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01.09.2022 - 11:35
Aggiornamento: 14:09

‘La vittima dell’accoltellatrice è diventata una sopravvissuta’

Hugo Haab, avvocato dell’accusatrice privata, nonché ferita più grave alla Manor di Lugano, chiede 440’000 franchi di risarcimento civile

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Ti-Press
‘Un miracolo che la prima vittima sia rimasta viva’

«Era una vittima, è diventata una sopravvissuta, dimostrando grande capacità di reagire all’accaduto». Dopo la requisitoria della procuratrice federale Elisabetta Tizzoni, nel processo per il duplice accoltellamento alla Manor di Lugano in corso al Tribunale penale federale di Bellinzona è stata la volta dell’avvocato Hugo Haab prendere parola. Per conto della prima vittima, nonché ferita più grave, della 29enne, costituitasi accusatrice privata e presente in aula, il legale ha chiesto un risarcimento civile di 440’000 franchi.

Danni permanenti a mani e polsi

«Per lei era importante esserci, si tratta della chiusura di un percorso nel quale ha dimostrato un coraggio fuori dal comune. La sua vita è stata appesa a un filo, l’imputata ha tentato di uccidere la mia cliente nel modo più barbaro possibile, per il semplice fatto che era nel posto sbagliato al momento sbagliato». Haab ha poi ripercorso quanto patito dalla 22enne vittima in questi quasi due anni: numerosi interventi chirurgici e conseguenze sia fisiche che psicologiche che tutt’oggi sta pagando. Dal primo punto di vista, la giovane donna ha subìto danni permanenti alla mobilità dei polsi e delle mani. «Questa compromessa funzionalità a vita degli arti le comporta e le comporterà un danno economico: c’è una difficoltà attuale e ci sarà una difficoltà futura a proseguire la professione attuale e altre professioni».

Timore dei luoghi pubblici

E poi, il danno psicologico. «C’è stato un contraccolpo molto grande: lo shock, la lesione alla personalità, il timore per la propria vita e per un ritorno a vivere una vita serena nei luoghi pubblici. L’etichetta di vittima del terrorismo che la accompagnerà a vita, facendola soffrire. Sono conseguenze logiche dell’avvenuto che accompagnano e accompagneranno la mia assistita» ha evidenziato Haab.

Incubi e flashback dell’accaduto

Peraltro, anche Tizzoni durante il suo intervento ha parlato delle condizioni della vittima. «In base ai rapporti medici, la lesione subita dalla vittima non è giunta a ledere grossi vasi (arteria carotide, vena giugulare e trachea, ndr) solo per pochi millimetri. È quindi un caso fortuito che non ci siano state lesioni più gravi, anche fatali. Una seconda perizia medica, effettuata dieci mesi dopo il ferimento, ha evidenziato che la vittima lamenta: costanti dolori, difficoltà nell’addormentamento, frequenti incubi di notte e flashback dell’accaduto di giorno, deficit nella forza».

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