Il ricordo degli amici e colleghi. Lei una capace architetta, lui un gran lavoratore con un problema di alcol: prima la serata al Rabadan, poi la tragedia

Erano da poco diventati marito e moglie, convolati a nozze nell’autunno 2024 dopo precedenti esperienze coniugali e con due figli a testa. Entrambi cittadini svizzeri, 57 anni lui e 47 lei, sono le vittime del fatto di sangue avvenuto la notte scorsa nella loro abitazione di via Nos 4 a Gnosca. Quello che sembra essere un caso di femminicidio-suicidio sconcerta i conoscenti di entrambi. Un amico di lui ci spiega di aver trascorso insieme ad Arbedo una parte della serata pre-Rabadan; poi il 57enne si è recato da solo al Carnevale e ne sarebbe uscito molto provato dall’alcol. Infatti è stato riaccompagnato a casa da un conoscente che lo ha lasciato davanti all’uscio verso le 3. Dopo alcuni minuti si è consumato il dramma che gli inquirenti stanno cercando di ricostruire.
In un comunicato trasmesso nel pomeriggio il Ministero pubblico e la Polizia cantonale specificano che in base a una prima ricostruzione vi è stato dapprima il decesso della donna; il marito è morto dopo a causa di una ferita da arma da fuoco. Non è però ancora possibile stabilire se sia stata lei a sparare a lui prima di morire, o se lui si sia suicidato dopo aver ammazzato lei. Gli approfondimenti per chiarire la dinamica dei fatti proseguono attraverso i rilievi tecnico-scientifici, la ricerca di tracce forensi, le verifiche medico-legali e la raccolta di testimonianze. Gli accertamenti non hanno al momento fatto emergere evidenze del coinvolgimento di altre persone. L'inchiesta è coordinata dalla procuratrice pubblica Veronica Lipari.
Lei era architetta di professione, assunta in dicembre da uno studio di Bellinzona: «Era una professionista coi fiocchi», ci spiega il titolare Amedeo Menegaz: «Rigorosa, capace, riservata, la più ‘anziana’ di tutti noi. Purtroppo in appena tre mesi di collaborazione non siamo riusciti a instaurare un rapporto approfondito. Ma c’era rispetto e siamo tutti molto addolorati e scioccati. Oggi ho spedito i collaboratori a casa. Impossibile lavorare con questo peso sul cuore». Prima di dicembre l'architetta, originaria di Monte Carasso e in passato di casa a Lumino, aveva anche operato come perita per qualche Comune della regione. Poi un periodo di disoccupazione e infine la nuova esperienza professionale, assunta all’80%: «Non portava al lavoro eventuali suoi problemi privati e per me era un’ottima persona. Ci mancherà molto».
Anche gli amici di lui serbano del 57enne un ottimo ricordo. Uno in particolare, il titolare del Bar Incontro di Bellinzona. «Era una persona fantastica, d’altri tempi, come se ne vedono in giro poche», ci racconta Michele Gabuzzi: «Il classico uomo da ‘scarpe grosse e cervello fino’. Un gran lavoratore, forse troppo, sempre disponibile. Siamo cresciuti insieme giocando a hockey nei Giovani discatori della turrita. Aveva un fisico possente, una vera forza della natura». Negli ultimi giorni, in vista del Rabadan, «come ogni anno era stato qui ad aiutarmi per allestire il bar. Arrivava e si metteva all’opera, senza tanti fronzoli. Una persona riservata, poche parole e tanti fatti. Un vero amico. Proprio nel novembre 2024 avevamo organizzato qui da me la festicciola per il loro matrimonio».
In precedenza proprio il suo stile di vita aveva incrinato i rapporti con due mogli da cui aveva divorziato. Stando a nostre informazioni, in un paio di relazioni c’erano stati episodi di violenza domestica che avevano comportato la presa a carico delle vittime. Quindi il terzo matrimonio. «Posso solo assicurare – prosegue Gabuzzi – che aveva un animo gentilissimo, il quale cozzava con l’immagine esteriore. Un toro dal cuore d’oro che dopo il liceo non aveva voluto proseguire gli studi, lanciandosi in una lunga serie di attività professionali. Per tanti anni ha fatto il camionista, poi si è dato al giardinaggio, ha costruito piscine, ha gestito la manutenzione della strada che porta ai monti di Gorduno. Infine ha abbracciato la viticoltura».
In effetti il 57enne aveva preso in affitto parecchi vigneti da Malvaglia a Gudo che gestiva in prima persona vinificando lui stesso l’uva, con una buona qualità. In questo ultimo ambito aveva beneficiato di un aggancio di peso, uno zio deceduto nel 2023 che per tanti anni ha retto le sorti di Federviti nel Bellinzonese. «Ora è in corso il Rabadan, un momento che dovrebbe essere di gioia per tutti, ma che in realtà mi rattrista – conclude Gabuzzi – perché risulta difficile elaborare la gravità di quanto accaduto. Una doppia triste fine per me inspiegabile». Un altro amico di lunga data, pure sentito dalla redazione, parla di problemi con l’alcol «che hanno comportato più volte il ritiro della patente di camion e auto. Inoltre quando alzava il gomito poteva reagire bruscamente e in effetti in passato non sono mancati episodi tesi con gli agenti di polizia». Non da ultimo «recentemente si erano aggiunte difficoltà finanziarie». Insomma «una gran bella persona ma con un problema di fondo, quello dell'alcol, che talvolta non sapeva gestire».