Locarnese

Battelli sul Lago Maggiore, per il Sev la soluzione è il passaggio alle Fart

Il sindacato del personale dei trasporti interviene nel dibattito e chiede alla Società di navigazione di Lugano di ‘rinunciare all'ostruzionismo e collaborare a una transizione ordinata’

Lo sciopero del 2017
(archivio Ti-Press)
18 settembre 2026
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

Navigazione sul Lago Maggiore e incertezze sulla futura gestione del servizio pubblico (navetta Locarno-Magadino): l'impasse che si è creata – Fart o Società navigazione di Lugano (Snl)? – è finita nel mirino del Sindacato del personale dei trasporti (Sev), che prende posizione: “A decorrere dal cambiamento d’orario del prossimo 14 dicembre non è ancora garantita la prosecuzione dei servizi nel bacino svizzero del Lago Maggiore – si legge in una nota inviata ai media –. Questa situazione è tanto più incomprensibile perché le Fart si sono dichiarate pronte ad assumere la futura gestione e a riassorbire il personale attualmente impiegato. Se dal 14 dicembre la navetta Locarno–Magadino e gli altri collegamenti non potranno essere assicurati, Snl dovrà assumersi la responsabilità della propria opposizione a una soluzione sostenuta dal Cantone, dall’Ente regionale per lo sviluppo del Locarnese e dalla maggioranza dei Comuni della regione”.

Nel 2017 l’Ufficio federale dei trasporti annunciava che dal 2018 il consorzio formato dalla società italiana Gestione governativa navigazione laghi e da Snl avrebbe consentito a quest’ultima di offrire i servizi di navigazione nel bacino svizzero, ricorda il Sev: “La nuova organizzazione avrebbe dovuto favorire il rilancio della navigazione e del turismo regionale. A quasi dieci anni di distanza, quelle aspettative sono rimaste in larga misura disattese. Il giudizio negativo non proviene soltanto dai sindacati, ma anche dalle istituzioni e dagli enti del territorio, che sostengono la soluzione proposta dal Cantone con il passaggio della gestione alle Fart”.

Per le lavoratrici e i lavoratori impiegati sul bacino svizzero del Lago Maggiore, “il rapporto con Snl è stato segnato sin dall’inizio da gravi difficoltà. Nel 2017 furono necessarie tre settimane di sciopero per ottenere la riassunzione del personale precedentemente impiegato dalla società italiana, che beneficiava di condizioni contrattuali analoghe a quelle applicate dalle Fart. Anche la negoziazione del primo contratto collettivo di lavoro con Snl si concluse soltanto grazie all’intervento dell’Ufficio cantonale di conciliazione, presieduto dal consigliere di Stato Christian Vitta. Negli anni successivi il partenariato sociale non è migliorato. Il Sev ha ripetutamente segnalato infrazioni alla legislazione sulla durata del lavoro, sfociate nel 2022 in una severa decisione dell’Ufficio federale dei trasporti. Si sono inoltre susseguiti licenziamenti contestati dal sindacato, controversie sulla gestione della previdenza professionale, la disdetta immediata del Ccl applicabile al personale del Lago Maggiore e persino querele nei confronti delle organizzazioni sindacali. Ne è derivato un clima di forte pressione e insicurezza. Chi rivendica i propri diritti o si rivolge ai sindacati teme di esporsi a conseguenze sul piano professionale. È una situazione incompatibile con un partenariato sociale responsabile”.

Il Sev esprime seri dubbi anche sull’effettiva indipendenza dell’Associazione del personale operante nel trasporto lacuale e terrestre del Cantone Ticino (Aptl), costituita dopo lo sciopero del 2017 e divenuta, soprattutto dal 2025, l’interlocutrice privilegiata della direzione Snl: “Tali dubbi sono alimentati da elementi concreti: la funzione di segretaria dell’associazione è svolta anche dalla segretaria di direzione di Snl; l’Aptl ha potuto utilizzare i battelli aziendali per le proprie assemblee, alle quali ha preso parte anche la direzione; agli iscritti sarebbero inoltre riconosciute condizioni privilegiate per l’utilizzo dei posteggi aziendali. È legittimo domandarsi se, in simili circostanze, l’Aptl possa rappresentare il personale con la necessaria autonomia. Preoccupa, in particolare, che ha negoziato un nuovo Ccl per tutti i dipendenti, escludendo i sindacati storici, e che il risultato abbia comportato un peggioramento delle condizioni per il personale precedentemente assoggettato al Ccl del Lago Maggiore”.

A questo punto, per la Sev la soluzione è una sola: “Il nostro sindacato auspica che tutti i servizi attualmente assicurati da Snl sul Lago Maggiore siano ripresi dalle Fart e che il personale possa passare al nuovo datore di lavoro con condizioni chiare e in sintonia con altri operatori attivi nel settore della navigazione. Con le Fart il partenariato sociale funziona. Alla fine del 2025 i sindacati storici hanno concluso con l’azienda un contratto collettivo di lavoro della durata di cinque anni. Esistono quindi le condizioni per negoziare responsabilmente il trasferimento del personale, garantendo continuità occupazionale, condizioni contrattuali solide e qualità del servizio pubblico”.

Le lavoratrici e i lavoratori di Snl, si legge infine nel comunicato stampa, “sono comprensibilmente preoccupati. Non possono essere loro, né gli utenti e il settore turistico, a pagare il prezzo di una situazione di stallo. Come sindacato chiediamo pertanto a Snl di rinunciare a ogni ulteriore ostruzionismo e di collaborare a una transizione ordinata verso le Fart e alle autorità federali e cantonali di intervenire affinché, dal 14 dicembre, siano garantiti sia la continuità della navigazione sul Lago Maggiore sia il futuro professionale delle maestranze. I sindacati storici continueranno a stare al fianco del personale e a tutelarne con determinazione i diritti. Il Lago Maggiore ha bisogno di una soluzione stabile, trasparente e condivisa. Il tempo delle promesse e dei conflitti è terminato: ora occorre assumersi le proprie responsabilità”.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali