Piero Marchesi (Udc) e Simone Gianini (Plr) chiedono lumi al Consiglio federale in merito agli impianti semaforici attivati recentemente

I malumori generati dai nuovi semafori tra Cadenazzo e Quartino arrivano fino a Berna. I consiglieri nazionali ticinesi Piero Marchesi (Udc) e Simone Gianini (Plr) pongono infatti quesiti al Consiglio federale che dovrebbe rispondere lunedì prossimo durante l'ora delle domande nell'ambito della sessione delle Camere. Ricordiamo che, sul tema, pure a livello cantonale è pendente un'interrogazione interpartitica – primo firmatario Claudio Isabella (Centro) – nella quale si segnala “un peggioramento delle condizioni di circolazione, caratterizzato da un aumento delle code e dei tempi di percorrenza”.
Marchesi ricorda che nel 2022 aveva già chiesto lumi al governo federale sulla questione: allora aveva sottolineato che il 19 maggio 2019 il 73,1% dei ticinesi aveva bocciato il credito di 3,3 milioni per l'installazione di semafori proprio lungo la strada cantonale tra Cadenazzo e Quartino. Nel 2020 la gestione della strada in questione era però passata nelle mani della Confederazione e più precisamente dell'Ufficio federale delle strade. Ustra che – in attesa della realizzazione del collegamento autostradale Bellinzona-Locarno – aveva poi riproposto di posare impianti semaforici lungo la tratta. Provvedimenti che per il Consiglio federale avrebbero dovuto “fluidificare il traffico”. Marchesi fa però notare che “i primi riscontri indicano invece più colonne, maggiori attese e continui stop and go, con aumenti importanti dei tempi di percorrenza”. Chiede quindi al governo come valuti “questo preoccupante peggioramento” e se “intende sospendere l’estensione del progetto fino a Quartino e intervenire con i necessari correttivi”.
Da parte sua Gianini domanda al Consiglio federale se tra Bellinzona e Locarno la “gestione semaforica sia (o perlomeno diventerà) efficace”, se vi siano margini di miglioramento e, in caso affermativo, “grazie a quale strategia (interventi concreti)”. Sul tema il consigliere nazionale Plr ha anche depositato un'interpellanza con la quale mira a ottenere dal governo risposte più approfondite: chiede quindi, fra l'altro, lumi sui primi riscontri, se e come vada completato il sistema di gestione del traffico, se vi siano dati su colonne e tempi di percorrenza rispetto alla situazione precedente, se sia prevista una rivalutazione della sincronizzazione o altre misure volte a migliorare la fluidità del traffico durante le ore di punta, se l’obbligo di svolta a destra per chi proviene dalla Stradonino non penalizzi eccessivamente gli utenti dei Comuni e dei quartieri di sponda destra diretti verso l’autostrada o i centri commerciali di Sant’Antonino e, non da ultimo, a che punto si trovi la progettazione del collegamento autostradale A2-A13.