Interpellanza di Roncelli (primo firmatario), Isabella e Petralli: chiedono al Consiglio di Stato su quali basi abbia stabilito il rincaro inserito a Preventivo

La domanda è semplice, la risposta forse un po’ meno: sulla base di quali elementi il Consig–lio di Stato ha fissato nel Preventivo 2027 un rincaro dello 0,25%? A porre l’interrogativo è il deputato di Avanti con Ticino&Lavoro Evaristo Roncelli: lo pone in un'interpellanza nella quale chiede al governo chiarimenti sul riconoscimento, per l’anno prossimo, del carovita dei dipendenti cantonali e dei lavoratori del parapubblico. I quesiti dell’atto parlamentare – firmato anche da Claudio Isabella del Centro e Giulia Petralli dei Verdi – sono diversi e traggono origine da una constatazione fatta dagli stessi interpellanti. “Anche in questo Preventivo, sebbene a conoscenza di un carovita in crescita di almeno +0,8%, il Consiglio di Stato inserisce nel suo calcolo un importo più basso, pari solo allo 0,25%”, scrivono. Secondo tre deputati “questo modo di procedere appare difficilmente conciliabile con la sistematica dell’articolo 5 della Legge stipendi (LStip) e rischia di svuotare di contenuto la procedura prevista dal legislatore, segnatamente la determinazione del rincaro sulla base dell'indice di novembre e la preventiva consultazione delle organizzazioni del personale”.
La premessa. Il Preventivo 2027 del Cantone elaborato e presentato a fine settembre dal Governo – e a tutt’oggi sotto la lente della commissione parlamentare della Gestione – contempla, alla voce ‘spese per il personale’, “un adeguamento dei salari al rincaro di + 0,25%”, ricorda l’interpellanza. “Il primo di ogni mese l’Ufficio federale di statistica – osservano i tre granconsiglieri – pubblica l’evoluzione dell’indice dei prezzi al consumo. Per agosto (statistica pubblicata il primo settembre), la variazione dell’indice rispetto allo stesso mese per l’anno 2025 era di + 0,8%, mentre la variazione dell’indice per il periodo settembre 2025/settembre 2026 era di + 1% (statistica pubblicata il primo ottobre 2026)”. Ora, ne deducono Roncelli e colleghi, “vista la data di presentazione del Preventivo, il 30 settembre, è pacifico che il governo fosse a conoscenza dell’aumento del carovita di + 0,8% presentato il primo settembre dall’Ufficio federale di statistica”.
Nell’interpellanza si richiama quindi l’articolo 5 della Legge sugli stipendi degli impiegati dello Stato e dei docenti. Una norma il cui tenore, evidenziano i firmatari dell’att0o parlamentare, “è chiaro: gli stipendi dei dipendenti sottoposti alla Lord (Legge sull’ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti, ndr) sono adeguati all’evoluzione dell’indice nazionale dei prezzi al consumo; l’indice di riferimento per adeguare i salari viene calcolato sulla base della variazione dell’indice dei mesi di novembre; il Consiglio di Stato può decidere un adeguamento integrale o parziale, previa consultazione delle organizzazioni del personale”.
La sistematica dell’articolo e l’iter procedurale “sono altrettanto chiari”. Tuttavia – rilevano Roncelli, Isabella e Petralli – dato che “da diversi anni il carovita inserito a Preventivo è poi considerato dal governo quale riconoscimento effettivo per adeguare i salari del personale sottoposto alla Lord, si ha l’impressione che il governo disattenda la norma: infatti, anche in questo Preventivo, sebbene a conoscenza di un carovita in crescita di almeno +0.8%, il governo inserisce nel suo calcolo un importo più basso, pari solo allo 0.25%.
A detta degli interpellanti, la questione “non si pone tuttavia sotto il profilo della LStip, ma anche sotto quello delle regole che disciplinano l'allestimento del preventivo”. Il primo capoverso dell’articolo 9 della Legge sulla gestione e sul controllo finanziario dello Stato (Lgf) “stabilisce infatti che la presentazione dei conti deve fornire un quadro fedele della situazione finanziaria, patrimoniale e reddituale dell'Amministrazione cantonale”. Mentre il terzo capoverso “precisa che tra gli strumenti attraverso i quali tale principio deve essere garantito figura espressamente anche il preventivo”. Ebbene, annotano Roncellie cofirmatari, “se da un lato l’articolo 5 LStip prevede che l’adeguamento sia stabilito sulla base del dato di novembre e previa consultazione delle organizzazioni del personale, dall’altro il principio del quadro fedele sancito dalla Lgf deve trovare applicazione anche nell'allestimento del Preventivo e impone quantomeno di interrogarsi sulla corretta rappresentazione degli oneri finanziari ragionevolmente prevedibili”.
È proprio dall'applicazione congiunta di queste due disposizioni che, indicano i tre parlamentari, “sorge il problema sollevato dalla presente interpellanza”. Se lo 0,25% “costituisce unicamente una stima ai fini dell'allestimento del Preventivo, occorre capire la ragione per cui sia stato considerato un valore sensibilmente inferiore ai dati sul rincaro già disponibili e come verrebbe finanziato un eventuale adeguamento superiore. Se, al contrario, lo 0.25% costituisce già il limite finanziario entro il quale il Consiglio di Stato intende riconoscere il rincaro, si pone allora la questione della compatibilità di tale scelta anticipata con la procedura prevista dall'articolo 5 LStip”. Certo, nel Preventivo il Consiglio di Stato “dice che ‘La situazione verrà rivalutata a inizio dicembre quando sarà pubblicato il valore del rincaro su base annua novembre 2025-novembre 2026’”: le discussioni parlamentari degli ultimi anni “hanno però sempre considerato il carovita indicato nel Preventivo quale base per discutere il riconoscimento pieno o parziale del rincaro sui salari”.
Tutta una serie di aspetti al centro della decina di domande rivolte al governo.