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30.05.2020 - 14:00

I Comuni frenano sui docenti di sostegno

La riforma delle scuole dell'infanzia ed elementari non trova il placet degli enti locali che chiedono di aspettare il progetto 'Ticino 2020'

“I Comuni sono contrari, in questo momento, a ogni misura che modifichi l’organizzazione, l’ordinamento e gli oneri per i Comuni e il Cantone nel settore delle Scuole comunali (infanzia ed elementari)”. Così in una lettera dell’Act (Associazione comuni ticinesi) e Ersl (Ente regionale per lo sviluppo del Luganese) inviata alla Commissione formazione e cultura del Gran Consiglio con la quale si declina fermamente l’invito per un’ulteriore audizione prevista per lunedì 8 giugno. Nella seduta la Commissione deciderà le sorti del messaggio M7704 del 28 agosto 2019 per la riforma della scuola dell’obbligo. Esso prevede l’introduzione della figura del docente d’appoggio nelle scuole dell’infanzia e di ridurre il numero massimo di allievi per sezione (da 25 a 22) nella scuola elementare. L’altra parte del messaggio prevede modifiche nella scuola media (introduzione di alcuni laboratori nel primo biennio, riduzione del numero massimo di allievi per sezione).

La posizione di Act e Ersl rischia di vanificare il miglioramento della scuola comunale, invocato in particolare dalle docenti di scuola dell’infanzia. In un primo tempo i rappresentanti dei Comuni contestavano la prospettata cantonalizzazione dei docenti di appoggio (80 nella scuola dell’infanzia): i costi a carico dei Comuni sarebbero stati - a regime - meno di un milione di franchi l’anno (800mila). Mantenendo invece la nomina comunale dei docenti di appoggio il costo annuale, per gli enti locali, salirebbe invece ad almeno 4,7 milioni di franchi. La Commissione formazione e cultura ha pertanto trovato la quadratura del cerchio: mantenere la nomina comunale dei docenti di appoggio e mettere a carico i costi comunque del Cantone. 

Ma Act ed Ersl non si sono smossi e chiedono alla Commissione formazione e cultura di sospendere “fintanto che non sarà raggiunto un accordo politico tra Cantone e Comuni sul progetto ‘Ticino 2020’”. Questo significa rinviare alle calende greche i miglioramenti per la scuola comunale. Insomma, si prospetta un dibattito acceso attorno a uno dei punti oggetto del patto politico trovato in seno al governo a inizio legislatura. Quelli già approvati riguardano l’adozione di un pacchetto fiscale e di uno sociale; quest’ultimo è stato approvato durante la seduta luganese del Gran Consiglio di questa settimana. La riforma fiscale invece è realtà da inizio anno.

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