molestie-in-unitas-non-luogo-a-procedere-per-prescrizione
Ti-Press
Unitas
ULTIME NOTIZIE Cantone
Ticino
7 ore

Covid e vacanze all’estero? ‘Paese che vai... regole che trovi’

Capire quali sono le norme all’estero non è sempre facile, e il sito della Confederazione non aiuta. Hotelplan: ‘i disagi con i voli problema del momento’
Locarnese
9 ore

Intragna, nullaosta al progetto forestale Corona dei Pinci

Il Patriziato centovallino autorizza gli interventi selvicolturali sui monti di Losone progettati dal confinante Patriziato. Ok al consuntivo
Locarnese
10 ore

Scontro fra auto e moto a Maggia: due 19enni gravemente feriti

Uno di loro rischia la vita. Per consentire i rilievi del caso la strada cantonale rimarrà chiusa almeno fino alle 18.
Bellinzonese
10 ore

Si introduce nelle scuole Semine e ruba due computer

È successo durante la notte. Il ladro ha forzato una delle entrate.
gallery
Ticino
14 ore

Verdetto storico e inappellabile: da Ppd a Il Centro

Il Congresso cantonale del partito ha appena deciso - a stragrande maggioranza - il cambiamento del nome
Locarnese
17 ore

Contone, contributi di canalizzazione attempati e indigesti

Malumore tra i cittadini della sezione gambarognese per la ‘pillola‘ (provvisoria). Presentato reclamo al Municipio, lunedì l’incontro per gli interessati
Ticino
22 ore

Speziali (Plr): ‘Noi un partito responsabile, non utili idioti’

Il presidente liberale radicale a pochi giorni dal finale thriller sulle imposte di circolazione, spiega il momento del suo partito e la sua prospettiva
Ticino
1 gior

TiSin, sindacati soddisfatti per la sanzione dell’Ispettorato

Daniel (Ocst): ‘Quel contratto era uno scheletro al quale hanno tolto una costola’. Gargantini (Unia): ‘Aldi e BIgnasca ci spieghino questa pagliacciata’
Luganese
1 gior

Pubblicata la nuova edizione de ‘Il Cantonetto’

Nel numero di giugno, un omaggio allo scrittore Mario Agliati nel centenario della nascita. Altro tributo di rilievo, quello al pittore Pietro Salati
Luganese
1 gior

Lugano, un gesto solidale a chi è meno fortunato

In occasione dei suoi 60 anni, il direttore dell’Hotel Pestalozzi Luciano Fadani ha devoluto alla G.I.C.A.M. l’incasso dell’aperitivo
Ticino
1 gior

L’Ispettorato del lavoro sanziona l’‘operazione TiSin’

L’autorità contesta a un’azienda la legittimità del contratto stipulato insieme al sedicente sindacato leghista per aggirare il salario minimo
Grigioni
1 gior

Donazione di sangue a Roveredo

Mercoledì 6 luglio dalle 16.30 alle 19.30 al Centro regionale dei servizi
Bellinzonese
1 gior

Luca Decarli presidente del Rotary Club Bellinzona

Succede ad Alessandra Alberti
Locarnese
1 gior

Giallo di Solduno, indagini a tutto campo

Per la morte del 25enne, rinvenuto senza vita e con una ferita al volto dopo diversi giorni, gli inquirenti non escludono nessuna ipotesi
Bellinzonese
1 gior

Piazza ex Mercato, un ‘sentiero’ in granito verso Palazzo civico

La riqualifica dell’area a Bellinzona è sul tavolo dell’Ufficio dei beni culturali. L’intenzione è di presentare un messaggio municipale entro fine anno
Ticino
1 gior

L’Ocst: ‘No a un’altra riduzione delle rendite pensionistiche’

L’Organizzazione cristiano sociale chiede che inizi subito una trattativa con il governo per concordare una soluzione che mantenga l’attuale livello
Luganese
1 gior

Lugano, una spiaggetta in ghiaia lungo Riva Caccia

Mozione interpartitica chiede di riqualificare e rendere accessibile il lago a favore della cittadinanza, piante acquatiche e pesci
15.03.2022 - 05:30
Aggiornamento : 16:58

Molestie in Unitas? ‘Non luogo a procedere’. Per prescrizione

Delusione fra chi ha portato alla luce il comportamento di chi era ai vertici dell’associazione. Interrogativi sull’avvocato che edulcorò una lettera

«Cercavi giustizia ma trovasti la legge. Purtroppo De Gregori è più che mai attuale...». C’è grande delusione e scoramento fra coloro, soprattutto donne, che hanno avuto la forza e il coraggio di parlare portando alla luce, anche attraverso le loro accorate e non scontate testimonianze al nostro giornale, il comportamento di chi ai vertici di Unitas avrebbe usato la sua posizione di potere per "allungare le mani" su utenti, volontarie e dipendenti. Solo recentemente, dopo diverse confidenze rimaste perlopiù inascoltate negli anni qualcosa si era mosso (cfr. ‘laRegione’ di giovedì scorso). Una segnalazione, avvenuta lo scorso ottobre, aveva infatti attivato alcune verifiche da parte della Polizia cantonale, in particolare su casi più recenti risalenti al periodo fra il 2017 e il 2019 (di molestie si parlava infatti ben prima, come riportato da alcune donne).

