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Ti-Press
19.05.2022 - 15:55
Aggiornamento: 16:54

Uno studio per risparmiare acqua potabile ed energia

Lo chiede con un postulato al Consiglio federale Bruno Storni, anche per far fronte al crescente problema della siccità

Una risorsa naturale sottoposta a una crescente variabilità per i sempre più frequenti e prolungati periodi di siccità, e il cui consumo richiede importanti quantitativi di energia. Muove da queste constatazioni il postulato depositato lo scorso 11 maggio in Consiglio nazionale da Bruno Storni (Ps) – "Uso efficiente dell’acqua potabile e conseguente efficienza energetica negli apparecchi e impianti che consumano acqua potabile, maggior resilienza in situazioni di siccità" – che chiede al Consiglio federale di elaborare uno studio per valutare tre fattori. Ovvero: il potenziale di diminuzione dei consumi di acqua ed energia ottenibile nell’uso efficiente dell’acqua potabile; i possibili provvedimenti e normative da definire per ridurne i consumi di impianti e apparecchi prodotti in serie così da aumentarne l’efficienza energetica; nonché gli effetti del cambiamento climatico e conseguente aumento di eventi estremi come siccità prolungate sulla disponibilità di acqua potabile nelle regioni a rischio stress idrico in Svizzera.

Il consumo di acqua potabile – ricorda Storni – richiede importanti quantitativi di energia nelle tre fasi del ciclo di vita: produzione (pompaggio e igienizzazione); uso (se usata calda, rappresenta il 27% dell’uso domestico); e trattamento acque reflue (pompaggio e trattamenti). L’ottimizzazione del suo consumo permette dunque di raggiungere tre obiettivi: diminuire il fabbisogno da attingere alla natura (resilienza); ridurre i consumi di energia implementando la Strategia Energetica 2050 (efficacia); e abbassare i costi d’esercizio e per i consumatori (efficienza).

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