Ti-Press
Ticino
24.04.2019 - 06:000
Aggiornamento : 12:26

Il Sole sonnecchia, ma niente era glaciale in vista

Si prevede un ciclo solare fiacco: il secondo di fila. Gli esperti ticinesi: 'Non è certo'. Gaia (Meteo): 'Non risolverà comunque il problema climatico'

Diciamolo subito: molto probabilmente non stiamo andando verso una mini era glaciale. Per buona pace di chi propaganda questa possibilità con post e video su internet. E no, un Sole poco attivo non ci salverà verosimilmente dal guaio climatico in cui ci siamo cacciati. Anzi, potrebbe addirittura avere un effetto boomerang.

È però vero che la nostra stella, fornitrice di tutta l’energia disponibile sulla Terra, sta attraversando un periodo di fiacca: niente o pochissime macchie. Siamo infatti nella fase del cosiddetto minimo di attività di un ciclo preceduto da un massimo comunque decisamente sottotono. E, stando agli scienziati che studiano il fenomeno, anche il prossimo ciclo di undici anni – il Sole aumenta e diminuisce la sua attività con questo periodo mostrando sulla superficie rispettivamente più e meno macchie (di regola) – dovrebbe presentare caratteristiche analoghe. Una predizione che ha indotto qualcuno a pensare che si stia andando verso una situazione simile a quella registrata tra il 1645 e il 1715, denominata ‘minimo di Maunder’, situato proprio al centro della cosiddetta ‘piccola era glaciale’, con un Sole appunto scarsamente maculato. Tuttavia gli esperti della ‘National Oceanic and Atmospheric Administration’ (Noaa) durante un recente convegno sono stati chiari: anche se l’attività solare è rallentata, non vi sono indicazioni che si vada verso un altro minimo di Maunder, come si legge su https://spaceweatherarchive.com/2019/04/10/experts-predict-the-solar-cycle/.

«All’edizione 2019 dello ‘Space weather workshop’, svoltasi dal 1° al 5 aprile in Colorado, hanno partecipato ricercatori non solo del Noaa, ma anche della Nasa, dell’International space environment services e di enti di altri Paesi – ricorda Michele Bianda, direttore dell’Irsol, l’Istituto ricerche solari Locarno –. Ebbene, dati i vari modelli predittivi, basati su criteri diversi, il prossimo ciclo solare, il 25esimo, sarà molto simile a quello attuale, con un massimo piuttosto debole, preceduto da un lungo, profondo minimo, come ha dichiarato Lisa Upton, astrofisica solare e corresponsabile del workshop. Ma soprattutto, ha aggiunto Upton, non ci sono al momento indicazioni che portino a pensare a un nuovo minimo di Maunder».

Spiega a sua volta Marco Gaia, responsabile di MeteoSvizzera Locarno Monti. «L’abbassamento delle temperature che diede origine alla Piccola era glaciale iniziò prima e terminò dopo il minimo, per cui la relazione fra i due eventi è tuttora soggetta ad analisi». E sul fatto che la possibile diminuzione dell’attività solare ci salvi dal riscaldamento globale, Gaia è pessimista: «Le variazioni di energia provenienti dal Sole non giustificano l’ampiezza del riscaldamento in atto. Con le conoscenze a nostra disposizione, la diminuzione di energia solare necessaria a bloccare il riscaldamento dovrebbe essere ben più di quella legata al ciclo delle macchie solari. E anche se ciò dovesse avvenire, attenzione: potremmo credere che il peggio sia passato e continuare a emettere gas ad effetto serra. Dimenticandoci però che, prima o poi, il ciclo del Sole ripartirà. Con conseguenze ben più gravi».

Vi è poi un altro aspetto da considerare, secondo Sergio Cortesi. «C’è da dire – annota l’ex direttore della Specola solare ticinese, l’osservatorio astronomico di Locarno Monti dove dal 1957, nuvole permettendo, si monitorano le macchie del Sole – che le cause dei cicli solari, legati all’attività del campo magnetico interno all’astro, non sono ancora ben conosciute. Per cui fare previsioni a lungo termine sull’andamento dei cicli è arduo». Sulla stessa lunghezza d’onda l’attuale direttore della Specola Marco Cagnotti: «La fisica solare è una fisica osservativa, è quindi assai difficile elaborare modelli che consentano di fare previsioni attendibili. C’era chi sosteneva che l’attuale sarebbe stato un ciclo molto intenso e chi, indovinando, molto modesto. È assolutamente prematuro affermare che si va verso un nuovo minimo di Maunder. Ora siamo al minimo di attività solare, se si prolungherà di almeno 3/4 anni, allora il sospetto può sorgere».

Potrebbe interessarti anche
Tags
attività
ciclo
sole
minimo
maunder
minimo maunder
macchie
direttore
locarno
energia
© Regiopress, All rights reserved