Ma in alcuni casi sarà necessario fare più verifiche per tenere sotto controllo la situazione. È il bilancio del Laboratorio cantonale per lo scorso anno

Il grado di sicurezza alimentare in Ticino resta elevato, ma in alcuni casi sarà necessario fare più controlli. Se da un lato infatti il 90% delle aziende supervisionate dal Laboratorio cantonale lo scorso anno risulta promosso, dall’altro durante ventisette interventi ispettivi è stata imposta l’eliminazione di derrate alimentari poiché scadute, in stato avariato o a causa di altri motivi. Addirittura nove volte è stato imposto il divieto di utilizzo dei locali e delle attrezzature. E questo a fronte di “condizioni igieniche inaccettabili”. È un quadro tutto sommato soddisfacente, ma con ancora margine di miglioramento, quello descritto dal Rapporto d’esercizio 2025 del Laboratorio cantonale pubblicato oggi.
Più precisamente, nell’ambito della sua attività di controllo ufficiale basata sul rischio, il Laboratorio cantonale ha svolto lo scorso anno più di 2mila ispezioni: 1’807 controlli periodici completi, 44 ispezioni di verifica, 156 ispezioni parziali per accertamento, sei a seguito di possibili intossicazioni, una per autorizzazione e 81 interventi diversi, presso le oltre 7mila attività presenti in Ticino che sottostanno alla legislazione sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso. Si parla più precisamente di aziende alimentari, acquedotti e infrastrutture con docce e piscine accessibili al pubblico, ma anche di produttori di cosmetici, centri estetici o ancora studi di tatuaggio.
Per quanto riguarda le aziende alimentari, inclusi gli acquedotti, “1’588 su 1’769 aziende (90%) potranno essere ispezionate in futuro con frequenza di base invariata poiché la loro performance ispettiva è stata buona”, spiega il Laboratorio nel suo Rapporto d’esercizio. “Il rimanente 10% delle aziende – prosegue – dovrà invece essere visitato più spesso di quanto previsto dalla legge poiché il loro rendimento non è stato soddisfacente”. E questo perché, si legge nel documento, “in ventisette interventi ispettivi è stata imposta l’eliminazione di derrate alimentari poiché scadute, in stato avariato, o a causa di altri motivi. A fronte di condizioni igieniche inaccettabili è stato imposto nove volte il divieto di utilizzo di locali o di attrezzature”.
Sempre nell’ambito dell’attività di controllo del Laboratorio cantonale sono poi state prelevate e analizzate 1’882 derrate alimentari e oggetti d’uso, 1’377 acque potabili e acque di falda e 373 campioni di acqua di balneazione. “I campioni ufficiali di derrate alimentari (inclusa l’acqua potabile in rete) e oggetti d’uso prelevati dal mercato, per i quali è stato espresso un giudizio di conformità ai requisiti della Legge federale sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso, sono stati in totale 2’741. Il tasso di non conformità medio è risultato essere del 9,6%, con la microbiologia implicata nel 65,4% dei casi. Dodici campioni di derrate alimentari sono stati inoltre giudicati non sicuri in quanto potenzialmente dannosi per la salute o comunque non adatti al consumo umano”.
Il controllo ufficiale ha inoltre portato all’emissione di 433 notifiche di contestazione, 68% a seguito di interventi ispettivi, 31% a seguito di analisi di campioni ufficiali e 1% per altri motivi (mancata notificazione, segnalazioni di enti esterni, verifica del sito web aziendale). A seguito di contestazioni di particolare gravità sono state avviate trentatré procedure di contravvenzione.
A partire da metà agosto dell’anno scorso, osserva ancora il Laboratorio cantonale, “nel bacino sud del Lago Ceresio sono apparse le prime fioriture di cianobatteri. Il fenomeno si è poi intensificato, arrivando a rendere impossibile la balneazione presso alcune spiagge in determinate ore del giorno”. Come da protocollo, “i Comuni e i lidi interessati hanno esposto l’apposita segnaletica nella maggior parte dei punti di accesso all’acqua. Nelle spiagge sorvegliate, inoltre, veniva utilizzato il sistema a bandiere per segnalare il livello di pericolo: moderato (bandiera gialla) o elevato (bandiera rossa)”. In tal senso, il Laboratorio cantonale fa sapere che sono più di duecento le strutture con piscine accessibili al pubblico registrate presso lo stesso dove ogni estate effettua decine di ispezioni per verificare la corretta gestione e la qualità dell’acqua delle piscine. Ma rende attenti: “Anche i bagnanti devono fare però la loro parte: farsi una doccia prima di entrare in acqua è essenziale per contribuire a mantenere l’acqua di piscina pulita e sicura”.