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‘Non devono fermarsi a Lugano ma continuare verso Mendrisio e Chiasso’ (archivio Ti-Press)
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21.07.2020 - 17:19
Aggiornamento: 17:49

'Gli Intercity nel Mendrisiotto sono un'offerta indispensabile'

I Comuni di Chiasso e Mendrisio, Ers, Astuti e Crtm si rivolgono a Consiglio di Stato, Ffs, Tilo e Ufficio federale dei trasporti

Il Mendrisiotto non vuole diventare una regione periferica e non attrattiva, priva di collegamenti ferroviari diretti con il resto della Svizzera. Le stazioni di Chiasso e Mendrisio devono continuare a garantire la fermata dei treni Intercity (IC). I Comuni di Chiasso e Mendrisio, l'Ente regionale di sviluppo (Ers), l'Associazione a tutela degli utenti dei mezzi pubblici (Astuti-Sezione pro Bahn Ticino) e la Commissione regionale dei trasporti del Mendrisiotto e Basso Ceresio (Crtm) lo hanno messo nero su bianco in una argomentata lettera indirizzata a Consiglio di Stato, Ufficio federale dei trasporti, Ferrovie federali svizzere e Tilo. Lettera resasi necessaria a seguito delle “insoddisfacenti risposte delle Ffs”. E il fronte è più che mai unito: anche i deputati ticinesi alle Camere federali e i deputati momò al Gran Consiglio sono stati informati dell'invio della missiva. “Un importante dispiegamento di forze politiche, ma l'importanza del tema e del futuro della nostra regione lo richiede”.

Due le richieste formulate. In primis “il proseguimento di tutti gli Ic su Chiasso, con fermata a Mendrisio, con cadenza oraria, lungo l'arco di tutta la giornata”, convocando “un tavolo di lavoro con i destinatari della missiva”. Qualora questa soluzione non fosse possibile, viene sollecitato “un incontro urgente (entro la metà di agosto) con il Consiglio di Stato affinché lo stesso abbia ad attuarsi immediatamente per cercare di salvaguardare, in vista dell'orario 2021, almeno le corse che già oggi sono garantite al nostro agglomerato”. L'orario 2021 prevede infatti un'ulteriore diminuzione delle corse da e per il Mendrisiotto con il gli IC verso il resto della Svizzera. Gli sviluppi del traffico su rotaia nel Mendrisiotto, si fa notare, “sono motivo di grande preoccupazione” e “senza i dovuti accorgimenti, il nostro agglomerato non beneficerà sino in fondo dei vantaggi che AlpTransit comporta”. 

‘Un'offerta da rafforzare’

Quella degli IC nel Mendrisiotto “è un'offerta indispensabile, che secondo noi deve continuare a esistere ed essere ancora rafforzata, a maggior ragione dopo aver risolto le attuali difficili condizioni di esercizio dovute ai numerosi cantieri in corso per il potenziamento della rete ferroviaria e il miglioramento delle stazioni”. C'è la convinzione che “se vi fosse l'obiettivo di proporre un collegamento orario IC da e verso Chiasso-Mendrisio lungo l'arco della giornata, gli ostacoli organizzativi potrebbero essere risolti”. Questi collegamenti, inoltre, “andrebbero a sgravare il sovraffollamento di passeggeri sui Tilo soprattutto in certi orari” considerato anche che, con il nuovo orario, “non ci sarà più un collegamento Regioexpress, paragonabile come prestazione a quella di un IC/EC, diretto da e per Bellinzona (ma colo da Locarno, via nuova galleria di base del Ceneri)”.

Spostamenti più difficoltosi

Quella che il Ticino si appresta a vivere, con l'apertura di Alpransit, “sarà una fase di progresso importante che si rivolgerà verso nord per maggiori interconnessioni con il mondo economico, imprenditoriale e accademico d'oltre Gottardo”. Anche il Mendrisiotto “intende trarre il massimo vantaggio da questa nuova opportunità: una connessione su rotaia rapida e ottimale ne è un requisito necessario, sempre nel rispetto di una mobilità sostenibile”. La guida TLD dell'Ufficio federale dei trasporti che definisce la lista degli agglomerati della Svizzera che possono beneficiare di fermate del traffico a lunga percorrenza, “non contiene l'agglomerato del Mendrisiotto e Basso Ceresio”. Una guida che “deve essere aggiornata”. Parallelamente i destinatari della lettera “devono farsi parte attiva affinché il nostro agglomerato possa rientrare nella lista e ottenere così la fermata IC”. Con l'orario che sarà introdotto all'apertura della galleria di base del Ceneri, per il Mendrisiotto “gli spostamenti in treno da e verso nord saranno vieppiù res difficoltosi dagli innumerevoli cambi che gli utenti saranno obbligati a effettuare”. Il mancato invito dei centri urbani del Distretto alla festa per l'entrata in servizio della Galleria di base del Ceneri rafforza la convinzione che, di questa apertura verso nord “andranno a beneficiare solo tre dei quattro agglomerati della Città Ticino”.

‘Motivi tecnici’ contestati

La soppressione della fermata dei treni a Chiasso per “motivi tecnici” è contestata dalla missiva. Il primo elemento di riflessione riguarda “la stabilità dell'orario: l'utente non ha garanzia di cambiare treno con tranquillità. Se vi fosse un ritardo di Tilo, la coincidenza con l'IC non sarebbe più garantita”- In alcune fasce orarie, inoltre, “Tilo è molto frequentato o addirittura occupato ai limiti della sua capacità. Per chi effettua un percorso lungo, spesso con bagagli, la tratta fino a Lugano diventerebbe molto scomoda e il tempo per cambiare il treno davvero limitato”. Per evitare “contrattempi spiacevoli” che potrebbero disincentivare la scelta del treno quale mezzo di trasporto, “l'IC a cadenza regolare, su tutto l'arco della giornata con fermate a Chiasso, Mendrisio e Lugano, e non solo per alcune corse al mattino e alla sera, rappresenterebbe un notevole miglioramento dell'offerta di trasporto pubblico”. Vi sono poi i tempi di percorrenza tra Chiasso e Zugo che, nonostante la galleria del Ceneri (e senza il cantiere di Zugo) “rimarranno inalterati. Quindi solo gli altri agglomerati del Cantone potranno approfittare di tragitti più brevi tra Ticino e Svizzera tedesca” dato che “i nostri cittadini saranno obbligati a viaggi meno confortevoli e confrontati con il rischio di perdere la coincidenza a Lugano”.

Leggi anche:

Il Mendrisiotto, costola di Lugano, rischia di perdere il treno

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