dalla-deregulation-al-caso-dpd-i-pensieri-di-due-economisti
'Sorry We Missed You' di Ken Loach, 2019 (Zeitgeist Films)
ULTIME NOTIZIE Cantone
Luganese
3 ore

Riaperta la strada tra Castagnola e la dogana di Gandria

I lavori di sgombero hanno permesso una riapertura della stessa prima del previsto
Ticino
4 ore

Scomparso da Balerna, si cerca il giovane Sissaui Haylem

Il 15enne è stato visto l'ultima volta in data 22 luglio al centro richiedenti l'asilo Pasture
Luganese
6 ore

Oltre la pandemia, la Cina guarda a Lugano e alla Svizzera

Ricevuto a Palazzo Civico Wang Shihting, ambasciatore della Repubblica popolare cinese, accompagnato dalla consigliera della sezione educazione
Mendrisiotto
6 ore

Un'altra serata di cinema al lido di Riva San Vitale

Lunedì verrà proiettato a partire dalle 21:15 il film ‘Raya e l'ultimo drago’. L'entrata è offerta dal Comune.
Mendrisiotto
6 ore

Crisi climatica, il Plr di Chiasso: ‘Il Comune cosa fa?’

I consiglieri comunali interrogano l'esecutivo sulla politica ambientale, con particolare accento sui veicoli elettrici
Locarnese
6 ore

La faggete di Lodano patrimonio mondiale dell'Unesco

La notizia diffusa via Twitter dalla stessa Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura
Luganese
7 ore

Frana a Gandria, servizio via lago straordinario gratuito

Il servizio di navigazione, attivato in seguito all'interruzione del collegamento stradale fra Gandria e il confine, sarà attivo fino alla mattinata di domani
Bellinzonese
8 ore

Primo veicolo elettrico per il Comune di Arbedo-Castione

In dotazione al settore della Logistica, il furgone rappresenta formalmente il primo passo per la sostituzione graduale del parco veicoli comunale 
Locarnese
8 ore

Studenti Dimitri, a Orselina rinvio di una settimana

Lo spettacolo al Parco, previsto questa sera, è stato posticipato a mercoledì prossimo, 4 agosto, sempre a partire dalle 21
Ticino
8 ore

È un'acqua che fa paura: 418 eventi nelle 36 ore

Caduta dal cielo, esondata da fiumi o laghi, ha portato con sé frane, smottamenti, allagamenti soprattutto nel Luganese e a Gudo
Mendrisiotto
9 ore

Tagli alla Burberry, ridotto il numero di licenziamenti

Sindacati e azienda hanno trovato un accordo su un piano sociale e sulle misure di accompagnamento per i dipendenti toccati
Luganese
9 ore

Abusi all'ex Macello: 'Vedevo un'energia che mi attraeva'

Le 'attenzioni' su due bambini al centro autogestito di Lugano: 24enne condannato alle Assise criminali a trenta mesi da scontare in un istituto terapeutico
Bellinzonese
9 ore

Sette porte d'accesso al Parco del Piano di Magadino

È quasi terminato il progetto promosso dall'omonima fondazione. Dopo il primo 'totem' sullo 'stradonino', ne saranno realizzati altri sei entro fine agosto
Grigioni
9 ore

Scontro sulla strada del Maloja, un morto e quattro feriti

Un 61enne italiano è deceduto a causa dell'incidente frontale tra due auto avvenuto ieri sera. Trasportati in ospedale gli altri passeggeri.
Luganese
10 ore

Arosio, Primo agosto al campo sportivo con musica e giochi

L'evento è organizzato dal Comune dell'Alto Malcantone in collaborazione con la società di calcio. L'allocuzione sarà tenuta da Monica Duca Widmer.
Bellinzonese
10 ore

Bellinzona, annullato il concorso per il direttore del Sop

La decisione del Municipio è motivata dal previsto riorientamento di missione e obiettivi del Settore opere pubbliche. Nuovo bando tra fine 2021 e inizio 2022
Locarnese
10 ore

Vaskomplotto ‘live’ (era ora) alla Nuova Pergola

Quartino, venerdì in nuova formazione la cover band di Vasco Rossi con un repertorio decisamente tendente al rock
Locarnese
10 ore

Longevità, le donne dominano. Locarno lo dimostra

Festeggiati in Città i 101 anni di Maria Teresa Picollo Ceresa e i 100 di Elisabeth Schmitt. Entrambe hanno ricevuto l'autorità comunale a casa propria
Bellinzonese
13 ore

Gudo: ‘È una frana del vecchio detrito di dicembre’

