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18.03.2022 - 17:42
Aggiornamento: 20.03.2022 - 18:05

Molestie all’Unitas: parte l’inchiesta interna

Il comitato e la direzione dell’associazione affidano a una legale indipendente gli approfondimenti sui casi emersi nelle ultime settimane

Ci sarà un’inchiesta interna sui casi di molestie segnalati all’Unitas. Sono il comitato e la direzione stessi a promuoverla, come indicato in un’informativa inviata oggi ai soci dell’Associazione ciechi e ipovedenti della Svizzera italiana. L’inchiesta sarà affidata all’avvocata Raffaella Martinelli Peter, che avrà dunque il compito di accertare l’effettiva portata di quelli che nella lettera scritta dai vertici vengono definiti "comportamenti inappropriati attribuiti a un membro di Unitas". Comportamenti in relazione ai quali il comitato e la direzione "sono sicuramente a disposizione per fornire alle persone che fino ad ora non hanno voluto o potuto esprimersi un’occasione per essere ascoltate e sostenute". "Desideriamo esprimere profondo rincrescimento e vicinanza alle persone che hanno subito quanto riferito – si legge ancora – e garantiamo che daremo tutto il sostegno necessario per i prossimi passi".

Ammessi dei casi, ma non di mobbing

La decisione è stata presa ieri, 17 marzo, durante una riunione per fare il punto della situazione in seguito ai servizi apparsi sui media nelle ultime settimane. Unitas sostiene che, prima di questi contributi, non sarebbe stata al corrente degli accertamenti di polizia, mentre sempre dai media sarebbe venuta a sapere del non luogo a procedere. Si sottolinea inoltre che "sul tavolo del comitato non sono arrivate segnalazioni di casi di mobbing". Discorso diverso invece per delle molestie verbali o dei toccamenti. "Un caso di molestia verbale è stato trattato nel dicembre 2019 con la consulenza di un legale, ed è stato chiuso a soddisfazione della persona coinvolta. La collaborazione con un legale è stata voluta proprio per rispettare le procedure corrette e tutelare le parti come previsto dalla legge. La parte lesa medesima si è detta soddisfatta dei provvedimenti presi e non ha ritenuto di procedere oltre. Noi come datore di lavoro abbiamo accertato il fatto e siamo intervenuti. Per gli altri due casi di cui il comitato e la direzione sono venuti successivamente a conoscenza diretta, si trattava di molestie verbali o toccamenti per i quali le persone interessate non hanno voluto che procedessimo oltre".

La lettera si conclude con una condanna delle molestie: "L’importante per noi è la sicurezza e la difesa delle persone attive con e nella nostra associazione. Unitas non tollera e non tollererà nemmeno in futuro atteggiamenti e comportamenti simili da parte di dipendenti, soci, utenti o volontari". L’associazione ricorda a tal proposito che esiste una regolamentazione specifica sviluppata con l’Ufficio cantonale delle pari opportunità – entrata in vigore nel febbraio del 2021 –, che i quadri vengono formati e l’intero personale sensibilizzato.

Leggi anche:

Unitas, la ‘lunga mano’ e i troppi silenzi

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