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In diminuzione anche i cercatori d'impiego (-266)
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09.08.2021 - 18:01
Aggiornamento : 18:37

Lavoro ridotto, da settembre si torna alla normalità

Stanno per giungere a termine le norme eccezionali pensate per il periodo Covid. Disoccupazione comunque in calo a luglio al 2,7%

«Alla luce dell'allentamento delle restrizioni deciso dal Consiglio federale e della conseguente ripresa delle attività economiche, le estensioni previste dal ‘regime straordinario Covid-19 Ilr’ giungeranno progressivamente al termine. Ciò significa un ritorno dal prossimo 1° settembre al ‘regime ordinario’ per la concessione delle Indennità per lavoro ridotto (Ilr), che prevede precisi obblighi e procedure per le aziende». Così Stefano Rizzi, direttore della Divisione dell’economia del Dfe commentando i dati sull’occupazione per il mese di luglio. Mese che ha visto scendere il numero – in linea con le tendenze nazionali (2,8%) – delle persone alla ricerca di un impiego a 8’850 (-266; -2,9% rispetto al mese precedente). Il tasso dei senza lavoro è invece pari al 2,7% (-0,1 punti percentuali), uno dei dati più bassi da parecchi mesi tanto che è simile alla media percentuale annuale dei disoccupati iscritti presso gli Uffici regionali di collocamento (Urc) del 2019, anno pre Covid. Il tasso medio di disoccupazione del 2020 è stato invece del 3,6%, mentre quella degli ultimi 12 mesi del 3,4%. Indicatori che la ripresa economica, pur con tutti i distinguo, è in atto e si sta consolidando. 

Ma cosa implica, in breve, il progressivo ritorno al regime ordinario? «Che le aziende che intendono introdurre il lavoro ridotto dal prossimo settembre dovranno seguire la procedura ordinaria. Questo vuol dire che l’autorità cantonale sarà chiamata a esaminare con rigore i presupposti del diritto», spiega Stefano Rizzi. Per inoltrare la richiesta è necessario utilizzare il nuovo modulo per il preannuncio con procedura ordinaria on line (www.ti.ch/lavororidotto). «In pratica – continua il direttore della Divisione dell’economia – l’impresa che chiede il lavoro ridotto è tenuta a comprovare motivo e perdita del lavoro. In caso contrario, l'autorizzazione non potrà essere rilasciata».

Dal primo ottobre, inoltre, solo i lavoratori con contratto a tempo indeterminato avranno diritto alle Ilr. Da fine settembre terminerà anche la procedura sommaria per il conteggio delle Ilr. «Invitiamo pertanto le aziende a informarsi per tempo presso la cassa disoccupazione».

Rimarranno in vigore però altre agevolazioni introdotte a livello federale da quando è incominciata l’emergenza Covid. «Tra queste l’abolizione del termine di preannuncio, l’estensione della durata delle autorizzazioni fino a un massimo di sei mesi – ma dallo scorso 1° luglio al massimo fino al 31 dicembre 2021 e dal 1° ottobre nuovamente fino a un massimo di tre mesi – e disposizioni speciali Ilr per redditi modesti». Anche la durata massima di riscossione – da 12 a 24 mesi – decadrà, ma a partire dal 28 febbraio del prossimo anno. Tutto, insomma, fa pensare a un ritorno alla normalità dopo l’eccezionale periodo – sanitario ed economico – che stiamo ancora vivendo.

Sempre rimanendo nel campo del lavoro ridotto, i dati di maggio (gli ultimi disponibili, ndr), mostrano un chiaro segno al ribasso su tutti i fronti: dalle 3’134 aziende di aprile alle 2'509 di maggio. Anche le ore di lavoro perse, vero indicatore economico, si sono quasi dimezzate: 965'992 a maggio contro le 1,446 milioni di aprile. Il numero di dipendenti equivalenti a tempo pieno toccati dalla misura è quindi diminuito di oltre 2'700 unità (5'367 rispetto alle 8'038 di aprile). «Su questo fronte, segnalo che la spesa per indennità per la lavoro ridotto è stata mediamente di oltre 50 milioni di franchi al mese. Da marzo 2020 a maggio scorso nel solo Ticino sono stati versati poco meno di 850 milioni di franchi», precisa Rizzi.

Da segnalare, infine, che sempre nel mese di maggio, non si registrano persone che hanno esaurito il diritto alle indennità di disoccupazione. E questo per effetto della norma introdotto a marzo nella Legge Covid-19  che prevede, per tutte le persone aventi diritto all’indennità, il riconoscimento per i periodi di controllo di marzo, aprile e maggio di un massimo di 66 indennità giornaliere supplementari.

 

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