Al 31 dicembre la popolazione totale era di 68’633 unità, 44 in meno dal massimo storico del 2015. Preoccupa però l’inverno demografico: la denatalità

Lugano è a un passo dal suo record demografico. Quei 68’677 abitanti toccati nel 2015 – anno al quale è seguita una crisi piuttosto profonda – sono infatti soltanto 44 in più rispetto ai 68’633 registrati al 31 dicembre 2025. Dopo dieci anni l’emorragia è stata dunque colmata, ma un’altra crisi sembra dietro l’angolo. Negli ultimi due anni la ripresa ha perso vigore, la crescita è dovuta esclusivamente agli arrivi, la popolazione invecchia e le culle sono vuote. Quest’ultimo dato preoccupa in particolar modo: l’anno scorso ci sono state soltanto 371 nascite.
«Si tratta di uno dei dati più bassi degli ultimi anni (di certo il più basso da quando esiste la grande Lugano, ndr) – osserva il sindaco Michele Foletti –. È un inverno demografico veramente freddo e questo è preoccupante. Questo ci ha spinti nei mesi scorsi a lanciare un’analisi con i centri di competenza sul territorio (Usi e Supsi, ndr), per cercare di capire quali saranno le conseguenze di questa diminuzione. Gli effetti li vedremo sul lungo termine: sempre meno persone che entreranno nel mondo di lavoro, che contribuiranno al finanziamento dei costi sociali. Vogliamo capire quali politiche pubbliche hanno avuto successo in Europa per calmierare l’inverno demografico e poi decidere se fare qualcosa ed eventualmente che cosa. Le politiche hanno dei costi e prima di vararle bisogna capirne l’efficacia». La flessione delle nascite è ancor più impressionante se paragonata a solo pochi anni fa. Nel 2015 infatti erano state 531: «Sono diminuite del 30% in dieci anni – precisa Lorenzo Barisone, responsabile della statistica urbana – e del 13% rispetto all’anno scorso».
L’aumento dunque è imputabile unicamente al bilancio migratorio, e in effetti rispetto al 2024 sono aumentati sia gli arrivi (+5%) sia le partenze (+4,9%), con i primi che superano le seconde di circa 400 unità e che compensano il saldo naturale negativo di oltre 300 unità. «È interessante notare – ancora Barisone – che aumentano soprattutto i giovani stranieri, tra i 20 e i 40 anni, che arrivano sia per motivi di studio sia per motivi professionali». Tra questi spiccano gli italiani, che con 17’400 persone superano il 25% del totale della popolazione e sono di gran lunga la comunità straniera più numerosa. Gli svizzeri sono il 58,5% degli abitanti, circa il 4% in meno rispetto al 2012. In costante diminuzione da anni, ma sempre terzi, sono i portoghesi (1,5%, -3,7%), seguiti da tedeschi (1,3%, -1,1%) e ucraini (1,1%, +3,1%). Gli altri sono tutti sotto all’1%, con aumenti significativi di francesi (+7,8%), rumeni (+6,1%) e spagnoli (+5,6%) e cali marcati di turchi (-9,8%) e bosniaci (-3,5%). Sono in diminuzione anche i frontalieri, «come possibile conseguenza dell’accordo fiscale con l’Italia» secondo Barisone, mentre risultano in crescita le residenze secondarie. «Ma come quota generale restiamo attorno al 13%, abbondantemente sotto alla soglia fissata dalla Lex Weber, quindi non siamo preoccupati», rassicura Foletti.
Analizzando la situazione quartiere per quartiere, ci sono conferme e novità. La Top 10 delle zone più popolose di Lugano non cambia, Molino Nuovo resta stabilmente al primo posto con 10’105 abitanti (leggermente in perdita: -0,1%), seguito da Pregassona (9’525, +0,4%) e Viganello (7’133, +0,3%). Quarto è il quartiere Centro, che registra l’aumento più marcato in termini assoluti (+53 persone, +1%), toccando i 5’577 abitanti. In flessione tra i ‘grandi’ Breganzona (5’372, -0,7%), Besso (5’218, -0,4%) e soprattutto Cadro (2’663, -1,8%). Segno più per gli altri: Cassarate (3’752, +0,2%), Loreto (3’120, +0,1%) e Castagnola (2’545, +1,4%). Allargando il discorso a tutta la città, i quartieri dove gli abitanti sono cresciuti maggiormente sono stati Caprino, Certara e Villa Luganese (che invece l’anno precedente è stato quello che ha subito la perdita maggiore, a differenza dei primi due in crescita già da un paio d’anni), mentre i tre più spopolati sono stati Cureggia, Gandria e Pambio-Noranco. «Le variazioni anno per anno sono parecchio sensibili – ammette Barisone – e questo, assieme alle forti differenze tra un quartiere e l’altro, rende le riflessioni pianificatorie molto complesse. Da questo punto di vista, suddividere il territorio in costellazioni (come previsto dal Piano direttore comunale, ndr) offre una fotografia molto meno variabile, rendendo questi ragionamenti più semplici da fare». In effetti, secondo questo raggruppamento, si oscilla dal -0,5% della Città Alta (10’612 in totale, l’unica zona in rosso) al +1,3% della zona Monte San Salvatore (3’226 abitanti). La costellazione largamente più popolosa, ricordiamo, è la cosiddetta Piana: 26’731 abitanti (+0,1%).
Se la crescita demografica è stata molto lenta, più vigorosa è stata quella macroeconomica. Le attività economiche registrate in città sono state a fine anno 17’751, vale a dire 172 (+1%) in più del 2024. Bene soprattutto agricoltura, selvicoltura, allevamento e pesca: il primario recupera ampiamente (+7,1%) quanto perso precedentemente (-3,4%), rappresentando tuttavia una quota molto bassa nel quadro economico della città. Da notare nel secondario la flessione piuttosto marcata dell’industria manifatturiera (-1,7%) e la timida ripresa di costruzioni e ingegneria (+0,3%). A Lugano, chiaramente, a fare la parte del leone è il settore terziario. E qui c’è di nuovo una forte espansione delle attività culturali (ormai più di 1’000, +4%), ancor maggiore del 2024, seguite dagli ambiti sanitari, sociali e farmaceutici (+1,2%). Male il commercio (-1,1% quello al dettaglio e -1,7% all’ingrosso), trasporti e logistica (-1,7%), servizi assicurativi, amministrativi e legali (-1,2%) e le attività ricettive, ricreative e ristorative (-0,6%). Stabile il grosso settore finanziario (3’470 attività, +0,3%), bene anche informatica e telecomunicazioni (+0,5%) e architettura e design (+0,6%).
Tutti i dati, come sempre, vengono pubblicati su www.statistica.lugano.ch e il Servizio ha già pianificato una densa tabella di marcia di pubblicazioni per tutto l’anno, dalla natalità alle migrazioni, all’economia. Ma la vera novità dell’anno è l’introduzione di ‘Verify Lugano’, ovvero un servizio digitale progettato da Lugano Living Lab che consente di autenticare tutti i documenti cittadini – a lungo termine dovrebbe venir utilizzato non solo per la statistica – sulla blockchain istituzionale SwissLedger. «È un modo per certificare i documenti, assicurandone l’originalità – spiega il sindaco –. Disporre di dati certificabili e verificati, diventerà sempre più importante. Anche in politica: per poter dibattere occorre avere dati oggettivi, chiari e verificabili».