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Luganese
11.06.2019 - 06:100
Aggiornamento : 08:15

Mangiar bene fa male? Anche no

Avviato un progetto di ‘gastronomia salutare’ con l’Ente ospedaliero e ‘Sapori e saperi’

Un menu gourmet fatto di sei portate, con piatti a base di caviale di melanzane, salsicciotti di lucioperca e gamberi, ma anche ravioloni con funghi chanterelles, filetto di vitello in camicia di coste, terrine di caprino e molto altro. Cosa c’è di strano? Nulla probabilmente, se non fosse che il menu in questione è stato servito venerdì sera a una platea di una settantina di ospiti nel ristorante all’ultimo piano dell’Ospedale Italiano di Lugano. La serata, proposta nell’ambito del progetto Salute con sapore, è stata organizzata in occasione della rassegna S. Pellegrino Sapori Ticino, e ha visto tra i protagonisti davanti ai fornelli gli chef delle cinque strutture dell’Ente ospedaliero cantonale: Italo Vittoni, Carlo Giovio, Ivan Casarotti e Rinaldo Palermi, coordinati da Fabrizio Marcionetti. Salute con sapore è un progetto, realizzato in collaborazione tra Sapori Ticino ed Ente Ospedaliero Cantonale, che vuole unire i concetti di gastronomia di qualità con i principi della salute a tavola. La prima tappa di questa cooperazione è stata appunto la cena proposta all’Ospedale Italiano, affinché anche il pubblico possa conoscere le doti degli chef dei diversi nosocomi ticinesi.

Le cucine dell’ente ospedaliero preparano giornalmente circa 6’500 pasti, distribuiti negli ospedali, ma anche in strutture esterne, quali Pro Senectute, la casa dei ciechi di Lugano, alcuni asili nido e il Cardiocentro Ticino, ha spiegato Luca Jelmoni, direttore dell’Ospedale Regionale di Lugano. I piatti proposti in occasione della cena all’Italiano rispecchiavano quelli proposti ai pazienti ospedalieri, per materie prime e composizione, chiaramente adattati nella presentazione per una serata gourmet, rispettando però i criteri dietetici e della cura della salute. In quest’ambito si inserisce anche il progetto TiNutre, portato avanti dall’Eoc, che ha l’obiettivo di utilizzare nella preparazione dei pasti i prodotti locali, per proporre i piatti tradizionali del Ticino il più possibile a chilometro zero.

Il passo successivo è rivolgersi alla popolazione

«Salute con sapore nasce dall’idea di coniugare il buon cibo con un’alimentazione sana» spiega Dany Stauffacher, Ceo di Sapori Ticino, avvicinato in occasione della cena di venerdì. «Negli ultimi anni abbiamo studiato e sviluppato questa idea e poi quest’anno abbiamo avuto l’occasione di collaborare con l’Ente ospedaliero cantonale per realizzarla concretamente. Serate come questa servono anche a dimostrare come gli chef degli ospedali ticinesi siano in grado di realizzare menù di alto livello, rispettando i criteri del benessere a tavola». L’idea è quindi quella di sviluppare sempre di più il concetto di salute e sapore, arrivando fino ad organizzare, in un futuro non troppo lontano, anche un simposio dove poter ragionare su questo principio. «Un passo successivo» prosegue Stauffacher «sarà quello di coinvolgere direttamente la popolazione e le scuole, parlando nelle classi di alimentazione corretta, suggerendo alle famiglie come preparare i cibi quotidiani, con un occhio anche alla lotta allo spreco alimentare. L’errore che nelle famiglie forse si commette più spesso quando si preparano i piatti da portare in tavola è quello di avere fretta, di preparare le pietanze in maniera veloce, affidandosi magari a piatti già pronti acquistati fuori casa». E la fretta si sa, in cucina come nella vita quotidiana, non è mai una buona cosa.

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