Un rapporto della polizia inviato al Ministero pubblico

In seguito a questi accertamenti, e al rapporto inviato a fine gennaio al Ministero pubblico, dopo l’ulteriore verifica dell’incarto, la procuratrice pubblica Valentina Tuoni, come confermatoci ieri dalla magistratura ticinese, ha predisposto il "non luogo a procedere". Il motivo? I casi non sussistono? Le testimonianze non erano credibili? Tutto frutto di congetture? Nulla di tutto questo, "semplice"... prescrizione. Secondo la legge, infatti, l’accusa di contravvenzione contro l’integrità sessuale può essere promossa solo per querela di parte che deve essere avviata entro tre mesi nei casi specifici ed entro tre anni in un più ampio discorso di azione penale per molestie. In questi specifici casi, tutto sarebbe quindi stato "annullato" dal tempo trascorso. Resta ora da conoscere la posizione del Dipartimento sanità e socialità a cui Unitas fa riferimento per alcuni contratti di prestazione. Vi è la possibilità di un’inchiesta interna? Il Dss procederà con ulteriori accertamenti? La risposta nei prossimi giorni quando il dipartimento si sarà chinato sulla questione.

La lettera

Era stato lo stesso attuale presidente di Unitas a richiedere, nel 2019, il suo parere in merito alla lettera con cui si sollevava dalle cariche istituzionali e dai compiti a titolo volontario il protagonista delle segnalate molestie. In una mail inviata al comitato lo citava come "un giurista di fama e di mia fiducia". Termine non certo improprio considerato che il legale oltre a dirigere uno studio prestigioso ha rivestito anche alte cariche partitiche. Ma il fatto di voler lavare i "panni sporchi" nel contesto dell’associazione poteva e può avere risvolti quantomeno etici? Una domanda che abbiamo rivolto a Brenno Canevascini, presidente della Commissione cantonale di disciplina degli avvocati: «Come commissione ci attiviamo quando riceviamo una segnalazione o, d’ufficio, quando nel considerare una situazione riteniamo possa esserci una violazione deontologica. Rispettivamente è necessario verificare quale tipo di violazione deontologica ci troviamo a considerare perché vi è tutto un catalogo nel qualificare il comportamento di un avvocato al fine di verificare se ha violato o meno le norme deontologiche. In un caso specifico come questo quindi bisogna vedere se e in che misura ha violato il principio di cura e diligenza nello svolgimento del suo lavoro. Perché c’è un principio di cura e diligenza, ma c’è anche un principio di opportunità. In un discorso più generale, e non legato a questo caso, è chiaro che nella difesa degli interessi del proprio cliente c’è un margine di manovra dove si dice questo diciamolo, questo non diciamolo, questo facciamolo, questo non facciamolo. Il che non deve chiaramente sfociare nell’illegalità».

Senza una segnalazione diretta è possibile dunque che vi muoviate anche autonomamente?

Se esce, per esempio, sulla stampa il nome del legale e le circostanze precise possiamo attivarci d’ufficio. Sì lo possiamo quindi fare e ci è già capitato. Sul caso specifico andrebbe verificato per cominciare se l’avvocato era membro del comitato stesso e se per questo ha agito come membro e non come avvocato dedito al libero esercizio, perché in questo caso non sarebbe sanzionabile. Se, diversamente, gli è stato dato un mandato professionale al fine di analizzare la situazione allora sottostarebbe alla disciplina. Un parere personale? Le condizioni in cui gli è stato chiesto un parere sono fondamentali. Bisognerebbe esattamente sapere come gli è stato chiesto e cosa gli è stato detto. Diversa è la chiacchierata al bar dal compito, anche a titolo gratuito, di approfondire il dossier. È molto fine qui la distinzione.

E sul suggerimento di edulcorare la lettera da inviare al responsabile così da "non arrischiare di ritorcersi contro di noi e nuocere all’immagine di Unitas con conseguenze che non possiamo prevedere e con il pericolo di uscite sulla stampa", come scriveva il presidente?

Vi sono alle volte anche scelte di opportunità – risponde alla nostra domanda Canevascini –, del cosa e come comunicare alla controparte. Non si tratta di un "calare le braghe" ma di scelte di opportunità che non hanno nulla a che vedere con la deontologia, ma con i limiti del contratto di mandato che c’è fra avvocato e cliente. Di dire insomma qual è il minore dei mali, di trovare una soluzione più morbida per evitare un contrattacco...». Commissione che può richiedere qualora volesse piegarsi sulla questione l’identità del legale all’associazione? «Se riteniamo che ci possa essere stata una mancanza deontologica sì, ma il nostro interlocutore può sempre rifiutarsi spiegando che è una questione interna. Ci è capitato qualche anno fa dove era uscito un nome nell’ambito di una procedura su cui volevamo approfondire la posizione del legale. Ebbene ci risposero che, pur comprendendo la richiesta, non avevano nessuna intenzione di rivelare il nome del loro patrocinatore.

Seleziona il tag per leggere articoli con lo stesso tema:
inchiesta ministero pubblico unitas valentina tuoni
Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved