Idra e il Gruppo allargato Carta della Gerra sottolineano: dopo 3 anni nessun risultato concreto malgrado i tavoli di lavoro congiunti con l'ente pubblico

Sono trascorsi tre anni dall’esperienza della Straordinaria Tour Vagabonde sul sedime della Gerra. Un’esperienza che ha mostrato il potenziale artistico, economico e sociale, quando una produzione autonoma opera all’interno di condizioni quadro adeguate, raccogliendo un gran successo e un coro di elogi. Al termine dei tre mesi, era scaturita la Carta della Gerra, “il documento che raccoglie le esigenze di oltre settecento realtà della cultura indipendente. Eppure, nonostante l’apertura di tavoli di lavoro congiunti tra ente pubblico e rappresentanti della cultura indipendente, studi e analisi, non si è ancora giunti a risultati concreti fondati su condizioni quadro professionali e in linea con quanto accade nel resto del Paese”. L’Associazione Idra e il Gruppo di lavoro allargato Carta della Gerra prendono posizione all’indomani della decisione del Municipio di inviare una lettera al Cantone (proprietario della Sams, Scuola d’arti e mestieri della sartoria di Viganello) per chiedere un incontro chiarificatore sulle condizioni per una possibile riconversione in un luogo da mettere a disposizione per la cultura indipendente.
La nota stampa di Idra e il Gruppo di lavoro allargato Carta della Gerra richiamano la prossima decisione del Consiglio comunale di Lugano in merito al credito di 1,5 milioni di franchi, per gli anni 2027-2031, necessari per sostenere la candidatura della Città, assieme a Locarno e Mendrisio, a capitale culturale Svizzera 2030. Una candidatura per la quale nel bando di concorso, rispetto al “Contenuto artistico e culturale”, sono indicati “i criteri decisivi per la selezione della città organizzatrice: la portata e la diversità delle attività proposte e la loro qualità artistica complessiva, nonché la capacità di combinare il patrimonio culturale locale con espressioni culturali innovative e sperimentali (...)”. Inoltre, precisa che “gli artisti e gli operatori culturali locali devono essere coinvolti nella progettazione e nell'attuazione del programma culturale”. Agli occhi di Idra, tale candidatura apre “un’opportunità reale per tradurre questo percorso in scelte politiche coerenti e lungimiranti”. Tuttavia, continuano l’associazione e il gruppo di lavoro, “la scena indipendente è stata coinvolta solo marginalmente e non sono ancora chiare né le progettualità né le risorse che la città intende mettere concretamente a disposizione”. Perciò, si chiede “che l’adesione al progetto Capitale Culturale Svizzera 2030 sia vincolata a impegni concreti, misurabili e verificabili a favore del rafforzamento professionale della cultura indipendente, così da garantire continuità, sostenibilità e riconoscimento strutturale al suo contributo artistico, sociale ed economico”.
Nei tre mesi di esperienza da dicembre 2022 a marzo 2023 e successivamente, ricorda il comunicato, “diverse indagini e ricerche hanno evidenziato criticità strutturali, che riguardano una parte significativa delle professioniste e dei professionisti della cultura attivi sul territorio: retribuzioni insufficienti, investimenti iniqui tra attività indipendente e istituzionale, tutela sociale fragile e carenza di spazi adeguati per svolgere il proprio lavoro in condizioni e modalità professionali. Problemi che non riguardano solo il settore culturale, ma che hanno ripercussioni negative anche sull’innovazione, sulla partecipazione civica e sulla ricaduta economica del territorio”. Inoltre, Idra e il gruppo di lavoro sottolineano come la scena indipendente abbia “costruito le basi per un cambiamento concreto – attraverso la Straordinaria, la Carta della Gerra e i tavoli di lavoro – delineando un quadro di riferimento chiaro, raccogliendo dati, facendo emergere bisogni e criticità. Ha creato, di fatto, le condizioni affinché Città e Cantone possano assumersi la responsabilità economica e politica di affrontare un problema strutturale e sistemico: la precarietà che caratterizza il lavoro professionale nel settore culturale”. Malgrado l’impegno politico assunto dalla Città e dal Cantone, “non sono stati definiti nuovi spazi, né sono stati messi sul tavolo investimenti chiari per rafforzare in modo strutturale il settore”. L’unica ipotesi di spazio, risale a ieri quando il Municipio ha chiesto un primo incontro con il Cantone (in quanto proprietario dell’immobile che ospita la Sams). “È legittimo chiedersi se, dopo tre anni di studi e discussioni, questa sia davvero la prospettiva che la Città è in grado di proporre per risolvere le istanze della cultura indipendente. Colpisce inoltre il contrasto con altri progetti. Prendendo un solo esempio: in pochi anni la città ha trovato spazi e risorse per iniziative come Plan B, rinnovato negli scorsi giorni e celebrato in Municipio”.
In vista della decisione del Legislativo di Lugano, la nota formula tre domande: “Quali investimenti concreti la Città intende destinare al rafforzamento della cultura indipendente? Quali spazi e infrastrutture saranno messi realmente a disposizione del settore e a quali condizioni? In che modo le professioniste e i professionisti della cultura saranno coinvolti nello sviluppo del progetto?”. Secondo l’associazione e il gruppo di lavoro, “solo affrontando queste questioni la candidatura di Lugano, assieme a Mendrisio e Locarno, a Capitale Culturale Svizzera 2030 potrà trasformarsi da slogan a reale occasione di sviluppo culturale per la città”.
In estrema sintesi, ecco cosa intendono Idra e il Gruppo di lavoro allargato Carta della Gerra per cultura indipendente: “Si tratta di attività artistiche e culturali ideate e prodotte da professioniste e professionisti o strutture autonome, non integrate nel sistema istituzionale. Possono ricevere sostegni pubblici o privati, ma non dipendono strutturalmente da una o più istituzioni. Non coincide necessariamente con cultura alternativa, giovanile o autogestita: si caratterizza soprattutto per l’autonomia progettuale e organizzativa dei suoi operatori”.