Il governo ha incontrato il comitato ‘No allo smantellamento’. Il direttore del Dfe: ‘Si guardi la situazione nel complesso, Ffs investa in Ticino’

Le Ferrovie federali svizzere riducono (ancora) i posti di lavoro in Ticino e il Consiglio di Stato dice subito che così non va bene. Non si è fatta attendere la reazione della politica cantonale alla decisione delle Ffs di ridurre – senza licenziamenti e con ricollocamenti soprattutto interni – il personale impiegato a sud delle Alpi nel settore Cargo. «C'è preoccupazione perché sono posti di lavoro che spariscono», afferma il direttore del Dipartimento finanze ed economia Christian Vitta al termine di un incontro con il comitato ‘No allo smantellamento di Ffs Cargo in Ticino’. «Ai vertici delle ferrovie federali abbiamo già detto la nostra posizione: la situazione va guardata nel complesso. Le Ffs hanno 30mila collaboratori e quindi ci aspettiamo che si investa in Ticino. Anche perché – rimarca Vitta – ci sono ambiti del settore ferroviario con buone prospettive di sviluppo. Il nostro territorio ha sacrificato molto nel corso della sua storia per la ferrovia, questo non va dimenticato». Il governo incontrerà prossimamente la deputazione ticinese alle Camere federali «per allargare il fronte e portare una voce sola a Berna».