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Visioni diverse (Ti-Press)
24.11.2020 - 19:27
Aggiornamento: 19:48

Frattura tra Ente ospedaliero e Cure domiciliari: 'Motivata'

Il direttore del Dss Raffaele De Rosa risponde al Movimento per il Socialismo. Anche un tentativo di riavvicinamento ad agosto è fallito

Il primo a vedere di buon occhio l'intesa fra l'Ente ospedaliero cantonale (Eoc) e il Servizio assistenza e cura a domicilio (Sacd) era il direttore del Dipartimento sanità e socialità (Dss) Raffaele De Rosa. Dell'accordo preliminare in discussione da alcuni anni, però, non se ne è fatto nulla. Tant'è che il luglio scorso l'Eoc ha inviato la disdetta all'Acd, l'Associazione assistenza e cura a domicilio; che dal canto suo non ha voluto saperne di traslocare all'interno della nuova ala dell'Ospedale regionale di Mendrisio, oggi in costruzione. De Rosa, incalzato dalla deputata Mps Simona Arigoni Zürcher, (autrice di una interpellanza) ha però difeso le ragioni dell'Ente.

La co-gestione del Reparto acuto di minor intensità (Rami), previsto al terzo piano del futuro edificio e dotato di 30 posti letto, auspicata dal Sacd, era «impossibile» ha spiegato il Consigliere di Stato, e per tre ragioni. La prima è di carattere legale - e vincolata al voto popolare del 5 giugno 2016, contrario alla collaborazione strutturata fra l’Ente e terzi -; la seconda è di natura operativa - sarà applicato il modello ospedaliero, anche nella gestione del personale -; e la terza è legata all'aspetto finanziario. In effetti, non potendo omologare le prestazioni delle cure domiciliari a quelle del reparto, i costi sarebbero ricaduti, si è fatto notare, sull'Ente.

Sta di fatto che in agosto, ha reso noto De Rosa, il Dss ha incontrato una delegazione dell'Associazione, rinnovando (a parità di condizioni e oneri) l'offerta di affittare gli spazi nella nuova ala e rilanciando la volontà di collaborare grazie alla possibilità di operare a stretto contatto. La soluzione logistica sarebbe stata «un primo passo verso il concetto di cure integrate», ha commentato il direttore, con particolare attenzione agli anziani e al loro accompagnamento a casa dopo un ricovero e all'opportunità di avvicinare la struttura ospedaliera al territorio. L'Acd, però, ha declinato l'invito, a risultare indigesto il fatto di mettere sullo stesso piano i servizi domiciliari pubblici e privati.

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