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08.07.2021 - 11:460
Aggiornamento : 16:46

Ex Macello, i Verdi: 'Chi paga l'avvocato dei municipali?'

Interrogazione al Municipio di Lugano chiede lumi sul mandato al legale nel procedimento penale sulla demolizione: perché non è stato coinvolto il Cc?

Nuove domande spinose sulla demolizione dell'ex Macello, sede dell'autogestione all'attenzione del Municipio di Lugano, e la conseguente inchiesta aperta dal Ministero pubblico. Sono quelle sollevate da laRegione lo scorso 30 giugno e ora rilanciate in una interrogazione dai Verdi di Lugano (primo firmatario, Nicola Schoenenberger): "Chi ha dato mandato all’avvocato Elio Brunetti e a eventuali altri legali (quali?) per il patrocinio nel procedimento penale? Il Municipio di Lugano o i municipali privatamente? Qualora il mandato fosse stato conferito dal Municipio: - come mai non ha chiesto l’autorizzazione al Consiglio Comunale per farsi patrocinare da un legale come prevede la Loc? - perché il mandato non è stato conferito dai singoli municipali privatamente come dovrebbe essere il caso in una procedura penale e in base alle dichiarazioni della Sel? - a quanto ammonta la tariffa oraria dell’avv. Brunetti e di eventuali altri legali?".

I Verdi i primi a sporgere denuncia contro ignoti in Procura

I Verdi sono stati i primi a sporgere denuncia alla Procura dopo la demolizione, la notte fra sabato 29 e domenica 30 maggio, di parte dell'ex Macello "nei confronti di ignoti, da identificarsi presso il Municipio di Lugano, per i titoli di reato di violazione delle regole dell’arte edilizia (art. 229 CP), esposizione a pericolo della vita altrui (art. 129 CP), delitto contro la legge sulla protezione dell’ambiente (art. 60 LPAmb), ed ogni altro che dovesse emergere». Il ministero pubblico ha poi promosso l'inchiesta penale, già d'ufficio, condotta dal procuratore generale Andrea Pagani e dal procuratore capo Arturo Garzoni che nel frattempo ha promosso anche l'ipotesi di accusa di abuso di autorità. "Da quel momento - si evidenzia nell'interrogazione - da parte dell’esecutivo cantonale e da quello comunale è calato il silenzio sulla vicenda, motivato con la procedura in corso che costringerebbe le persone informate dei fatti a non rilasciare dichiarazioni. Malgrado le autorità avessero promesso ai parlamentari, ai media e al pubblico che durante le sedute del legislativo sarebbero arrivate le risposte, attorno ai dettagli della vicenda è calata la nebbia". "Sono numerose le questioni, non direttamente legate alla procedura penale e agli accadimenti della fatidica notte, che meriterebbero una discussione, non solo nei media, per strada e nel pubblico in generale come avvenuto in questi tempi, ma anche nei parlamenti dove, purtroppo, non c’è stata una discussione. Riteniamo la discussione necessaria dal punto di vista di chi è rimasto profondamente turbato e disorientato sia per la violenza distruttiva dimostrata quella notte dall’autorità, sia per la comunicazione pasticciata del Municipio nei giorni seguenti. In molti hanno infatti perso la fiducia nelle istituzioni poiché l’interpretazione immediata della vicenda ha portato a credere che lo Stato si ponesse al di sopra delle leggi e cominciasse a commettere atti illegali, giustificandoli con azioni illegali da parte degli autogestiti, incurante della differenza sostanziale fra istituzioni statali e realtà giovanili dissidenti".

'La denuncia è contro ignoti e l'eventuale responsabilità è individuale'

La questione del legale e di chi si accolla le spese. "Sei municipali su sette - ricostruiscono e interrogano I Verdi - hanno dato procura all’avvocato Elio Brunetti per la propria difesa e solleva una domanda semplice: “chi paga l’avvocato?”. La risposta, altrettanto semplice e a prima vista scontata, potrebbe essere “paga l'ente pubblico”. Ma sarebbe giusto, politicamente, che a coprire la spesa fossero i contribuenti? L’articolo 13 della Legge organica comunale (Loc) dice che l'assemblea comunale “autorizza il Municipio a intraprendere o a stare in lite, a transigere o a compromettere”. La decisione del
Municipio di farsi patrocinare da un legale dovrebbe dunque essere autorizzata dal Consiglio Comunale, a meno che tale rappresentanza non concerna il Municipio come istituzione ma i singoli municipali privatamente. Trattandosi in questo caso di una procedura penale - si evidenzia nell'interrogazione - la responsabilità dovrebbe essere dei singoli municipali, come dichiara la Sezione degli enti
locali (SEL) interpellata dagli autori dell’articolo de laRegione. La procedura penale è infatti contro ignoti e l'eventuale responsabilità è individuale. Pertanto, ogni municipale che si sta avvalendo o si avvarrà di un legale in linea di principio ne è quindi responsabile individualmente, anche dal profilo finanziario. Ciò non toglie che il Municipio possa rivolgersi prima o poi al Cc per chiedere un rimborso". I Verdi citano ancora le risposte della Sel raccolte da laRegione: «È verosimile, qualora reputino di aver agito nell'ambito delle proprie funzioni pubbliche e ritengano di poter richiedere una copertura delle spese sostenute e in tal caso dovrebbero allestire un messaggio rivolto al Cc con regolare richiesta di credito».

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