Ticino

Grazie alla galleria di base del Ceneri meno pendolari in auto e più in treno

Lo dimostra un'analisi del Dipartimento del territorio. Il mezzo pubblico sfruttato maggiormente anche da chi si muove nel tempo libero

Grazie alla galleria di base del Ceneri meno pendolari in auto e più in treno
Numeri in aumento
(Ti-Press)
12 maggio 2025
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Il trasporto pubblico piace sempre di più ai lavoratori. E il merito è, in buona parte, da attribuire alla galleria di base del Ceneri che ha permesso di dimezzare i tempi di percorrenza in treno sugli assi Lugano-Bellinzona e Lugano-Locarno. A dirlo è il Dipartimento del territorio (Dt) che ha condotto un’indagine sui cambiamenti delle abitudini di residenti e frontalieri pendolari. Un’indagine condotta tra il 2019 e il 2023 che ha permesso di tradurre in cifre lo spostamento verso il mezzo pubblico: il 16 per cento di chi percorreva abitualmente per lavoro la tratta Bellinzona-Lugano con la propria automobile, ha deciso di passare al mezzo pubblico. Scelta che ha fatto anche il 12 per cento di chi percorreva abitualmente in auto la tratta Locarno-Lugano.

Le analisi evidenziano un altro dato, prevedibile: il cambiamento di abitudini è avvenuto maggiormente tra chi abita in zone dove il trasporto pubblico è stato potenziato arrivando ad avere una buona capillarità e una buona frequenza. “Le analisi – scrive il Dt in un comunicato – evidenziano differenze rilevanti a seconda della zona di residenza degli intervistati. Nelle aree di Lugano e Locarno, caratterizzate da centri urbani densamente abitati e ben serviti dal trasporto pubblico, lo spostamento verso modalità di trasporto più sostenibili è stato più significativo”. Nelle aree urbane del Luganese la parte di popolazione che sceglie l’auto o la moto per recarsi al lavoro è calata del 7 per cento, nel Locarnese del 6%. Discorso diverso per le zone più discoste. Nel Vedeggio e nelle Tre Valli, due regioni più discoste di Luganese e Locarnese, il calo è stato solo del 2 per cento (Vedeggio) o non c’è stata alcuna variazione (Tre Valli). Non c’è invece una differenza tra frontalieri e residenti per quanto riguarda la percentuale di chi è passato dal mezzo privato a quello pubblico. In entrambi i casi è il 5% del numero complessivo di lavoratori ad aver effettuato questo cambiamento.

Lo studio non ha solo analizzato il cambiamento d’abitudine dei pendolari, generalmente i primi a sfruttare le nuove possibilità offerte dal servizio pubblico. L’indagine ha infatti anche studiato i cambiamenti di abitudine di chi si sposta per acquisti e tempo libero. “Anche in questo caso – scrive il Dipartimento del territorio – si è osservato un analogo avvicinamento al trasporto pubblico”.

L’analisi ha inoltre evidenziato come diversi fattori influenzino le scelte di mobilità: chi possiede un abbonamento al trasporto pubblico tende a utilizzarlo non solo per gli spostamenti pendolari, ma anche per attività quotidiane come gli acquisti. “Il trasporto pubblico è scelto come mezzo principale nel 25% dei casi dai possessori di un abbonamento generale o Arcobaleno e solo nel 2% dei casi da chi non possiede abbonamenti”, si legge nel testo dell’indagine. “Anche la disponibilità e il costo dei posteggi giocano un ruolo cruciale. Quando il parcheggio è gratuito, il 72% delle persone sceglie l’auto per recarsi al lavoro, mentre in presenza di costi aumenta l’uso del trasporto pubblico e della mobilità lenta. In questi casi l’auto è infatti scelta solo il 46% delle volte”.

L’indagine ha permesso anche di quantificare l’aumento dell’offerta del trasporto pubblico. Un dato che emerge: i chilometri percorsi ogni giorno dai treni sono passati dai 18mila del 2019 ai 24’300 del 2022. Un aumento del 35% in pochi anni. Ancora più significativa la crescita del trasporto pubblico su gomma: nel 2019 i chilometri percorsi quotidianamente dai bus erano 39’400, nel 2023 erano saliti a 57’100, ovvero +45%.

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