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22.07.2020 - 19:04

InterCity nel Mendrisiotto, fronte compatto (con sostegno)

Il futuro delle fermate dei treni a lunga percorrenza a Mendrisio e Chiasso passa anche da... Bellinzona: dal Cantone apertura al dialogo

di Stefano Lippmann e Daniela Carugati
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Ti-Press

I chilometri di rotaie da percorrere sono ancora molti. Ma sul treno, il Mendrisiotto, non è solo. A stretto giro di posta, infatti, il Dipartimento del territorio ha risposto 'presente'. Sul piatto, d'altronde, c'è il futuro dei treni a lunga percorrenza, gli InterCity (Ic), i quali potrebbero vedere le stazioni di Chiasso e Mendrisio solo 'dal finestrino'. Preoccupazioni che il Distretto (capofila i sindaci di Chiasso e Mendrisio), ma anche Astuti (l'Associazione ticinese utenti dei trasporti pubblici), la Commissione regionale dei trasporti del Mendrisiotto e Basso Ceresio (Crtm) e l'Ente regionale di sviluppo, hanno manifestato nero su bianco, venerdì scorso, in una lettera inviata al Consiglio di Stato, all'Ufficio federale dei trasporti, alle Ffs e a Tilo. E la risposta del Cantone non si è fatta attendere. Quest'oggi a Bellinzona, infatti, il consigliere di Stato Claudio Zali ha incontrato la delegazione momò composta da Andrea Rigamonti e Sergio Bernasconi (presidente e vice presidente Crtm), dai sindaci Bruno Arrigoni e Samuele Cavadini e, per finire, dal presidente di Astuti Fabio Canevascini. 

«Il nostro scritto ha ottenuto un immediato riscontro, e questo è positivo» commenta, da noi interpellato a fine incontro, Andrea Rigamonti. Presidente che, non nasconde, si compiace nell'aver trovato un «fronte compatto a difesa delle due stazioni». Da Bellinzona «abbiamo ottenuto sostegno per quanto riguarda il mantenimento dell'attuale numero di corse da e per la Svizzera». Già, perché il progetto orario 2020-2021 prevedeva un ulteriore taglio per il Mendrisiotto (secondo i piani, infatti, dal 2021 è previsto solo un Ic in partenza da Chiasso alle 17.30). 

'Solide argomentazioni'

Altro aspetto 'rivendicato' dal Distretto, era quello di istituire un tavolo di lavoro «affinché si consolidi una visione sul lungo periodo circa il mantenimento delle due fermate per i treni a lunga percorrenza, con cadenza oraria lungo l'arco di tutta la giornata». Rigamonti, su quest'aspetto, non nasconde un problema: «Levando ogni anno delle corse ci ritroveremo senza più collegamenti diretti perla Svizzera». Anche da qui, dunque, le rivendicazioni sottolineate nella missiva. E, in tal senso, non mancano le «solide argomentazioni» per il mantenimento delle fermate per questo tipo di convogli. Punto primo, sottolinea, «così facendo non beneficiamo in alcun modo dei tempi di percorrenza che si verificheranno dopo l'entrata in funzione della galleria di base del Ceneri». Con il mantenimento di queste corse, inoltre, «si potrebbe sgravare ulteriormente i treni Tilo, oggi saturi. Sul nostro territorio – aggiunge ancora – ci sono diverse aziende importanti che necessitano di condizioni quadro interessanti tra le quali anche i collegamenti con il resto della Svizzera». E poi, non va dimenticato, «nei prossimi anni si apriranno due importanti realtà scolastiche a Mendrisio e a Chiasso (Supsi e Scuola della moda) con, dunque, un importante numero di studenti in arrivo anche dal resto della Svizzera». Infine, il turismo: «c'è un enorme potenziale turistico inesplorato ma finché non creiamo l'offerta non sapremo mai se c'è una richiesta».

Argomenti che la delegazione momò ha condiviso con il Cantone. Prossimo passo, dunque, «consolidarli e portarli alle Ferrovie in maniera tale che si convincano della necessità di questi treni». Prossimo passo sulla tabella di marcia sarà quello di creare un tavolo di lavoro che vada in questa direzione. «E su questo il ministro Zali ha detto che è pronto a stimolarne la creazione». I partecipanti dovranno ancora essere definiti, ma l'auspicio è che si cominci a lavorare già in autunno. 

 'Apertura al dialogo'

Il sindaco di Mendrisio Samuele Cavadini ha lasciato Palazzo delle Orsoline con qualche speranza in più per il futuro del Distretto. «Le nostre preoccupazioni – conferma a 'laRegione' – sono state recepite dal direttore del Dt Claudio Zali. Le richieste a cui ha dato voce la lettera congiunta coordinata dalla Crtm e sottoscritta da entrambi i poli, Astuti ed Ente regionale per lo sviluppo saranno prese seriamente in considerazione. Quindi ci si adopererà a livello cantonale per rispondere alle nostre sollecitazioni. Sia chiaro – ribadisce Cavadini –, il primo obiettivo è quello di mantenere le fermate dei treni a lunga percorrenza nel Mendrisiotto».
La regione rivendica, quindi, tutto il suo peso. «Tra gli agglomerati importanti del cantone va tenuto presente anche il nostro Distretto, che sa autodeterminarsi». Come dire che il Mendrisiotto non intende essere 'solo' una appendice di Lugano, così come è stato iscritto nel 'Progetto territoriale svizzera'. «Siamo una realtà – da 50mila abitanti, ndr – che al pari di Lugano ha tutto il diritto di essere messo in rete con il resto della Svizzera. E lo dico da sindaco del capoluogo».

Gli utenti del trasporto pubblico, dal canto loro, incrociano le dita. «Ci ha fatto piacere constatare – ci dice Fabio Canevascini, presidente di Astuti, l'Associazione ticinese degli utenti dei trasporti pubblici – che da parte del Cantone c'è apertura al dialogo». L'auspicio, a questo punto, è che si trovino anche altre porte aperte, sul piano federale.

Leggi anche:

'Gli Intercity nel Mendrisiotto sono un'offerta indispensabile'

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