Bellinzonese

Riconoscimento per Bellinzona e Amb: ‘Valorizzano l'acqua potabile’

Sono i primi enti della Svizzera italiana a ricevere il label Blue Community, ‘a dimostrazione del loro impegno nella tutela delle risorse idriche’

Un impegno al quale si affianca un contributo di solidarietà a favore di Paesi confrontati con gravi difficoltà di accesso alla risorsa
2 settembre 2026
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“Riconoscere l’acqua e i servizi igienico-sanitari come diritto umano, sostenere la gestione pubblica dei servizi idrici, promuovere l’acqua del rubinetto quale alternativa sostenibile a quella in bottiglia e supportare progetti e partenariati internazionali legati all’accesso all’acqua”. Sono i quattro principi su cui si fonda ‘Blue Community’, label che lo scorso 1° settembre hanno ricevuto la Città e l’Azienda Multiservizi Bellinzona (Amb). Si tratta dei primi enti della Svizzera italiana a ricevere questo riconoscimento “a dimostrazione del loro impegno nella tutela delle risorse idriche e nella valorizzazione dell'acqua potabile distribuita sul territorio: una risorsa di elevata qualità, sicura, controllata e disponibile a chilometro zero”, si legge in un comunicato. In altre parole significa “garantire un servizio idrico affidabile e di qualità e promuovere un uso responsabile della risorsa, riducendo al contempo l’impatto ambientale”. Un impegno che si affianca inoltre a una concreta azione di solidarietà internazionale: Amb preleva infatti un contributo di 1 centesimo per metro cubo sull’acqua fatturata all’utenza, “destinato a sostenere ogni anno progetti per lo sviluppo delle infrastrutture idriche e sanitarie nei Paesi confrontati con gravi difficoltà di accesso all’acqua potabile”. In questo modo “ogni cittadino di Bellinzona partecipa così a un’azione concreata a favore del diritto universale all'acqua, contribuendo a migliorare le condizioni di vita di altre comunità nel mondo”.

L’adesione a Blue Community – concetto che ha quale obiettivo di mantenere la gestione dell’approvvigionamento di acqua potabile in mani pubbliche e di promuovere il diritto umano all’acqua – rappresenta infatti “un'opportunità per rafforzare la consapevolezza sul valore dell'acqua e sul lavoro necessario per captarla, trattarla, distribuirla e proteggerla”. Come? Favorendo “una cultura dell'acqua del rubinetto fondata sulla sostenibilità, sulla responsabilità collettiva e sulla solidarietà”. Concretamente vengono già messi a disposizione “incentivi finanziari per l’installazione di erogatori di acqua potabile presso sedi scolastiche, amministrative e aziende del territorio”. A ciò si affianca “la posa di erogatori di acqua potabile nello spazio pubblico cittadino – ad esempio presso Castel Grande, Piazza Governo e Piazza Grande a Giubiasco – con l’obiettivo di rendere l’acqua del rubinetto accessibile, valorizzandone i benefici economici, ecologici e salutari nella vita quotidiana”. L’impegno si estende pure a progetti infrastrutturali di valenza sovracomunale “che contribuiscono a garantire nel lungo periodo un approvvigionamento sicuro, resiliente e sostenibile”.

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