Mostrano un aumento i dati aggiornati del comparto che ha un impatto economico rilevante destinato a lievitare con il centro al Campo Marzio

È attesa tra un paio di settimane la variante pianificatoria che poggia le basi per la realizzazione del Polo congressuale al Campo Marzio. Dopo l’approvazione del Municipio, dovrà passare l'esame del Cantone e nel 2027 potrebbe giungere sui banchi del Consiglio comunale. I passi avanti del dossier sono stati annunciati dal vicesindaco di Lugano Roberto Badaracco, che è intervenuto stamane all’Asilo Ciani nell’incontro promosso dall’Ente turistico del Luganese (Lugano Region) in collaborazione con la Città e il Ticino Convention Bureau. Un incontro durante il quale sono stati snocciolati i dati aggiornati del comparto congressuale, sul suo impatto economico per la destinazione e sulle prospettive di sviluppo strategico a livello infrastrutturale.
Dal canto suo, dopo l’intervento del vicesindaco, Rupen Nacaroglu, presidente di Lugano Region, ha delineato la visione alla base del percorso di comunicazione avviato congiuntamente tra le parti, evidenziando come il turismo congressuale rappresenti una leva strategica per garantire ricadute economiche importanti a Lugano. Ha inoltre sottolineato la necessità di dotarsi di nuove strutture all’avanguardia, capaci di sostenere una crescita sia quantitativa sia qualitativa del settore. Un settore «decisivo per il futuro della città». Del resto, le sue potenzialità sono grandissime ma non vengono ancora sfruttate al meglio. Pertanto occorrono investimenti perché, dopo la fine del segreto bancario, il turismo congressuale non è un segmento accessorio, ma rappresenta un moltiplicatore economico che porta benessere a tutti, ha messo in evidenza Nacaroglu.
Qualche numero significativo è stato presentato da Monica Besomi, Business Development Manager di Lugano Convention & Exhibition, Città di Lugano: nel 2025 il Palazzo dei Congressi ha ospitato ben 24 congressi (inclusi quelli di carattere regionale). Non solo. A livello di impatto economico 16 (su 24) – cinque di portata nazionale e undici internazionali – hanno generato un indotto economico diretto per la destinazione pari a 18 milioni di franchi, e oltre 33 milioni complessivamente. La stima dei risultati è stata ricavata grazie allo strumento dello Swiss Event Impact Calculator.
Rispetto al 2024, la crescita è stata importante anche grazie al congresso sui linfomi che si svolge a Lugano ogni due anni. I risultati sono di tutto rispetto e confermano la capacità del comparto di generare valore concreto non solo per le infrastrutture cittadine, ma in particolare per il settore alberghiero, la ristorazione, i servizi e il commercio locale, contribuendo in modo significativo allo sviluppo economico e alla destagionalizzazione dei flussi turistici, nonché al posizionamento strategico di Lugano tra Nord e Sud delle Alpi.
C’è un gran lavoro che può durare anni, spesso dietro le quinte, di preparazione per attirare i congressi in città. Besomi, quale storia di successo, ha evocato il congresso ISPCAN che si svolgerà nel 2027 sulle problematiche relative alla tutela dell’infanzia. Un congresso acquisito anche grazie alla dottoressa Myriam Caranzano, quale Ambassador, e al Comitato scientifico supportato da cinque professori e ricercatori di Usi e Supsi. Un congresso che ha comportato nove mesi di lavoro, 33 pagine di dossier di candidatura e si stima che possa avere un impatto economico di 1,8 milioni di franchi.
Samuel Righetti, coordinatore del Ticino Convention Bureau, ha illustrato il ruolo del centro di competenze nella promozione del turismo d’affari nella destinazione: «Il Ticino Convention Bureau promuove tutti i segmenti MICE, con un focus particolare su eventi aziendali, viaggi incentive e riunioni, ambiti in cui l’offerta territoriale è particolarmente consolidata e competitiva. Per quanto riguarda il turismo congressuale internazionale, operiamo in stretta collaborazione con Lugano Convention & Exhibition, consapevoli che le attuali caratteristiche infrastrutturali del Palazzo dei Congressi influenzano la possibilità di ospitare eventi simultanei e di ampia portata. A livello di cifre, gli eventi sono stati 134 (+30% rispetto al 2024), di cui 44 nella regione di Lugano e l’indotto economico stimato è pari a 4,66 milioni di franchi (due solo nella regione del Luganese).
«In quest’ottica, lo sviluppo di infrastrutture più flessibili e di una maggiore disponibilità di camere per la clientela business rappresenta un elemento chiave per accompagnare la crescita futura del settore», ha detto Righetti. In tale contesto, le attività di acquisizione promosse da Lugano Convention & Exhibition – dalla presenza qualificata a fiere e appuntamenti di settore al rafforzamento del network territoriale attraverso l’Ambassador Program, che coinvolge attualmente oltre cento esponenti del mondo accademico, medico ed economico cantonale – risultano determinanti per attrarre nuovi congressi. Tuttavia, si rilevano alcune criticità strutturali dell’attuale Palazzo dei Congressi, legate alla sua doppia funzione di centro civico e congressuale, alla limitata modularità degli spazi e a vincoli logistici che non consentono un’ottimale contemporaneità degli eventi.
Ecco perché, per rispondere alle esigenze e sostenere la crescita del settore congressuale nel lungo periodo, la Città di Lugano guarda con visione strategica al progetto del Polo turistico congressuale al Campo Marzio Nord.