Sul caso interviene Nello Broggini, presidente del locale Circolo medico: ‘È urgente liberare le cartelle dei suoi pazienti’

“Ho appena ricevuto la tristissima notizia in cui si parla di un medico del Locarnese in carcerazione preventiva per presunti reati sessuali. Il principale addebito a carico dell’uomo è quello di atti sessuali con persone incapaci di discernimento e inette a resistere. Sono allibito e molto rattristato, anche perché sinora non erano arrivate informazioni chiare a tale riguardo. È una notizia terribile”. Sono le parole di Nello Broggini, presidente del Circolo medico di Locarno e Dintorni, che in una lettera scritta ai circa 350 colleghi iscritti esprime le sue considerazioni sul caso emerso nelle scorse ore.
Un medico attivo nella regione sulle rive del Verbano, lo ricordiamo, è in prigione per presunti reati legati alla sfera sessuale di alcune pazienti. Un'incarcerazione confermata dal Ministero pubblico, che parla di accertamenti partiti in estate dopo una denuncia da parte di una paziente.
“Chiediamo tutti che le indagini chiariscano senza alcuna reticenza la situazione e l’eventuale colpa, perché il nostro lavoro, il nostro impegno e la nostra dedizione non vengano scalfiti – prosegue Broggini –. Tutti noi non possiamo che esprimere un grande rincrescimento e la nostra più sincera e sentita vicinanza alle vittime di tale violenza”. Parte poi una richiesta precisa: “Per quanto riguarda la gestione e la liberazione delle cartelle mediche, affinché possano essere messe a disposizione dei pazienti, chiederò l’intervento urgente del Medico cantonale, come già fatto da parte dell’Ordine dei medici”.
Sul tema delle cartelle dei pazienti giungono alcune precisazioni da parte del medesimo medico cantonale, Giorgio Merlani: “Personalmente sono informato della situazione solo da metà settembre e da allora ci stiamo adoperando per consentire l’accesso alle cartelle cliniche. La questione è però più complessa di quanto possa apparire: il medico si trova in carcerazione preventiva, non vi è personale di studio e non vi sono familiari che siano autorizzati ad accedere alle cartelle”. E ancora: “Giovedì 15 ottobre, una volta resa pubblica la notizia, io stesso ho chiesto il sostegno dell’Ordine dei medici ticinesi, presieduto da Franco Denti. Quest'ultimo si è messo a disposizione per raccogliere le cartelle cliniche e distribuirne copia ai pazienti che ne faranno richiesta, non appena ci sarà consentito accedere allo studio. Sono inoltre in contatto con la procuratrice pubblica e con i servizi sociali del carcere proprio per rendere possibile tale accesso”. In conclusione, Merlani invita i medici del Locarnese “a evitare interventi tardivi e non coordinati, che rischiano di creare confusione rispetto alle indicazioni già fornite alle persone concretamente in grado di intervenire”. Un'informazione che Broggini è chiamato a trasmettere ai colleghi del Circolo medico del Locarnese.