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25.05.2020 - 20:280

Nove milioni di utile per l'Aet dopo quattro anni di perdite

Il futuro sarà però caratterizzato dall'incertezza: bisognerà ad esempio tener conto della crisi legata al coronavirus e dell'apertura del mercato energetico

«Finalmente quest'anno posso presentare cifre nere». Giovanni Leonardi, presidente del Cda dell'Azienda elettrica ticinese (Aet) è soddisfatto dell'utile di 9 milioni di franchi registrato nel 2019. Si tratta del primo risultato positivo dopo quattro anni di perdite. Tuttavia, l'emergenza coronavirus e il relativo calo dei consumi e dei prezzi genera «grandi incertezze: dovremo mantenere la guardia molto alta», ha precisato oggi Leonardi durante la tradizionale conferenza stampa annuale dedicata ai risultati dell'esercizio.

Oltre ai nove milioni di utile (nel 2018 era ancora stata riscontrata una perdita di due milioni), nel 2019 l'Aet ha registrato una cifra d'affari di 1,017 miliardi di franchi (+17%) e un risultato operativo di 16 milioni (+31 milioni). Un risultato che ha beneficiato, tra l'altro, di un aumento del 15% rispetto alla media decennale della produzione di energia idroelettrica, in particolare grazie alle abbondanti precipitazioni primaverili e autunnali. Concretamente, sono state originate 1'086 gigawattora che corrispondono a circa un terzo del consumo totale in Ticino. Se queste da un lato sono «buone notizie», dall'altro «nel 2019 abbiamo riscontrato una forte contrazione dei prezzi rispetto all'anno precedente: in Svizzera sono calati del 21%», ha rilevato il presidente del Cda. Ciononostante, la decrescita dei prezzi «non ha influenzato particolarmente i conti 2019 di Aet, perché le vendite di energia vengono effettuate in anticipo», ha precisato da parte sua Flavio Kurzo, responsabile delle finanze. A causa dell'emergenza coronavirus tra marzo e aprile in Ticino è però stato riscontrato una riduzione del consumo tra il 20 e il 30%, ha aggiunto il direttore dell'Aet Roberto Pronini che per il futuro si aspetta prezzi all'ingrosso nettamente più bassi rispetto quelli del 2018. Ciò avrà sicuramente «un impatto sui risultati» dei prossimi anni. 

Christian Vitta: 'Obiettivo raggiunto'

Alla conferenza stampa era presente anche il consigliere di Stato Christian Vitta: «Innanzitutto va sottolineato che l'Aet si era prefissata nella scorsa legislatura l’obiettivo del pareggio dei conti e oggi possiamo dire con soddisfazione che è tornata in cifre positive», sottolinea il direttore del Dipartimento delle finanze e dell'economia, aggiungendo che si tratta di «un obiettivo importante in un contesto di mercato non facile». Resta il fatto che questi risultati positivi si inseriscono in «una situazione di forte incertezza per il 2020 legata alla crisi del coronavirus». Ma che impatto avrà questa crisi? «Vi è stata una discesa dei prezzi e dei consumi. Dovremo quindi osservare nei prossimi mesi come evolverà l’andamento economico e se vi saranno dei cambiamenti delle abitudini della società con un conseguente mutamento dei consumi di energia elettrica».

Il futuro prossimo sarà poi caratterizzato da ulteriori sfide come la liberalizzazione del mercato dell'energia (il relativo progetto di revisione di legge del Consiglio federale è a vaglio del parlamento) o la transizione da fonti fossili a fonti rinnovabili. Su quest'ultimo punto, Vitta ha ricordato che in Ticino «quasi la totalità dell'energia elettrica prodotta è di origine rinnovabile». E ciò è «è coerente con la strategia energetica 2050 della Confederazione» e permette «di porre le migliori basi per il proseguimento di una politica energetica sostenibile e sicura». Proprio la sicurezza dell'approvvigionamento potrebbe però divenire problematica con l'apertura del mercato: «Questa crisi ha messo in evidenza come in determinati settori strategici è importante non avere una dipendenza eccessiva dall’estero», dice il Consigliere di Stato da noi interpellato a margine della conferenza stampa. «Le discussioni a livello federale dovranno quindi tenere conto del carattere strategico del settore energetico».

Difficoltà nell'approvvigionamento sono anche previste in particolare d'inverno a causa dell'uscita progressiva dal nucleare: «Abbiamo individuato due impianti che potrebbero essere ampliati» per istituire una riserva di stoccaggio invernale, ha sottolineato Leonardi. Si tratta di quello «della diga del Sambuco» situata nel comune di Lavizzara e «della diga del Sella sul San Gottardo». 

Per valorizzare il settore idroelettrico ticinese vi è poi la strategia per concretizzare la riversione delle centrali, permettendo così al Cantone di tornare pienamente propietario degli impianti idroelettrici in concessione alle grandi aziende partner d'Oltregottardo. Concessioni che inizieranno a scadere dal 2035, «ma dobbiamo già iniziare con tutti i lavori preparatori», afferma Vitta. Considerando poi che «nei prossimi anni ci attendono momenti impegnativi e difficili dal profilo delle finanze cantonali» anche la «salvaguardia dei canoni d'acqua» assumerà «una rilevanza ancora maggiore». 

Concorso fotografico: 'La nostra estate in Ticino'

Vitta ha anche presentato una nuova iniziativa volta a promuovere il turismo locale. Si tratta di un concorso fotografico promosso dall'Aet intitolato 'La nostra estate in Ticino'. «Tutti i ticinesi sono invitati a scattare foto delle proprie vacanze nel nostro cantone e di pubblicarle sul sito laviadellenergia.ch» a partire dal 20 giugno al 2 settembre. Gli scatti migliori saranno ricompensati con premi che permetteranno di beneficiare di vantaggi sul nostro territorio anche nel periodo autunnale e invernale».

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