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Ti-press
Lugano
19.03.2021 - 15:390
Aggiornamento : 16:16

'Sempre stato per l'autogestione, ma questa è un'altra cosa'

Michele Foletti spiega il suo decisivo dietrofront sullo sgombero degli autonomi dall'ex Macello

Il Municipio di Lugano aveva finora scartato l'ipotesi di uno sgombero del Molino dall'ex Macello, per il semplice motivo che la maggioranza dei municipali era contraria. A favore erano il sindaco Marco Borradori, il vice Michele Bertini e Lorenzo Quadri, Contro, Cristina Zanini, Angelo Jelmini, Roberto Badaracco e il terzo leghista, Michele Foletti. Che, cambiando infine parere, giovedì ha fatto pendere l'ago della bilancia per lo sfratto degli autogestiti, con un termine di 20 giorni per lasciare l'immobile. "Sì confermo che stavolta ero a favore, d'altra parte visto che i miei colleghi hanno già detto in televisione cosa hanno votato, non rivelo nessun segreto..." ci risponde il 'ministro delle finanze' di Lugano. A Michele Foletti chiediamo dunque cosa gli ha fatto propendere per questa drastica misura. "Io sono sempre stato per l'autogestione, fin dagli anni '90, ma questa volta hanno veramente passato il segno. Quello che hanno fatto in ottobre e poi l'8 marzo non ha più niente a che fare con l'autogestione, mi sembra che sia diventata solo un pretesto per fare casino e vandalismi". Sono dunque le ultime manifestazioni non autorizzate, sfociate anche in violenze e sommosse, ad aver fatto scattare l'allarme rosso a Palazzo civico, ma più in generale secondo Foletti c'è un atteggiamento che nel tempo è cambiato, da parte del Molino, rendendo di fatto impossibile la permanenza degli autogestiti nell'ex Macello, peraltro destinato a una grossa riqualifica.

Ci sono margini per recuperare un dialogo? "È dal 2013 che si cerca di parlare con loro, di trovare una soluzione (per una nuova sede ndr), ma per dialogare bisogna essere in due... Ai tempi della associazione Alba, con Foletti del Molino e Casalini, si poteva ragionare, ma quelle erano persone con cui si poteva ragionare, che ci avevano messo la faccia e avevano fatto da garanzia per gli autogestiti. Oggi i molinari non solo non ci mettono la faccia, ma la nascondono dietro un passamontagna, minacciando di bastoni e catene. Insomma lo sfratto se lo sono cercato. Nella decisione di giovedì abbiamo comunque ribadito la disponibilità a una mediazione, anche se temo che non ci sarà molto margine di manovra" conclude Michele Foletti. Nel frattempo gli autogestiti hanno indetto una assemblea pubblica che si dovrebbe svolgere domani sabato alle 14 alla Foce, o al Macello in caso di pioggia.

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