Scesi 1000-1200 metri cubi di materiale. La geologa cantonale: 'Non potevamo prevederlo. Ci sono ancora detriti che potrebbero scendere ma il grosso è sceso'
Ticino
14 ore

In Ticino 28 nuovi contagi, nessun ricovero

Al momento il 50,5% della popolazione del nostro Cantone è stata vaccinata con due dosi
Luganese
14 ore

Luganese flagellato dal maltempo, frane e strade interrotte

A Noranco cede la pensilina di un benzinaio, allagate molte strade intorno al Centro Lugano Sud. Frane e strade interrotte a Gandria e Capo San Martino
Mendrisiotto
14 ore

Liberi tiratori di Chiasso, il podio e poi le vacanze

Grandi soddisfazioni per la rappresentativa momò ai Campionati ticinesi individuali alla pistola.
Bellinzonese
15 ore

Ritratti di donne, evento a SpazioReale a Monte Carasso

Come si vive oggi, in quanto donna, in Svizzera? Se ne parlerà alle 21 all'Antico convento
Bellinzonese
15 ore

Feste ai Grott a Pollegio

L'appuntamento è sabato 31 luglio
Mendrisiotto
15 ore

Acqua non potabile a Breggia, Casima e Campora

Le violenti precipitazioni della giornata di ieri hanno causato danni ingenti. Le autorità terranno informata la popolazione.
Bellinzonese
15 ore

Chiusura parziale delle strade per lavori in via Murate

Le opere di pavimentazione verranno eseguite tra lunedì 2 e venerdì 27 agosto
Locarnese
15 ore

Someo-Aarau di Coppa: è caccia al biglietto!

Cinquecento tagliandi sono a disposizione per la partita di Ferragosto prevista alla Pineta di Maggia. Aperti i punti vendita
Luganese
16 ore

Bissone, autostrada bloccata per uno scoscendimento

Una frana blocca la carreggiata in direzione Nord. Problemi anche a Gudo, interrotta la ferrovia fra Cadenazzo e Luino
Locarnese
16 ore

Ascona, il Football club in assemblea ordinaria

La seduta è prevista domani sera dalle 20.30 nella nuova sala della buvette al campo di calcio in Borgo
Locarnese
16 ore

Moghegno, festa patronale con grigliata ‘take away’

Messa e benedizione delle michette: ma per il pranzo sarà adottata una formula inedita
Locarnese
19 ore

Via Luini, nuovo ‘portamento’ per la mobilità del futuro

Locarno, ha cambiato faccia l'arteria che accoglie trasporto pubblico e privato, con un occhio di riguardo per pedoni e ciclisti
Luganese
20 ore

Comano, è di nuovo ricorso sulla casa per anziani consortile

Per i ricorrenti il progetto rimane problematico: ‘Un casermone-ghetto in contrasto con le leggi su sviluppo e pianificazione territoriale’
Ticino
 
13.03.2021 - 10:230

Dalla deregulation al caso Dpd: i pensieri di due economisti

Sergio Rossi e Matthias Finger si interrogano su cosa ha portato a certi abusi nel settore delle consegne, ma anche sul ruolo delle piattaforme di e-commerce

C’è una responsabilità d’impresa, ma anche una responsabilità ‘di sistema’ dietro ai presunti abusi ai danni degli autisti Dpd (straordinari non pagati, orari massacranti, intimidazioni che il colosso privato della consegna pacchi, stando al sindacato Unia, imporrebbe ormai da tempo). Se infatti ciascuna azienda compie le sue scelte, è innegabile che siano i meccanismi e le regole del settore – o la loro mancanza – ad agevolare certe storture. Col rischio che queste finiscano per intaccare anche altre imprese.

La caduta di certi diritti inizia da lontano secondo Sergio Rossi, professore ordinario di macroeconomia ed economia monetaria all’Università di Friburgo. Più precisamente da quando si pensò di ‘liberare’ il mercato postale dai vincoli del monopolio di Stato: «La parziale uscita del settore pubblico da questo tipo di attività risale agli anni Novanta. La parziale privatizzazione dei servizi delle Ptt portò a esternalizzare molte attività, cedendole appunto ai privati o mettendo pubblico e privato in concorrenza». La temperie economica del momento faceva infatti sperare che le privatizzazioni avrebbero aiutato a dinamizzare il mercato, aprendo a nuove imprese, correggendo gli abusi e le inefficienze effettivamente riscontrati, venendo incontro al cittadino-consumatore con servizi e tariffe più allettanti. Ma secondo Rossi «col passare degli anni possiamo concludere che non è stato così: i servizi sono peggiorati soprattutto nelle zone periferiche e il lavoro si è precarizzato, con il ricorso crescente a forme di lavoro temporaneo e su chiamata. Questo non solo nel privato, ma anche in quelle ex regie federali costrette a competervi, in una corsa al ribasso che investe anche le protezioni sociali e la qualità dell’impiego». Oggi insomma, per tornare ai casi di cronaca, «è Dpd che trascina verso il basso la Posta, mentre una volta semmai era il contrario: erano le condizioni garantite dal settore pubblico a costringere le imprese – in tutti i settori – a rispettarle pur di non perdere i loro collaboratori».

