Mendrisiotto

Tagli di Ffs Cargo, Berna non si esprime. ‘Sono scelte aziendali’

Albert Rösti risponde alla risoluzione parlamentare contro lo smantellamento in Ticino, ma non lascia margini a un possibile cambiamento strategico

La politica di trasferimento? ‘Adeguata’
(Ti-Press)
14 settembre 2026
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Nessun ‘salvagente’ da Berna per il Ticino, preoccupato per il futuro del traffico merci. Confermata la centralità del cantone lungo il corridoio nord-sud, non si vede un margine affinché Ffs Cargo faccia retromarcia o affinché il governo federale intervenga in tal senso. La missiva recapitata nel corso dell’estate alla presidente del Gran Consiglio Daria Lepori è chiara. Il capo del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni, Albert Rösti, riconferma la volontà di applicare le leggi in vigore e di essere conseguenti alle condizioni quadro previste.

La risoluzione parlamentare contro lo smantellamento di Ffs Cargo in Ticino indirizzata a Palazzo federale a maggio sperava di smuovere la politica davanti ai tagli operati tra il 2025 e quest'anno dalle Ferrovie, prima nell'ambito del trasporto combinato poi in quello dei carri isolati. Sulle misure relative al personale, fa sapere Rösti, "non ci è possibile esprimerci, trattandosi di decisioni aziendali di competenza delle Ffs, sulle quali il Consiglio federale non esercita alcuna influenza diretta". In effetti, si precisa ancora nello scritto, "l'Esecutivo indirizza l'attività delle Ffs tramite gli obiettivi del proprietario. Alla Confederazione e alla politica spetta il compito di creare condizioni quadro attrattive, entro le quali opera il mercato". Il governo dichiara in ogni caso la sua "soddisfazione" per l'assenza di licenziamenti in Ticino e per la possibilità offerta al personale di essere ricollocato, oltre al fatto che "più della metà delle persone coinvolte continuerà a lavorare presso le Ffs nel settore del traffico merci".

Nessun cambiamento in vista pure sul versante del trasferimento del traffico merci dalla gomma alla rotaia sull'arco alpino. Il Consiglio federale, si legge nella lettera, ritiene che "gli strumenti e le misure attualmente in vigore per la promozione del traffico merci su rotaia siano in linea di massima adeguati a garantire l'attuazione delle disposizioni costituzionali". Quanto al viavai interno, a oggi non vi è alcun mandato; anche perché, come si ricorda, "il parlamento, nell'ambito della revisione totale della legge sul trasporto di merci, ha rinunciato all'introduzione di un obiettivo di trasferimento per il traffico merci interno".

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