Interrogazione interpartitica sollecita il Municipio di Mendrisio a migliorare e a offrire alle nuove generazioni le migliori condizioni per crescere

“Valorizzare quanto già esiste, rafforzare le reti presenti sul territorio e promuovere, insieme ai cittadini, una cultura del buon trattamento capace di accompagnare le famiglie e offrire alle nuove generazioni le migliori condizioni per crescere”: sono gli auspici espressi in coda all’interrogazione interpartitica presentata al Municipio di Mendrisio oggi, nel giorno in cui entra in vigore la modifica del Codice civile svizzero, che impone un’educazione senza violenza per ogni bambina e ogni bambino.
Una modifica considerata dai firmatari dell’atto “un passo importante nell’evoluzione della nostra società, che si inserisce nel solco della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e delle più recenti conoscenze scientifiche sullo sviluppo dei bambini”. La revisione del Codice civile prevede che i Cantoni garantiscano un accesso adeguato ai servizi di consulenza, sostegno e accompagnamento per genitori, bambini, bambine e adolescenti. A loro volta, i Comuni sono coinvolti. Gli interroganti sottolineano “la ricca rete di scuole, servizi, associazioni, società sportive, realtà culturali e professionisti che ogni giorno contribuiscono al benessere dell’infanzia e dell’adolescenza” di Mendrisio. Il nuovo articolo “rappresenta un’occasione preziosa per riflettere insieme sul ruolo che una comunità può svolgere nell’accompagnare le famiglie e nel promuovere una cultura del rispetto e del buon trattamento. Le politiche familiari non possono limitarsi a intervenire quando emergono situazioni di disagio. Sono chiamate soprattutto a creare le condizioni affinché le famiglie possano sentirsi sostenute, accompagnate e valorizzate nel proprio ruolo educativo”.
I consiglieri comunali di Mendrisio che hanno firmato l’atto ritengono che l’educazione non sia una responsabilità esclusivamente privata, ma una responsabilità condivisa che coinvolge l’intera comunità. Istituzioni, scuola, servizi, associazioni, mondo dello sport, realtà culturali e cittadini possono contribuire, ciascuno nel proprio ruolo, a costruire un ambiente nel quale bambine, bambini e adolescenti possano crescere sentendosi accolti, ascoltati, rispettati e al sicuro”. Ecco perché chiedono al Municipio di approfondire la portata del nuovo articolo, la collaborazione con realtà attive sul territorio, in campagne di sensibilizzazione, incontri pubblici, eventi, percorsi partecipativi o altre iniziative dedicate al tema del buon trattamento dell’infanzia e del sostegno alla genitorialità e di valutare l'adesione o la promozione di un percorso che riconosca Mendrisio come ‘Città che promuove il buon trattamento dell'infanzia’.