Tra Excel e Cipputi

Come capita al povero Cipputi disegnato da Altan, sono i lavoratori più deboli a venire colpiti nel modo peggiore da certi ombrelli: «Quando si riduce tutto a un calcolo costi/benefici, ossia quando si banalizza la gestione aziendale alla stregua di una tabella Excel, il lavoro diventa una risorsa come tutte le altre: un limone da spremere fino all’ultima goccia, per poi gettarlo. Esattamente quel che succede agli autisti, ma non solo a loro: anche i postini per stare al passo sono costretti a raggiungere degli obiettivi sempre più estenuanti sul numero di consegne. Si è reso merce non solo il lavoro, ma lo stesso lavoratore». Un po’ come in ‘Sorry We Missed You’, il film di Ken Loach che racconta le vicissitudini di un disoccupato inglese mentre cerca di reinventarsi come autista per una società di consegne.

Poi c’è chi se ne approfitta più di altri, certo, ma c’è anche un sistema che glielo permette, le cosiddette «condizioni-quadro»: «Occorrerebbe ripensare anzitutto salari minimi e contratti collettivi, per garantire i diritti dei lavoratori ed evitare tra le altre cose l’eccessivo ricorso ai contratti a tempo determinato. Perché va bene fare un po’ di gavetta, ma questa non può diventare una scusa per sfruttare le persone che lavorano».

Secondo Rossi, la risposta al sempiterno ‘Che fare?’ passa anche dalla ricostruzione della catena di responsabilità, quello che alcuni Paesi e cantoni cercano di fare con la multinazionale dei taxi Uber: «È fondamentale che i grandi gruppi siano considerati responsabili della filiera di subappaltatori che hanno a valle, come la giustizia ginevrina sta cercando di imporre a Uber». In effetti è proprio sui subappaltatori che Dpd rimpalla le contestazioni di eventuali abusi, in quella che agli osservatori più critici pare una specie di tattica dell’ognun per sé e Dio per tutti. Anche per l’economista «non è ammissibile esternalizzare i costi e internalizzare solo i profitti». Il problema è mettersi d’accordo sulle nuove regole in questa sorta di ‘re-regulation’: «Ciò richiederebbe una collaborazione globale invece della competizione tra Stati, competizione della quale le grandi imprese approfittano non solo per sfruttare il lavoro, ma anche per andare a caccia delle migliori condizioni fiscali».

Più in generale, per Rossi è ora di liberarsi da certi modelli che avrebbero fatto il loro tempo: «Si tratta anche di ripensare il ruolo dello Stato, staccandolo dall’ideologia che ne pretende sempre e comunque conti in pareggio se non addirittura in avanzo, anche quando a essere colpito da questo approccio è il livello d’impiego». Con tanti saluti alla signora Thatcher e ai suoi emuli (anche) elvetici: «Il fatto che lo Stato non si preoccupi più di assicurare la massima occupazione – un obiettivo ritenuto doveroso e scontato fino agli anni Ottanta – finisce per agevolare un modello aziendale basato solo sulla massimizzazione dei profitti. Ne risulta un divario crescente tra i salari del top management e quelli di tutti gli altri». Il tutto mascherato col cerone del moralismo: «Se ci sono dei disoccupati si pensa che sia colpa loro, magari perché non vogliono trasferirsi o imparare le lingue straniere; ma già John Maynard Keynes mostrava come la disoccupazione dipenda in gran parte da fattori strutturali, in particolare dal fatto che le aziende non assumono perché non riescono a vendere quello che hanno nei magazzini».

Comodità a doppio taglio

Intanto però – gli facciamo notare – a tutti noi fa molto comodo vedersi recapitata una cornucopia di merci sullo zerbino di casa, alla svelta e per pochi soldi. Lo si è visto bene durante questa pandemia. «Il problema – ribatte Rossi – è che per quanto efficiente e comodo per il consumatore sia questo sistema, prima o poi il nodo arriva al pettine: il deterioramento dei salari finisce per intaccare la nostra capacità di spesa, quindi ci costringe a risparmiare comprando prodotti più economici provenienti da altre nazioni. Questo a turno logora le capacità di impiego delle imprese locali, con un ulteriore impatto negativo sui redditi e quindi, ancora una volta, sui consumi. È un gatto che si morde la coda». Finché gli resta almeno quella.

