‘Cambiamento di paradigma’ a Berna: il Dipartimento del territorio prosegue - per ora - solo con la tappa 1, ovvero l’aggiramento del nucleo di Bioggio

La Circonvallazione Agno-Bioggio (Cab) sarà scorporata e realizzata in tappe. Lo ha deciso il Dipartimento del territorio (Dt), dopo aver incontrato a Berna il 20 gennaio due rappresentanti del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (Datec). Si congela quindi il messaggio licenziato nel giugno del 2025, che potrebbe venir ritirato e poi riscritto oppure semplicemente integrato. Il Consiglio di Stato presenterà questo nuovo messaggio entro la fine dell’anno e riguarderà unicamente la tappa 1 dell’opera, ovvero l’aggiramento del nucleo di Bioggio. Questo progetto, assieme a una valutazione più generica sulla tappa 2 – l’aggiramento di Agno, la parte più controversa – verrà poi inserito per una richiesta di finanziamento nel Programma di agglomerato del Luganese di sesta generazione (Pal6).
Questo in estrema sintesi il contenuto dell’infopoint convocato a Palazzo delle Orsoline da Claudio Zali e Norman Gobbi per aggiornare sul tribolato iter dell’attesa opera, attesa da decenni e che dovrebbe contribuire a ridurre il traffico nel Malcantone. Una conferenza stampa convocata dopo aver incontrato la Delegazione delle autorità, ovvero i rappresentanti dei Comuni (Agno, Bioggio, Muzzano, Lugano) e della Commissione regionale dei trasporti del Luganese. «La principale novità scaturita dall’incontro con il Datec è l’apertura sul finanziamento di grandi opere d’agglomerato. Questo cambiamento di paradigma, non indifferente – ha spiegato Gobbi – è dovuto alla maturità che i programmi d’agglomerato stanno raggiungendo in Svizzera. Questo è evidentemente positivo, ma a fronte di un deficit informativo: non sono ancora chiare le regole di approvazione, si sa solo che devono essere virtuosi e di qualità. Entro giugno avremo le valutazioni sul Pal5, da queste capiremo come impostare il Pal6».
«È un’apertura in linea teorica ad alcuni progetti – smorza Zali –, la concorrenza con quaranta programmi di agglomerato sarà molto agguerrita e per essere finanziati sarà necessario rientrare sul podio nel confronto con gli altri. Se dalle valutazioni sul Pal5 uscirà una sufficienza o peggio, è difficile pensare che riusciremo a diventare i primi della classe con il Pal6. È chiaro che occorre un cambio di mentalità, in una città che boccia le zone 30, che non vuole rinunciare al traffico veicolare sul lungolago e che dà un peso così forte al trasporto su gomma». La frecciatina del consigliere è chiaramente rivolta alla Città di Lugano. In una situazione di tale incertezza è stato dunque deciso di scorporare il progetto. Un’ipotesi che, a nostra domanda lo scorso giugno – quando era già emerso il malcontento di Agno per una variante integralmente a cielo aperto –, il direttore del Dt aveva escluso, spiegando che non avrebbe risposto agli obiettivi principali del progetto, ossia sgravare il nucleo di Agno dal traffico. «Qualunque sia il destino della parte più costosa (quella di Agno, dalla Piodella al Vallone, ndr), riteniamo corretto proseguire con la parte settentrionale, meno problematica».
A settembre erano state agendate delle serate pubbliche e una votazione consultiva. Questa procedura non verrà riproposta, proprio perché la parte di Bioggio è ritenuta meno divisiva. «Ai Municipi è stato chiesto di esprimersi nuovamente», ha tuttavia precisato Gobbi, aggiungendo che già durante l’incontro odierno i Comuni hanno chiesto delucidazioni e garanzie. Agno in particolare. «Le preoccupazioni locali sono comprensibili, ma la Confederazione entrerebbe in materia solo valutando entrambe le tappe. Quindi abbiamo dato questa garanzia e non ci deve essere la preoccupazione che si voglia fare solo la prima». La procedura scelta, hanno spiegato i due consiglieri di Stato leghisti, sarebbe vantaggiosa anche dal profilo finanziario, in quanto un primo credito per la Cab è stato già approvato nel 2011 e per realizzare la prima tappa – sostanzialmente costruire una strada che costeggi aeroporto e fiume e in zona Piodella si ricongiunga con la Cantonale – sarebbe sufficiente aggiornare i costi. Il messaggio attualmente, ricordiamo, stima in quasi 338 milioni i costi per la Cab, interamente a carico di Cantone e Comuni, ma pur sempre meno degli oltre 500 milioni che verrebbe a costare la parte interrata.
Sulla questione ha sollevato diverse perplessità l’Udc, sottolineando che il Dt avrebbe dovuto inserire la Cab nel Pal5 per chiedere una parte dei finanziamenti per la variante più costosa, ritenuta migliore da entrambi i Comuni. Alla luce di questa decisione, non ritiene il Dt di aver fatto un errore di valutazione un anno fa? «La Cab interrata è certamente meritevole – premette Zali –. La prospettiva per questo progetto è di 700 milioni, Berna ci coprirerebbe circa il 30%. Rimarrebbe una fattura a carico di Cantone e Comuni che rischia di essere insopportabile, laddove sottoposta a un voto popolare di referendum finanziario obbligatorio. Per rispondere alla domanda: è vera gloria aver ottenuto una teorica possibilità di finanziamento che farà fatica a esplicitarsi nella pratica?».