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31.03.2022 - 16:43
Aggiornamento: 18:32
a cura di Marco Narzisi

Il piano del Ticino per i rifugiati ucraini

Il Consiglio di Stato ha illustrato le procedure per l’accoglienza. Nessuna indennità è prevista per chi ospita privatamente al di fuori di tali procedure

Il Consiglio di Stato ha presentato oggi in conferenza stampa il piano per l’accoglienza nel nostro cantone dei profughi provenienti dall’Ucraina.

Il Ticino si è visto attribuire dalla Segreteria di Stato della Migrazione 1’600 rifugiati sul totale dei 20’569 attualmente giunti in Svizzera. Di questi, 1’207 hanno già ottenuto il permesso S e 194 sono ospitati nei Centri collettivi regionali, il resto si trova attualmente in appartamenti messi a disposizione da privati.

Chi arriva senza contatti in Ticino

Chi arriva dall’Ucraina in Ticino e non dispone di un alloggio deve recarsi al Centro federale di Asilo di Chiasso, dove potrà fare richiesta dello statuto di protezione S per poi essere indirizzato al Punto di Affluenza (Paf) di Cadenazzo, dove verranno raccolte le necessità personali e attivati gli aiuti cantonali. Tali aiuti, destinati alle persone a cui non è possibile garantire in natura le prestazioni per quanto riguarda il vitto, sono fissati in 500 franchi per persone sole e 750 per i coniugi, con dei supplementi di 317 franchi per un figlio minorenne e 268 dal secondo figlio minorenne in poi. Per i figli maggiorenni sono invece concessi 500 franchi.

A queste persone verrà quindi assegnato un alloggio in un Centro regionale collettivo o in una struttura socio-sanitaria.

Chi ha già dei contatti in Ticino

Chi invece dispone già di un contatto sul territorio, potrà fare la richiesta di permesso S tramite un formulario online, e da questo momento, depositata la domanda, la persona sarà assicurata in caso di malattia. La procedura verrà completata poi con la convocazione al Centro federale di asilo di Chiasso.

Dopo il colloquio a Chiasso, le persone dovranno annunciarsi al Cantone attraverso lo sportello a Giubiasco.

In entrambi i casi, sia chi si trova nella prima situazione sia chi si trova nella seconda verrà poi successivamente convocato per il rilevamento dei dati biometrici al Servizio documenti di identità di Bellinzona ai fini del rilascio del permesso S. Il Cantone invita ad attendere tale convocazione e non recarsi direttamente allo sportello.

Le prime convocazioni per il ritiro delle prestazioni di cui sopra, verranno effettuate a partire dal 4 aprile, e verrà inviato anche del materiale informativo su come aprire un conto corrente. Dall’11 aprile al Mercato coperto di Giubiasco inizierà l’erogazione delle prime prestazioni alle persone convocate.

Ospitalità: nessun compenso per chi ospita volontariamente

Per chi viene accolto nei centri cantonali, il passo successivo sarà il collocamento in un appartamento in locazione. Gli appartamenti in questione, reperiti sul mercato immobiliare o messi a disposizione attraverso i Comuni, verranno raccolti in un inventario gestito dal Cantone, che provvederà a verificarne l’idoneità, stipulerà i contratti di locazione, in genere trimestrali, con i proprietari. Con i beneficiari verrà invece firmato un accordo di buon uso, e a essi verrà riconosciuto un canone locativo, concordato con il proprietario, che comprenderà le spese accessorie e quelle delle utenze di consumo (acqua, elettricità ecc…). A oggi sono 157 gli appartamenti annunciati.

Per quanto riguarda invece chi è ospitato da parenti, conoscenti o in generale da persone che hanno messo a disposizione spontaneamente degli alloggi al di fuori della procedura prevista dal Cantone, il Consiglio di Stato ribadisce che tale accoglienza è offerta a titolo volontario e gratuito, e che al momento non è previsto alcun corrispettivo per i costi sostenuti.

Minorenni non accompagnati

Previsto anche un piano per i minorenni non accompagnati, ovvero che arrivano in Ticino senza genitori: al momento ne risultano cinque, ma le autorità cantonali suppongono che il numero reale possa differire. I minorenni non accompagnati non possono essere ospitati dai privati ma vanno annunciati al Centro federale di Chiasso. È fondamentale, chiarisce il Cantone, che chi ospita al momento minorenni non accompagnati li annunci all’autorità rivolgendosi al Centro federale. I casi in cui, pur non avendo legami di parentela, è possibile dimostrare di aver ricevuto l’affido temporaneo dai genitori rimasti in Ucraina verranno valutati singolarmente.

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