Però i problemi con le vecchie regie c’erano, gli abusi anche, e in ogni caso è anacronistico pensare di rimettere il genio dei cambiamenti sociali e tecnologici nella sua bottiglia. Per Rossi d’altronde «non è il caso di demonizzare tout court i vantaggi ad esempio dell’innovazione tecnologica, ma si sarebbe potuto arrivare a un modello di privatizzazione diverso e più sostenibile. Il progresso tecnologico dovrebbe servire a far stare tutti meglio: dato che rende i lavoratori più produttivi, dovrebbe permettere anche salari più alti e orari di lavoro ridotti. Invece ad aumentare non sono i salari, ma i profitti e il capitale finanziario che non generano alcun indotto economico, né per l’occupazione né per la finanza pubblica». Nel 1930, Keynes si aspettava di lì a un secolo settimane lavorative da 15 ore per tutti. Certi autisti arriverebbero a lavorarne anche 14, ma in un giorno solo. Il futuro non è più quello di una volta.

IL NUOVO CHE AVANZA

Il prezzo lo fanno i colossi dell’e-commerce

Attenzione, però. Il deterioramento delle condizioni nel settore delle consegne non è solo il risultato di dinamiche interne al comparto: un ruolo fondamentale lo giocano le grandi piattaforme di e-commerce che attraversano quella fragile tela per raggiungere il consumatore finale, allettato dalle offerte e dalla comodità. Si tratta di dinamiche ‘di rete’ attentamente studiate da Matthias Finger, docente emerito al Collegio di management della tecnologia del Politecnico di Losanna e co-autore di un volume sul tema in uscita a maggio (‘The Rise of the New Network Industries’, Routledge).

Professore, cosa ci insegna il caso Dpd?

Quel che vediamo qui non è solo il comportamento riprovevole di una singola azienda. In cima a queste dinamiche stanno le grandi piattaforme dell’e-commerce come Amazon e Zalando, che esercitano una pressione enorme sui prezzi dei servizi di consegna: possono minacciare chi li fornisce di passare alla concorrenza se non ottengono sconti o addirittura, come nel caso di Amazon, costruire una rete di consegna per conto proprio. Le aziende come Posta o Dpd si trovano messe all’angolo. Mentre Amazon può offrire ai clienti la consegna gratuita scaricandone il costo reale sui fornitori e su chi effettua le consegne, questi ultimi possono tagliare i prezzi in un modo solo: tagliare anche il costo del lavoro, ovvero i salari, la variabile più importante in un settore a così alta intensità di manodopera. Alla fine, a pagare il prezzo maggiore sono insomma gli autisti.

La deregulation del settore postale ha spianato la strada alle grandi piattaforme di e-commerce?

Quando a livello mondiale si è liberalizzato il settore, negli anni Novanta, credo che ci fosse effettivamente bisogno di riforme per migliorare l’efficienza e garantire un maggiore dinamismo imprenditoriale. E in una certa misura questi obiettivi sono stati raggiunti. Quello che non sapevamo è che frammentando il settore lo avremmo reso più vulnerabile al potere di mercato delle piattaforme di e-commerce, che ora possono giocare al ‘divide et impera’ e realizzare quello che in fondo è il loro core business: coordinare sistemi frammentati. Frammentato o addirittura inesistente è anche il sistema di regole globali che servirebbe ad arginare questo strapotere.

Qualcuno sta provando a introdurre argini e controlli, però.

Gli Usa non fanno nulla, la Cina comanda a casa sua ma non ha nessun interesse a limitare la competitività delle sue aziende nel mondo, mentre l’Europa ci finisce nel mezzo. L’Unione europea sta facendo un serio sforzo di regolamentazione, ma è difficile ottenere qualcosa di fronte a enormi forze globali e senza neanche poter conoscere gli algoritmi così cruciali nella gestione del mercato. Peraltro si tratta di mercati nei quali il vincitore prende tutto, per cui non è facile spezzarne i monopoli come accaduto in passato per altri settori.

Ma siamo sicuri che la risposta al problema siano le regole? Non si rischia un irrigidimento nemico dell’innovazione?

Molti economisti neoliberisti prevedono che la soluzione arriverà da grandi cambiamenti tecnologici apportati da attori esterni, la cosiddetta disruption, e grazie al libero gioco delle forze di mercato. Personalmente, dubito molto che questo risolverà a breve i problemi delle aziende e dei lavoratori.

© Regiopress, All rights reserved