprio legale, ha smentito le congetture della denunciante e nega dunque che vi siano stati da parte mia comportamenti indebiti nei suoi confronti. A riprova di ciò, essa non si è costituita accusatrice privata, questo significa che ella non intende essere parte del procedimento penale ed anzi se ne disinteressa”.

Sentito a sua volta, “ho risposto in modo trasparente ad ogni domanda e negato l’esistenza di qualsivoglia comportamento contrario alla legge. In questo procedimento, dunque, non c’è più una denunciante, non c’è mai stata una vittima e l’accusato nega in modo credibile ogni addebito. La situazione è limpida e non posso perciò condividere la decisione del Ministero pubblico di confermare pubblicamente l’esistenza del procedimento prima di abbandonarlo, cedendo alle pressioni di certa stampa”.

Zali definisce questa comunicazione come “stereotipata”, e che “evoca in modo sterile la presunzione di innocenza e mi provoca inutilmente un gravissimo ed ingiusto danno d’immagine. Questo è fonte di sofferenza per me, per i miei famigliari, per tutte le persone a me vicine e, posso immaginare, anche per la presunta vittima ingiustamente coinvolta nella vicenda. Ciò crea inoltre pregiudizio alle istituzioni medesime. Nondimeno, con la tranquillità di chi è innocente ribadisco la piena fiducia nell’operato del Ministero pubblico e del nostro sistema giudiziario. Resto dunque in attesa della chiusura nelle prossime settimane di questo infondato procedimento”.

Tra poco più di mezz’ora, il Consiglio di Stato prenderà la parola pubblicamente per spiegare quanto deciso stamattina. Stando a quanto annunciato ieri, in assenza delle dimissioni immediate di Zali, la strada scelta potrà essere quella di privare il direttore del Dt delle sue competenze. Si vedrà.

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